Milano in 80 tappe – Intervista a Gigi Cifarelli

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Oggi RAMINGO! ospita la bellissima intervista al chitarrista Gigi Cifarelli realizzata da Pier Mastanutono e Mariagrazia Innecco del “Giro di Milano in 80 Tappe”. Potete scoprire di più di questa iniziativa cliccando sul link: https://www.facebook.com/girodimilano80tappe?fref=ts

LE INTERVISTE ESCLUSIVE DEL GIRO DI MILANO IN 80 TAPPE
Spero che questa sia la prima di una serie lunghissima di interviste alle Persone e ai Personaggi del Giro: il giornalista Pier Mastantuono mi affiancherà perchè se la cava benissimo e soprattutto mi sembra curioso e coraggioso.
Siamo agli inizi, e quindi abbiate pazienza, ma vi autorizziamo fin d’ora ad esprimere le vostre opinioni.
Si inizia con l’amico Gg, che ha ottenuto 4.000 visualizzazioni con il post precedente: ora vediamo dove arriviamo con le condivisioni.
Conto su di voi e sulla vostra voglia di leggere l’intervista fino in fondo: è’ lunga ma molto interessante, a mio parere.
Buona lettura.

INTRODUZIONE
Con quei 60 anni portati con nonchalance, come vorrebbero tutti, in cosa ancora potrebbe migliorare oggi Gigi Cifarelli?
A vederlo all’opera al Churchill Caffè sabato sera, si pensa davvero di essere davanti a uno dei più grandi chitarristi jazz in assoluto.
Ama sempre giocare e scherzare…e ha fra i personaggi più amati Totò e Alberto Sordi che imita perfettamente…
“Non so’ ammericano …so daa scuola ammericana”! dice imitando Sordi alla fine di un brano per far ridere i presenti dopo uno strafalcione linguistico nel cantare una song evergreen.
Quella per la due ruote è l’altra febbre bruciante di Gg.
E se la musica e la sei corde rappresentano per lui la naturalezza assoluta, il ciclismo agonistico è da sempre l’altra sua smisurata e bruciante passione.
Più di due ore di concerto davanti a un pugno di super appassionati di ogni età per ribadire, se ancora ce ne fosse bisogno, cosa significa suonare con leggerezza.
Divertirsi, divertire, facendo apparire lievi versioni molto alternative di grandi classici come Mona Lisa (uno dei cavalli di battaglia di Nat King Cole che Gg nell’occasione dedica alla scrittrice e blogger Mariagrazia Innecco presente in sala) oppure Imagine di John Lennon riarrangiata e rivisitata in modo molto gradito dal pubblico.
E allora è forte la sensazione che solo la grande passione per il ciclismo possa prendere talvolta il sopravvento sulle scelte di Cifarelli.
Il suo glorioso pedigree annovera collaborazioni con tutti i grandi del Pop italiano da Mina, Renato Zero, Carlo Marrale per citarne solo alcuni, con tutti i giganti del jazz italiano da Enrico Rava, Alfredo Golino, Tullio De Piscopo,Christian Meyer, Antonio Faraò, Larry Nocella, Massimo Urbani, Patrizio Fariselli, Giulio Capiozzo, Ares Tavolazzi, (tre dei mitici “Area”) Dario Deidda, Pippo Matino e qui i fermo perché dovrei citare tutti….
E tanti tantissimi nomi della scena jazz internazionale coi quali ha collaborato o diviso la scena come :  Brian Auger, Sam Rivers, Jack De Johnette, Chick Corea, Tony Scott, Marcel Dadi, Jimmy Owens, Mark Murphy, Mike Stern, Danny Gotlieb, Bireli Lagrene, Michael Manring,Charles Tolliver, Larry Carlton, Pat Martino, Scott Henderson, Sal Nistico, Mark Johnson, Dennis Chambers John Scofield, Robben Ford, Toots Thielemans, Delmar Brown, Kenwood Dennard, Eric Marienthal Eliane Elias, Randy Breker oltre a una lunga collaborazione con Carl Anderson il Judas di Jesus Christ Superstar….e ci fermiamo per non tediarvi.
Ha iniziato a suonare a 7 anni e cita Hendrix come motivo del suo amore per la chitarra elettrica, il blues, il country e il grande pop dei Beatles e di James Taylor le sue grandi influenze fino ai 23 anni, poi la cotta per il jazz con Wes Montgomery, Charlie Parker le grandi orchestre e i grandi cantanti, su tutti Nat King Cole insieme a Ray Charles e Stevie Wonder l’ accostamento stilistico onnipresente con George Benson che ha le stesse radici e col quale Gg ha passato diversi momenti
Non c’è noia nella carriera e nella vita di Cifarelli, e anche la chiacchierata di fine concerto è un brevissimo flash di impressioni saltabeccanti da uno spunto altro.
Con tanti aneddoti appena abbozzati.
Bozzetti che però in questa magica sera per pochi intimi appaiono più veri di tanti proclami sul passato e sul futuro della musica.

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INTERVISTA DI PIER MASTANTUONO.

PARTIAMO DALL’INIZIO, COSA RICORDI DEGLI ANNI D’ORO DELLA MUSICA DAL VIVO A MILANO?
Soprattutto che iniziavo a suonare alle 23.30 e la gente stava lì fino alle 3. Oggi non puoi più pensare di fare una cosa del genere.
In quegli anni lì i locali trainanti della musica live a Milano, non solo del jazz, erano il Capolinea che poi era la mia vera casa, le Scimmie, il Grillo Parlante e il Tangram., sapete cos’era a fare la differenza ?? Era il fatto che tutti i responsabili di questi posti erano appassionati e il loro piacere era organizzare la musica dal vivo..e quando lavori con amore succede sempre che le cose prima o poi si mettano a funzionare.
Adesso se ti chiamano, non è perché gli piaci tu come artista e la tua Musica…. e anche se non venisse nessuno non si lagnerebbero più di tanto.. No…Adesso la prima cosa che ti dicono è: “Sì facciamo una serata, ma quanta gente mi porti?”.
E uno che fa? …bene o male io ho suonato tanto e ora grazie a Dio posso un po’ scegliere, ma i giovani ..ad esempio questi ragazzi che stasera erano con me e che sono cresciuti con me, tutti miei allievi e tutti straordinariamente preparati e bravi dove andranno a suonare? … è molto triste la cosa.

ANCHE LA DISCOGRAFIA, IL CONFEZIONAMENTO MUSICALE SONO CAMBIATI RADICALMENTE…
Oggi chiunque può fare un disco anche a casa, invece un tempo facevi un disco perché eri stato scelto e perché avevi spessore e talento, in ogni ambito: anche nel pop la gente doveva essere davvero preparata
Ora puoi fare anche delle cose obbrobriose, cantare stonato come una campana e poi col computer si aggiusta tutto … uno va in uno studio ben attrezzato, fa semi-pietà ma un certo punto quando il tutto è decente gli dicono “Non ti preoccupare ci pensiamo noi dopo ad aggiustare tutto….c’è un programma che si chiama auto-tuner che rende intonati anche i più stonati ….
E questo lo fanno anche cantanti di grido … garantito.
Negli anni 60/70 quando si facevano dischi dovevi arrivare preparato a un livello altissimo quando si accendeva la luce e la scritta “Silenzio si registra!”…. orchestra, cantante e direttore chiunque fosse parte in causa non poteva più sgarrare, quindi il livello professionale era esasperato e lo doveva essere anche il livello di personalità e preparazione, perché, come in ogni ambito, ci sono persone che senza essere messe sotto pressione fanno davvero cose pregevoli, ma appena c’è il palco, il pubblico o l’impossibilità di riparare perdono il proprio spessore a dismisura.
Come nello sport il campione lo vedi e fa la differenza quando la posta in palio è alta, la grande personalità viene fuori quando tiri un rigore in una grande finale e il pallone si ingrandisce mentre la porta rimpicciolisce a vista d’occhio.
Allora non c’erano molte prove d’appello se c’eri c’eri, sennò andavi a casa…. Ora si sceglie un’ immagine, un progetto, un prodotto….devi essere vendibile o televisivo..e se fai cose di qualità non puoi essere televisivo, visto ciò che la gente guarda e ciò che purtroppo, musicalmente, fa da attrazione per i giovani al giorno d’oggi.

DIVIDI LA CHITARRA CON LA TUA PASSIONE PER IL CICLISMO, COME CONIUGHI QUESTI DUE ASPETTI DELLA TUA VITA?
Non divido nulla e oltre a mia moglie non ho priorità: faccio ciò che amo ed è una grande fortuna. Ho conquistato la Libertà, non ho mai amato star con la chitarra in mano dalla mattina alla sera, ma neanche star in bici allo stesso modo e soprattutto non ho mai suonato per me, ma sempre per gli altri, non sopporto nè ascoltarmi … nè vedermi.

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MA UN PERIODO DELLA TUA VITA LO AVRAI BEN PASSATO CON LA CHITARRA IN MANO…
Quando ho studiato l’ho fatto innanzitutto per avere i titoli e poter lasciare il lavoro che facevo, quindi per andare, allora, ad insegnare nella scuola media, esperienza meravigliosa da cui ho avuto e ho ancora tanto perché sono in contatto con tantissimi dei miei ragazzi.
Lo studio dello strumento non l’ho mai vissuto in maniera maniacale, suono la chitarra da quando ero piccolino: per me suonare è come parlare, non ricordo perché e come ho imparato, e non sono andato mai a…. dormire con la chitarra (RIDE) oltretutto perché da giovane avevo un buon successo con le donne….
Dal 1978 all’85 però…. Andatomene da casa misi giù la testa e ci diedi dentro, anche perché quand’ero a casa mio padre se mi vedeva suonare mi bacchettava, era maresciallo dei carabinieri non ne voleva proprio sapere di immaginarmi musicista: per lui era inconcepibile…..capellone e drogato!. Mia madre era più propensa, ma anche lei figlia di un certo tipo di cultura, insomma ho dovuto andarmene da casa per suonare.
Quando me ne sono andato, dovevo comunque lavorare, perché non era come ora che i genitori pensano a tutto (sbagliato) io son felice che mio padre mi abbia abituato a stare in piedi da solo, l’affitto e le bollette oltre al mangiare dovevo pagarli quindi … ho sempre separato il lavoro dalla musica… e per me suonare non era non è e non sarà mai un lavoro ma un dono e una grande fortuna.

QUAL E’ LA PERCEZIONE DELLA CULTURA MUSICALE IN ITALIA?
Amo fare esempi figurativi per spiegare il mio modo di pensare o vedere…eccone uno :
Una sera mi imbufalii a una cena con gente che aveva una cultura, psichiatri, dottori… matematici, fisici etc tutti luminari nel loro campo….
Tu che sei uno psichiatra parli di psichiatria, io taccio e ti ascolto.
Se tu sei un fisico stai parlando del tuo ramo, io taccio perché mi viene data la possibilità di imparare qualcosa e così via….bene!
Poi parlo io di musica e tutti ne sanno più di me e spesso mi dicono pure che sto dicendo stupidate!
Non solo finisci per passare per presuntuoso perché il termine di paragone è la TV… ma che dici? se quello è in tv e tu no ….ci sarà un motivo no? E io sbrocco!
La peggiore e sempre presente delle frasi senza senso e senza costrutto è : “Ma scusa a me piace….e poi mi emoziona!!” …. Livello beozia!
Altro esempio: io sono un grande appassionato di sport, ma non ho mai capito come funziona il baseball.
Vai a New York e ti dicono “Ma come?…. E’ così semplice.” e al contrario loro trovano complicato il calcio e non lo capiscono, per forza la cultura che assorbi naturalmente poi fa parte di te perché è come una forma di linguaggio.
Altro esempio?
Puoi essere l’attore migliore del mondo ma se vai a fare “Natale in Casa Cupiello” con l’accento svizzero ti buttano a mare e t’affogano!
Insomma prova a parlare di musica con la gente in generale dicendo determinate cose che sono realtà, finisce che ti allontani e loro dicono “..Oh ma questo non è nessuno, suona per quattro pirla e magari dice anche che quel musicista quotato non è un grande”

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ARGOMENTO MINA. CHI E’, AL DI LA’ DEL MITO?
Ho collaborato a lungo con lei alla fine degli anni 80 e primi anni 90 e ricordo una persona semplicissima, a cui piaceva giocare a scopone, che stava lì coi nipotini e quando veniva in studio apriva la bocca e usciva sempre e solo oro, talento e musicalità allo stato puro oltre a una professionalità straripante.
E’ il massimo di quello che è stata l’espressione della canzone italiana dagli anni 60 ad oggi. Nessun’altra ha avuto la sua dimensione, perché lei oltre ad essere una cantante superlativa è stata una grande presenza televisiva, presentatrice soubrette mattatrice…..trascinatrice e tutto con un carisma superbo.
Abbiamo diverse cose in comune, Io come lei non amo volare non amo stare in giro troppo, non amo vivere negli hotel e passare le ore su aerei treni e autostrade, mentre questa cosa è inevitabile se fai tour.
Mi è sempre piaciuto stare con la gente semplice non a caso mi piace stare nell’ambiente del ciclismo.
Gente pane e puparuoli, come si dice a Napoli….

INFINE I GRANDI DEL JAZZ
Grazie a Dio ho avuto la fortuna di suonare quasi con tutti.
Sia sul palco sia in contesti di festival.

ANCHE CON MILES DAVIS?
No. Visto dal vivo, ma non sono mai nemmeno riuscito a star in qualche contesto in cui condividere qualche momento di vita con lui, come invece è successo con Chet Baker o altri.

SECONDO TE ERA SOPRAVVALUTATO COME DICONO ALCUNI?
No. Ha avuto una grandissima peculiarità: è sempre stato “avanti” uno che oltre a conoscere la tradizione profonda si è sempre lasciato incuriosire e influenzare dalle cose che succedevano durante il suo periodo dando valore a tante forme espressive non manieriste e puriste indipendentemente dal bacchettonismo cretino e clericale che hanno spesso i jazzisti.
Un altro personaggio a lui molto affine per mentalità e scelte è stato ed è sicuramente Quincy Jones che adoro.

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UN ANEDDOTO SU QUESTO CARATTERE INSOPPORTABILE DI DAVIS…
Mi viene da ridere: ricordo una volta che Barry Finnerty mi raccontò che Miles era un provocatore.
Amava far suonare i musicisti bianchi per lui e punzecchiarli, istigarli: era appassionato di pugilato e alle prove mi disse che gli si avvicinava dandogli pugni non forti ma irritanti sulla mascella e dicendogli … non mi piace così, suoni da bianco … fai schifo … Barry mi diceva: “Gg cercavo di star calmo, ma quando Miles capì che non riusciva a farmi sbroccare prese la birra e me la versò sulla chitarra…e lì successe un casino!”
Miles fu l’unico a capire il genio di Jimi Hendrix e lo avrebbe voluto in Bitches Brew ma la cosa non successe – purtroppo per tutti noi – e il mio grande amico Mike Stern fu proprio per questo una sua scelta nello storico We Want Miles … fu il primo a miscelare le sonorità di Jimi a quelle della musica di Miles.
Miles aveva una cosa che molti attribuiscono anche a me e spero sia vera – perché è una grande cosa – ovvero mi dicono:” Gg sai che quando tizio o caio suona con te sembra che suoni meglio di quando suona in altri contesti?” …..forse perché Miles ed io siamo nati lo stesso giorno? e mio Papà è scomparso lo stesso giorno di Jimi? …risata!

Pier Mastantuono
Grazia Innecco

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