Fuori a bere con Charles Baudelaire

Baudelaire - Nadar

L’Avventura di Oggi: “Mamma, non ti scrivo per chiederti perdono, perché so che non mi crederesti più’; ti scrivo per dirti che questa è l’ultima volta che mi faccio togliere il permesso d’uscita, che ormai voglio lavorare ed evitare ogni punizione che mi potrebbe anche solo ritardare la libera uscita. E’ veramente l’ultima volta, te lo giuro, ti do la mia parola d’onore. […]”.

Se vi dicessi chi, alla tenera età di 13 anni, ha scritto questo frammento di lettera, scommetto che vi mettereste a ridere. Purtroppo il titolo vi ha già fatto da spoiler e già sapete che Charles Baudelaire, celeberrimo autore de “I fiori del male” e de “I paradisi artificiali” (da leggere qualora fossero una vostra mancanza) oltre che di altre opere deliziose, è l’autore di questa e tante altre lettere, indirizzate alla madre, piene d’amore e di vergogna verso di sè.La raccolta che vi propongo oggi parte dalla giovinezza per concludersi con una delle ultime lettere spedite l’anno prima di morire.

Il Baudelaire che ne esce è profondamente diverso da quello che si può tratteggiare leggendo I Fiori o I Paradisi.Si tratta di un profondo e inguaribile mammone, abbandonato dalla figura genitoriale già da piccolo, e questa lontananza farà sorgere in lui una sindrome edipica degna di essere presa in considerazione dal padre della psicanalisi.

Caroline Archimbaut-Dufays diverrà così il feticcio di un amore, anche sessuale, non corrisposto oltre che l’eterna sottana da tirare per ogni problema, in particolare quelli legati ai debiti. In più di una lettera, infatti, si legge Charles chiedere alla madre di regolargli i conti con dei cospicui prestiti visto che si trova alle prese con i creditori che lo rincorrono per avere indietro il denaro.Oltre a questo si vede anche tutto il processo creativo che ha dato vita alle sue opere principali ed interessanti si rivelano gli aspetti legati al lavoro di traduzione di quell’autore che diverrà per lui fonte di ammirazione ed ispirazione: Edgar Allan Poe.Straziato dalle denunce legate alle sue poesie e tormentato da creditori e malattia, Charles Baudelaire non smetterà di voler rilanciare il ponte tra sè e la madre che, stanca del comportamento del figlio, si ritrarrà in un silenzio angoscioso.Il testo è abbastanza leggero e non richiede un impegno titanico per essere letto (non è mica la Critica della Ragion Pura!), in ogni caso rimane un’esperienza che sconsiglio di fare sotto l’ombrellone poiché si rischierebbe di perdere per strada una serie di piccoli elementi che costruiscono il quadro completo di un autore passato alla storia con la nomea di poète maudit.

Mappe e Cartine: L’edizione che ci farà da trebisonda è “Lettere alla Madre” di Charles Baudelaire uscito per i tipi di “SE”.

Per chi conoscesse già come lavora questo editore è inutile dire dell’incommensurabile qualità della carta oltre che degli aspetti legati all’impaginazione, al corredo critico e alla postfazione (in questo caso un articolo di due paginette di Giovanni Raboni).

Può essere tanto un testo per intenditori del poeta quanto per i neofiti che vogliono conoscere i retroscena della vita di una delle figure di spicco nel panorama letterario francese di fin de siècle.

Compagni di Viaggio: Una cattiva tradizione culturale ha legato a doppio nodo Baudelaire all’assenzio ma a quanto pare il poeta non ne fece quasi mai uso.Abusò invece di acquavite scadente (non si poteva permettere nulla di meglio) e di oppio quando le sue tasche glielo permettevano. Poiché suggerirvi di bere della grappa a metà giugno non mi sembra tanto adeguato al periodo e suggerirvi di fumare dell’oppio mi farebbe ricadere in una querela per istigazione alla consumazione di sostanze stupefacenti ho pensato ad un vino adatto.

Si tratta del Gutturnio; piacentino di nascita e, si spera, di provenienza. È un vino leggermente frizzante e particolarmente intenso nel sapore, qualità che ben si sposano con il ritmo narrativo delle lettere.Per riempire lo stomaco oltre alla mente, e per stemperare la forte gradazione alcoolica del vino, si consigliano piccole bruschette con sopra della ‘nduja calabrese ma occhio a non sporcare le pagine!

Mendes Biondo

(Giornalista Pubblicista)

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