L’arte ai tempi della banca: Deutsche Bank e le opere di Tanaka

Gli esattori delle tasse

Quando si vive in una città come Berlino non è difficile capitare per caso in gallerie d’arte… o in istituti bancari. Cosa succede però se si uniscono questi due elementi, tra l’altro cavalli di battaglia della “cultura” tedesca?

Quello che ne nasce sono organizzazioni come la Deutsche Bank Kunst Halle. Come dice il nome stesso, l’atelier è una fusione della Deutsche Bank, un ente che non ha bisogno di presentazioni, con l’arte (appunto: Kunst, in tedesco). Inevitabilmente incuriosita, ho fatto delle ricerche. Che l’arte sia irrimediabilmente legata al soldo è un dato di fatto e sarebbe alquanto utopistico credere nel contrario. Non voglio comunque fare un discorso sulle logiche del mercato perché è stato già fatto da molti e perché in fondo per capirle basta avere solo un po’ di senso critico.


Ho scoperto che, effettivamente la banca da oltre trent’anni si impegna a promuovere l’arte di conceptual artist provenienti principalmente dall’Africa, dall’Asia, dal Sud America e dall’Europa Orientale. Ovviamente una serie di domande lecite mi sono subito venute in mente: una banca che ha una storia di buchi finanziari da almeno qualche decennio si preoccupa di promuovere l’arte, che, e i banchieri lo sanno bene, è qualcosa che non produce alcuna vera entrata? E poi non è la stessa banca che è stata accusata di cooperare con organizzazioni responsabili della deforestazione in Indonesia?

Foto di Alan McConchie

Foto di Alan McConchie

Ma la mia malafede è stata subito smentita perché la Deutsche Bank non solo promuove l’arte ma ha anche istituito un premio, chiaramente in denaro, per quello che viene giudicato, anche se non si sa bene da chi, come “Artista dell’anno”. Quest’anno il prestigioso premio è toccato a Koki Tanaka, una delle promesse della conceptual art giapponese. Tanaka è un artista, classe 1975, abbastanza famoso: ha anche rappresentato alla Biennale di Venezia nel 2013 il Giappone con uno dei suoi capolavori, cioè un grosso pannello con incisa la cifra: 9478.57 Km, che altro non è la distanza tra Fukushima e Venezia. Tanaka si definisce un artista socialmente e politicamente impegnato, che trasforma la vita quotidiana in un’esperienza artistica e soprattutto politica perché come dice lui stesso anche «bere un the verde può diventare esperienza politica». Per dimostrare la veridicità della sua affermazione, Tanaka ha creato per la Deutsche Bank un’esposizione davvero imperdibile: insieme a sociologi e psicologi giapponesi ha organizzato dei workshop frequentati da studenti delle scuole superiori che indagavano l’influenza della cultura americana in Giappone e li ha filmati, così che tutto il mondo potesse godere dei risultati! In cosa consistono queste riprese? In bambini che giocano a basket ed in bambini che cantano al karaoke, ad esempio.

L’arte e l’abilità di Tanaka però sono davvero senza confini. Ad interessarsi alle sue opere non sono solo i perdigiorno, cioè quelli che hanno velleità di artisti, ed i turisti, perché si sa che quando si fa una vacanza in una città è d’obbligo visitare almeno un museo o una galleria, ma proprio tutti! Anche i banchieri! E, la storia mi dà ragione, visto che i banchieri sono la razza umana più intelligente (i loro guadagni lo dimostrano), sentono anche l’esigenza di acculturarsi riguardo a ciò che non rientra specificatamente nel loro campo, perché in fondo sono tutti pregiudizi quelli che raffigurano l’impiegato della finanza come uno squalo affamato.

Foto di Stunned

Foto di Stunned

Per rendere l’esperienza ancora più indimenticabile, delle sorridenti ragazze, con una maglia della Deutsche Bank (la pubblicità in fondo non fa mai male), sono pronte a rispondere a tutte le domande riguardanti la politicità dei video. Di fronte a tali spiegazioni e a tale impegno artistico, non posso che dare ragione a coloro che, e curiosamente si tratta proprio di banchieri, considerano gli squarci di Fontana come obbrobri che danneggiano la vera arte. Chiunque vorrebbe impegnarsi politicamente e combattere per un mondo migliore dopo aver visto le opere di Takama!

Quindi tornando alla nostra domanda iniziale: cosa succede se si uniscono arte e istituti bancari? Si trasformano i borghesi mediocri in borghesi con la presunzione di essere intelligenti. Chapeau!

Mirea Cartabbia

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