Magnetico inganno di lei di Barbara Dotti per le Edizioni Croce

CHij0MDW8AAlSuhDopo tante gioie, le Edizioni Croce mi propongono un romanzo che definirei deludente, tanto per le aspettative che lascia la quarta di copertina, quanto per modalità narrativa e scelta del soggetto da raccontare; di per sé si tratterebbe del solito romanzo rosa dai toni sordidi che segue la lunga scia di infelici pubblicazioni nate come stuolo di paggetti a quella di “50 Sfumature di Grigio” e che di poco si discosta per temi e scene.

Magnetico inganno di lei di Barbara Dotti, infatti, si lascia inquadrare ad un primo sguardo sia dalla copertina che dal titolo.

La storia prende in considerazione le vicende di dieci personaggi diversi, con i rispettivi sparring partners letterari, che ruotano intorno alla redazione del Tea House, un giornale culturale che, a detta del narratore, è ancora giovane ma con un felice destino che lo vedrà diventare una delle testate più importanti nel settore.

Parlare dei personaggi utilizzando i nomi che sono stati scelti dall’autrice è pressoché inutile: che si tratti di “Giovanna”, “Mario”, “Genoveffa” o “Asdrubale” essi sono caratterizzati tutti nel medesimo modo.

Tutti gli uomini godono di una bellezza matura e di un fascino mellifluo alla Rodolfo Valentino, ricalcano ruoli prestigiosi e possiedono risorse da far impallidire uno sceicco anche se non sempre se ne servono o lo fanno notare.

Le donne, allo stesso modo, sono mangiatrici di uomini, affascinanti, belle, giovanili e con la pelle tesa ed eburnea, i capezzoli sempre all’aria e sempre di una forma meravigliosa così come le chiome sono perfettamente pettinate e gli abiti in linea con la tendenza; sono donne in carriera e piene di soldi quasi quanto gli uomini ad eccezion fatta per le stagiste che si trovano a dover affrontare l’eterno disagio di essere quelle “da meno”.

Le scene erotiche, poi, sfiorano il ridicolo per quanto siano state costruite seguendo uno standard da filmetto a luci rosse anni ottanta. Un mix mal calibrato tra Liala e una produzione sconosciuta di pellicole hard.

L’unico punto a suo favore, se ne si vuole trovare uno, è la scelta di inserire una liaison amorosa tra una famosa gallerista di Roma appena uscita da un divorzio abbastanza tranquillo con il marito ed una donna dai tratti misteriosi. La tematica LGBT, in ogni caso, sembra appiccicata al testo più per una necessità di conformarsi alle mode contemporanee di scrittura che per cercare di sondare in profondità gli aspetti psicologici che spingono una persona ad amare qualcuno del suo stesso sesso.

Per tutto il testo aleggia questa necessità compulsiva di finire a letto assieme e successivamente atteggiarsi come divi dei film anni cinquanta fumandosi una sigaretta di marca, rigorosamente specificata, e perdendosi in appiccicosi vaniloqui sulla vita.

Questo romanzo, da parte mia, non ha passato il vaglio di qualità, sebbene abbia ricevuto molte lodi da parte di riviste specializzate e sia stato considerato caso letterario dai critici, ma si sa che, come diceva spesso un mio conoscente, “quando la sala è piena, il film non è un gran ché”.

Mendes Biondo

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Magnetico inganno di lei di Barbara Dotti
Edizioni Croce, p. 194, 16,90 Euro

http://www.ibs.it/code/9788864022499/dotti-barbara/magnetico-inganno-lei.html

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