A 88 anni dalla scomparsa di Matilde Serao. La scrittura dirompente di una grande giornalista – scrittrice

images (2)

Nata in Grecia (Patrasso) nel 1856, dopo la caduta dei Borboni, si trasferì a Napoli con la famiglia. Qui, pur non avendo ricevuto alcun insegnamento – se non quelli severi della madre – la giovane Matilde si presentò alla Scuola Normale Pimentel Fonseca, in qualità di semplice uditrice; riuscì, grazie alla sua determinazione, ad ottenere il diploma in breve tempo e con un ottimo risultato. Dopo aver completato gli studi, iniziò la sua brillante carriera giornalistica, insieme ad Edoardo Scarfoglio, che divenne suo marito e con il quale, nel 1891, fondò Il Mattino. La Serao aveva mostrato, come scrive Giulio Ferroni, “un notevole impegno dell’analisi della realtà sociale, una vitalissima operosità, una passione per il lavoro e per la diretta comunicazione con il pubblico”. In altre parole, alla letterata veniva riconosciuta una grande dote, caratterizzata da un realismo abbondante, pittoresco e commosso.

Nonostante i suoi numerosi viaggi, la donna era molto legata a Napoli, tanto che soffrì molto durante l’epidemia di colera, difendendola a spada tratta nel suo Ventre di Napoli; l’ha ricordata sempre nei suoi discorsi con una nostalgia mista ad un amore malinconico.
Il suo Ventre di Napoli nacque come inchiesta giornalistica nel 1884, a seguito, appunto, dell’epidemia di colera e fu pubblicato sul romano Capitan Fracassa oltre che a Milano, da Treves. Con la sua inchiesta, la giornalista si addentra tanto negli splendori quanto nelle miserie di una città amatissima e affezionata; indignata, anche la Serao lancia un appello al Governo, che sembra indifferente davanti a quella miseria. Gradatamente, la donna conduce il lettore nei vari quartieri della città, soffermandosi a descrivere sia il degrado e la povertà, sia le usanze e le credenze tipiche napoletane.

download

Nella prima parte dell’opera, indirizzata al capo del Governo Depretis, Matilde Serao denuncia le strazianti condizioni in cui versava la città; è evidente, qui, l’intento di sottolineare il fatto che il Governo avrebbe dovuto essere al corrente di tali nefandezze, e che il fatto che Depretis fosse allo scuro della situazione napoletana era da considerarsi molto grave. L’opera inizia proprio così:

[…]. Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli. Avevate torto, perché voi siete il Governo e il Governo deve saper tutto. Non sono fatte pel Governo, certamente le descrizioncelle colorite di cronisti con intenzioni letterarie, che parlano della via Caracciolo, del mare gluco, del cielo di cobalto, delle signore incantevoli e dei vapori violenti del tramonto: tutta questa retorichetta a base di golfo e di colline fiorite […]; tutta questa minuta e facile letteratura frammentaria, serve per quella parte di pubblico che non vuole essere seccata con i racconti di miserie. Ma il Governo doveva sapere l’altra parte; il Governo a cui arriva la statistica della mortalità e quella dei delitti; […]; il Governo che sa tutto: quanta carne si consuma in un giorno e quanto vino si beve in un anno, in un paese. […]. Quest’altra parte, questo ventre di Napoli, se non lo conosce il Governo, chi lo deve conoscere?

Dopo questa parte di denuncia, la letterata descrive la vita quotidiana degli abitanti dell’altra Napoli – non quella dabbene, colta e civilizzata, ma quella dei fondaci, trascurata, invivibile, abbandonata a se stessa – soffermandosi su ciò che si mangia, su come si guadagni e sul gioco del lotto, sulle sofferenze che non hanno mai fine e dimostrando, così, – come riporta M. Stefanile, in Labirinto napoletano: studi e saggi letterari su scrittori di ieri e di oggi – di coincidere “con il ritratto della città, il ritratto segreto e commosso, trepidante e acceso, vibrante e straziato di una città che esprime la sua grandezza non già attraverso l’opulenza ed il sorriso, ma con la miseria ed il pianto”.

images (1)

Il libro si conclude con la richiesta di riforme igieniche, di luce, di acqua, di sorveglianza; in sostanza, la Serao mostra la speranza che tutti possano fare il proprio dovere, in modo tale che, giorno per giorno, le condizioni della città possano migliorare con l’aiuto di tutti. Si tratta di una sorta d’esortazione nei confronti dei cittadini, ai quali chiede un piccolo sforzo: collaborare, in virtù del proprio dovere morale:

che chiedo io, infine, per i miei fratelli del popolo napoletano, che chiedo io, come tutti quelli che hanno cuore e anima, salvo che finisca l’oblio e l’abbandono? Che chiedo io, in nome della eguaglianza umana e cristiana, salvo che il popolo di laggiù sia trattato come tutti gli altri cittadini, abbia una casa, abbia della luce, nella notte, dell’acqua, della nettezza, della sorveglianza, […]? Che chiedo io, se non l’applicazione della legge umana e sociale, trattar quelli come si trattano gli altri, dar loro quello che spetta loro, come esseri viventi, come uomini, come cittadini di una grande città? Faccia il suo dovere chiunque, non altro che il suo dovere, verso il popolo napoletano […], lo faccia con scrupolo, lo faccia con coscienza e, ogni giorno, lentamente, costantemente, si andrà verso la soluzione del grande problema […], ogni giorno si andrà migliorando.

L’opera si conclude con queste parole d’esortazione e di speranza. In sostanza, la Serao non si limita a descrivere i problemi della città, ma prospetta una via d’uscita, una soluzione.
Da ciò si comprende, chiaramente – come riporta Giampaolo Infusino – la sensibilità della donna, “una sensibilità profonda, intensa, che cerca, fruga dentro le parti più nascoste di sé […], la chiave interpretativa per le sue analisi politiche, di costume, sociologiche”.

Un’altra opera della Serao, degna d’esser ricordata, è II Paese di cuccagna (1891), in cui imprime tutta la sua amarezza e le sofferenze del popolo napoletano. È una delle opere più celebri della scrittrice, nonché uno dei romanzi più significativi del verismo italiano. La visione che ne deriva è quella della Napoli pittoresca di fine Ottocento; non si dimentichi che la vera forza narrativa della Serao risiede nel suo accentuato spirito d’osservazione e nella sua spiccata intuizione. È evidente che la scrittrice mescolò, in tutte le opere, le sue esperienze, facendole passare attraverso il filtro di un’accentuata sensibilità. Con riferimento alla vita quotidiana, la Serao racconta gli usi e i costumi del sottoproletariato, dei braccianti e degli artigiani, che nutrivano la speranza di un futuro migliore e prospero attraverso il gioco del Lotto.

In effetti, la donna aveva più volte criticato l’arrivismo borghese, la brama di denaro e lusso che, in poco tempo, portano a condurre un’esistenza effimera; tema, questo, vivo nella novella Le virtù di Checchina (1884), in cui la scrittrice riporta un ritratto talmente preciso della protagonista, che la novella sembra precorrere il genere femminista che verrà.

images

Tuttavia, non è da trascurare il fatto che la donna abbia posto, accanto a questi interessi politici e sociali, anche quelli sentimentali: scrisse vari racconti romantici, che oggi apparirebbero stucchevoli e leggermente stereotipati. Inoltre, il pubblico femminile non le riconosceva la giusta importanza giornalistico – letteraria: Matilde era considerata regina di cronache mondane e depositaria di segreti pettegolezzi, colmi di intrigo.

Tutto ciò fu il prezzo che la donna pagò a causa del suo immenso amore per il giornalismo, che per lei rappresentava la prima forma di comunicazione. Era consapevole, infatti, che prima dote di un buon giornalista fosse quella di saper osservare, comunicare, coinvolgere i lettori ed in questo, la Serao fu grande maestra grazie, in particolar modo, all’interessante connubio tra spirito d’osservazione, curiosità e sensibilità, che la caratterizzò per tutto il corso della sua vita.

A 71 anni, il 25 luglio del 1927, Matilde Serao morì a Napoli, sulla sua scrivania, mentre scriveva.

Antonella Lolli

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.