Mantova e le sue streghe nel libro di Cinzia Goldoni

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Il libro e l’autrice che vi sto per presentare hanno rimesso al centro dei miei interessi un quesito che da diverso tempo si era assopito, perché allontanato da una mente che vedeva con maggiore piacere i progressi di quella che viene considerata la “ricerca scientifica” oltre che per una serie di ulteriori ragioni che non necessitano di diventare protagoniste di questo articolo. L’argomento che sta alla base del quesito è la stregoneria mentre la domanda è: “Chi sono le streghe?”

Questa, a sua volta, ne apre diverse ma, nonostante ciò, mi soffermerò, assieme all’autrice Cinzia Goldoni, a rispondere a due delle molte che sono quelle che vengono trattate nel suo piccolo saggio dal taglio piacevolmente divulgativo, intitolato “Mantova, di streghe e di virtù”.

Pertanto ecco il primo quesito: “Che cosa vuol dire essere una strega?”
Troppo spesso si pensa a loro come delle vecchine ingobbite a cavallo di una scopa volante, indaffarate nella preparazione di pozioni e unguenti utili a togliere di mezzo problemi spirituali tanto quanto quelli contingenti, oppure sono delle fate, creature che con l’essere umano poco hanno a che spartire, e che, in eterno contatto con la forza oscura, manipolano sia uomini che la Natura a seconda del loro bizzarro volere. Ultimamente si è aggiunta l’immagine della strega alla Harry Potter, ovvero una fanciulla studiosa china tra libri pesanti ed incomprensibili che ogni tanto si concede qualche avventura a rotta di collo tra bestie mitologiche e fulmini che scaturiscono da improbabili bacchette.

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Quello che Cinzia Goldoni vuole sottolineare con il suo libro è che la figura della strega poco si avvicina a questa immagine stereotipata che ci è stata lasciata da secoli di inquisizione e ignoranza. Le streghe altro non erano che donne dalla spiccata sensibilità innata, capaci di curare con la sola imposizione delle mani o di preparare filtri seguendo una tradizione millenaria che affonda le proprie radici nelle conoscenze erboristiche che i proto scienziati greci e mediorientali avevano tramandato. Se non possedevano un’effettiva conoscenza oppure una sensibilità innata, si trattava di donne avvenenti o, al contrario, con poche qualità estetiche, che venivano tacciate di stregoneria da compaesani dalla mente offuscata o da prelati capricciosi.

Ed ecco la seconda domanda. “Che cos’è l’inquisizione?”
Si tratta di un tribunale istituito nel 1184 dalla Chiesa Cattolica per indagare e perseguire coloro che praticavano le arti magiche e le eresie. L’indagine svolta dalla Goldoni porta alla luce come Mantova fosse una delle città maggiormente attive in tale settore a tal punto che, in alcuni periodi storici, fosse impossibile passeggiare liberamente per il centro storico dato che il puzzo delle carni delle inquisite era tanto forte da provocare la nausea.

All’interno di “Mantova, di stregoneria e di virtù” si rintraccia un’agile elenco di nomi di inquisitori con la corrispettiva provenienza religiosa oltre che ad una preziosa cronologia che riporta atti, dicerie e carteggi legati al mondo delle Streghe mantovane.

Un’edizione affidata ai tipi di Lui Editore pensata per inseguire da un lato la piacevolezza della divulgazione e dall’altro il pregio dell’edizione a tiratura limitata. Le copie disponibili e numerate, infatti, sono 666… più 1

Mendes Biondo
(Giornalista)

Il libro è acquistabile al link: http://www.ibs.it/code/9788899339005/goldoni-cinzia/mantova-streghe-virtu.html

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