Speciale Trono di Spade – L’importanza di chiamarsi Jon Snow

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Tutti sicuramente si ricorderanno di lui come “quello che non sa niente”, il personaggio dallo sguardo perennemente triste e dal fascino del bel tenebroso. Jon Snow, il figlio bastardo di casa Stark, è colui che maggiormente mi ha ricordato i versi di un autore che non potrebbe essere più lontano dalla saga fantasy di George Martin: Konstantinos Kavafis.

Il percorso esistenziale del Corvo inizia con una scelta di un peso incredibile, entrare a fare parte dei Guardiani della Notte, abbracciare la dura vita della Barriera al fine di proteggere coloro che stanno al di qua di essa.
Snow intraprende quel viaggio che il poeta greco immagina in Itaca quando scrive: ≪Se ad Itaca tu volgi la tua rotta,/ dovrai augurarti che il viaggio sia lungo,/ ricco di prove, ricco di esperienze≫. Egli, come tutti i componenti del casato Stark, si troverà ad abbandonare le comodità della propria casa per inseguire la sua Itaca, il suo ideale. Nonostante le difficoltà egli “serba sempre bene in mente” il suo obiettivo.

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Quando passerà la Barriera per una ricognizione avrà a che fare con i Bruti, con una popolazione di barbari sanguinari, eppure proprio in quella occasione riesce a trovare un momento per innamorarsi di una di loro. Jon Snow è in grado di fronteggiare ≪i Lestrìgoni e i Ciclopi≫ che si sono formati nella sua mente, abbatte il pregiudizio, successivamente riaffermato dall’efferatezza delle razzie, con cui ha convissuto per tutto il soggiorno al Castello Nero.

Prima di prendersi una serie di frecce da Ygritte per la sua decisione di tornare all’ovile, gli viene proposta la possibilità di cambiare completamente il proprio cammino. Gli viene suggerito di scappare e rifarsi una vita assieme alla propria amata in quelle terre lussureggianti che stanno dalla parte dei “buoni”, dimenticare l’impegno preso verso la società e fare la scelta egoistica che qualsiasi altro personaggio, non solo all’interno dell’universo del Trono di Spade, avrebbe abbracciato.

La Bruta è una Circe potente nei confronti di Snow ma questo si desta dal sogno non appena si rende conto che deve tornare dalla sua Itaca.

Se ci pensiamo bene, andare al fronte, rinunciare ai piaceri della vita, abbandonare la prospettiva di mettere su una famiglia propria e continuare il casato per permettere le allegre gozzoviglie, e sgozzamenti, di Lords e Ladies è un gesto che difficilmente riusciremmo ad accettare. Quanti di voi si sono messi a gridare allo schermo, o al libro, “scappa con la rossa, pistola!” oppure “fatti una vita via da quella desolazione”?

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Ma Jon decide di rimanere fisso nel suo ideale e torna a proteggere la Barriera assieme ai suoi compagni.
Durante lo scontro con i Bruti, che sembra rivelarsi fatale per la parte di Grande Inverno, Snow combatte fieramente dimostrando di avere coraggio più di coloro che formano le reclute e che vanno a nascondersi in qualche dispensa lontana dalla lizza.
Jon dimostra di essere all’altezza dei meritevoli di onore, di essere tra ≪quelli che, finché hanno vita,/ si levano a difendere Termopili./ Mai rifuggendo il loro compito, essi son retti e leali in ogni azione,/ però non senza pietà e tenerezza≫. Anche se in cuor suo vede la fine procedere innanzi con passo veloce di gigante delle nevi, non smette di combattere per salvare i compagni, la famiglia ormai lontana e gli abitanti tutti che vivono al di qua della barriera.

Per questo il personaggio di Jon Snow merita ≪più grande onore≫ in quanto immagina ≪che infine apparirà quell’incubo di Efialte/ e che, comunque, i Medi romperanno il fronte≫. Se venisse ucciso morirebbe da uomo libero, capace di progettare il proprio futuro a seconda del suo volere e non costretto, come una banderuola, a correre dietro al vento.

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Il turpe destino (ed altrettanto atroce autore) decide di mostrare a Jon che ≪Giunge, alla fine, per qualcheduno il tempo/ in cui il grande Sì o il grande No è costretto/ a dire. Ed all’istante si rivela chi ha/ pronto il proprio Sì, e dicendolo// accresce in sé fiducia ed ammirazione≫. Combattendo contro i Bruti riesce, infatti, a riconquistare la considerazione da parte dei compagni ma deve affrontare una battaglia più dura rispetto a quelle che ha fronteggiato fino ad ora.

Deve vedersi ammazzare la donna amata davanti agli occhi da un suo compagno e deve ammettere a sé stesso che ≪in ogni caso, lo perde/ quel No – sebbene giudizioso – per la vita≫.

Mendes Biondo
(Giornalista)

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