Speciale Trono di Spade – Tyrion Lannister: un piccolo grande Leone

2781F64E00000578-0-image-m-22_1428894053002 Quando con Giovanni Platto ci trovammo per stendere il piano delle pubblicazioni, mi passò un brivido per tutta la schiena all’idea di dover trovare sufficienti parole per analizzare il personaggio di Tyrion Lannister. Se da un lato ero eccitato dalla possibilità di affrontare uno dei pezzi della scacchiera di Game of Thrones meglio scolpito, dall’altro ero preoccupato da quella stessa complessità. Cercai per diversi giorni un appiglio, un argomento con il quale iniziare a scrivere del nano di casa Lannister fintanto che non ritrovai nella memoria la celebre scena che lo vede in compagnia del fratello Jaime nella cella. Prima che lo scontro tra la Vipera e la Montagna avesse luogo, prima che il destino del piccolo leone venisse segnato in maniera irreparabile, prima insomma che tutta la vita finora passata tra gozzoviglie e agi mutasse drasticamente la propria direzione, Tyrion si trova a confidarsi con l’amato e al contempo odiato fratello ricordando di un loro lontano cugino che, un po’ tòcco, passava il tempo a schiacciare gli insetti con una grossa pietra simulandone il suono con la bocca e gridando, di tanto in tanto, “vi ucciderò tutti”. Tyrion di fronte a tutto ciò resta con un quesito che non trova risposta né da Jaime né dalla sua stessa arguzia; questa domanda era semplice e al contempo complicatissima: “perché?”. f66905fb-e3c9-4869-b732-9b8d8ec31ca2 Il trotterellare scomposto dettato dalla sua forma fisica lo ha portato dai bordelli migliori di Approdo del Re fino alla Barriera e ritorno, tra prostitute e vino da un lato e morti ammazzati dall’altro. Di fronte a tutte queste difficoltà egli reagisce con forza e determinazione, trasforma la sua grande debolezza in una piccola risorsa da usare contro gli avversari e farà dono di questa sua saggezza ad un Jon Snow oramai deciso ad abbracciare i Corvi. Affronterà il dolore di vedersi tradito da Shae, la prostituta di cui si era perdutamente innamorato, e lo trasformerà in un pesante macigno con il quale, alla stessa stregua del lontano cugino, schiaccerà tanto l’amata quanto il padre, constatando (con una certa piacevole ironia) che non era in grado di “cagare oro”. Tyrion è il personaggio non voluto, è la blatta che tutti cercano di spiaccicare sotto il loro sasso, a partire dalla sorella Cersei, ma che continua a combattere per mettersi in mostra, per sporcare l’onore dei Lannister con amori illeciti e comportamenti adatti al figlio di un porcaro più che ad un principe di antica stirpe. Il Nano è, a suo modo, vessillo di una differenza che deve essere accettata e al contempo un fine stratega capace di dimostrare abilità maggiori di chiunque altro con un corpo ben conformato. Tyrion-Lannister A dimostrazione di quanto detto fino ad ora vi è la memorabile scena della condanna per regicidio. “Padre desidero confessare” esordisce così l’oramai estenuato Tyrion di fronte ad una folla incredula e dopo quelle parole inizia un monologo che tutto ha fuorché della confessione di omicidio. La sua è confessione, sentenza e condanna ad una situazione ben diversa, ad un handicap fisico che lo ha reso maschera di tutto ciò che è grottesco e difforme. Lui è l’essere sbagliato, il capro espiatorio sul quale far ricadere tutti gli errori di una società corrotta fin alle proprie radici, lui è quell’Altro che con tanta facilità si schiaccia in quanto repellente e sbagliato, lui è lo scarafaggio che segnala la sporcizia di un luogo e che viene scacciato anziché preoccuparsi di risanare laddove necessario. Tyrion si condanna senza paura dicendo esattamente quello che tutti pensavano ma che non avevano il coraggio di proferire sia per i suoi nobili natali che per una forma di ipocrisia sociale. Il Piccolo Leone è anche l’oggetto di eterna ingratitudine da parte di chi lo circonda. Salva Approdo del Re dall’invasione delle flotte di Stannis, risolve in positivo l’attacco da parte degli avversari di Joffrey mentre quest’ultimo si rifugia tra le sottane della mamma, è un saggio consigliere e svolge il compito di Primo Cavaliere con facilità ed ingegno, preserva Sansa da uno stupro coniugale inutile e protegge tanto l’amico Bronn quanto Shae da possibili attacchi esterni. Tutto ciò senza vedersi riconosciuto alcun merito, senza che nessuno si levi il cappello al suo passaggio. Solo prostitute e tagliagole riconoscono in lui un carattere degno di stima e non solo. Tyrion_Lannister_Profile Tyrion è infine il nano che sovrasta tutti con la propria ombra, che riesce a combattere e vincere Leoni, Cervi, Trote e, si spera successivamente (noi di RAMINGO! non ne abbiamo la certezza ma tifiamo per lui) anche Draghi; è il personaggio che maggiormente rischia di essere schiacciato dal sasso del destino e che, proprio per questo, riesce a trovare ad ogni problema una soluzione valida, senza dimenticarsi degli altri, degli amici che incontra lungo il viaggio, per i quali prova profonda ammirazione e, suo malgrado, amore. Mendes Biondo (Giornalista)

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