Never forget Joe Hill – In ricordo dell’operaio poeta

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Il mondo del lavoro oggi vive sonni abbastanza tranquilli rispetto diversi anni fa. Gli operai, seppur con le loro magagne, proseguono il loro impiego senza eccessivi sfruttamenti, le donne stanno riuscendo ad ottenere maggiore considerazione negli ambienti lavorativi e l’utilizzo di minorenni per svolgere mansioni che richiederebbero l’impegno di un adulto è calato drasticamente a pochi casi sporadici. Nonostante tutto, il vasto mondo del lavoro è ancora un campo minato per molte persone.

In ogni caso, se oggi possiamo permetterci un salario fisso, se possiamo vederci riconosciute le ferie e la malattia, se le donne possono denunciare i propri datori di lavoro per molestie, se i bambini sono dispensati dal dover vivere in fabbrica è anche grazie a personaggi come Joe Hill.

Per chi non lo conoscesse, ed io ero uno di quelli, consiglio la lettura di un libro che oserei definire struggente e motivante allo stesso tempo. Ricordo che ho fatto davvero fatica a finirlo e questo non perché sia scritto da degli incompetenti, o perché tratti tematiche noiose per soli addetti ai lavori, esattamente per le motivazioni contrarie. Più leggevo e più mi saliva una rabbia rivoluzionaria nei confronti di quella che è stata la patria delle libertà degli anni ’20, l’America, e che, al contrario, si è rivelata essere l’inferno per immigrati europei e non solo che approdavano sulle sponde inospitali di New York alla ricerca di un posto di lavoro e di una nuova prospettiva di vita.

Tra questi immigrati ci fu anche il Joe Hill di cui tratta il libro, un poeta dotato di penna e martello, che si mise in prima linea per difendere i diritti di migranti oltre che di lavoratori oppressi. Inizia militando nella Industrial World Workers per poi continuare la sua lotta sia con picchetti e manifestazioni che con canzoni e poesie. Della sua stessa risma, in quanto ad intensità di testi troviamo Woody Guthrie, che definiva la sua chitarra come “l’ammazza fascisti”, o Phil Ochs o la più giovane Joan Baetz che a Hillstrom dedicò una delle sue più famose, nonché più riadattate, canzoni intitolata “Joe Hill”.

Il personaggio storico di Joel Emmanuel Hägglund nasce a Gavle in Svezia. Nel 1902 emigra negli USA cambiando il nome in Joe Hill.
Never forget Joe Hill” è un omaggio a questo lottatore sociale che coinvolge tutte le forme di arte; in un unico libro troviamo raccolti saggi storici, copioni per piece teatrali, copioni di film, tre fumetti e una raccolta di canzoni (c’è un cd omonimo che viene venduto assieme al libro). I testi di queste ultime sono analizzati e cantati da una serie di interpreti e cantautori che vanno da Deborah Kooperman fino a Brunori Sas e Dente.

La curatela dei testi è di Rino de Michele e del collettivo ApARTe°, con la collaborazione dell’ Istituto Ernesto De Martino e di Macacorecords e la casa editrice che ha voluto credere nel progetto è la Fuori Posto Edizioni.

Mendes Biondo
(Giornalista)

Potete richiedere il libro con allegato il CD a: FuoriPosto edizioni/ApARTe°, aparte@virgilio.it o fuoriposta@gmail.com, oppure all’Istituto Ernesto De Martino, iedm@iedm.it, o all’autore Rino De Michele, rino@rinodemichele.org oppure è possibile acquistarlo direttamente nel negozio di articoli musicali di Deborah Kooperman “Notorius” a Villafranca di Verona in Via Trieste.

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