Intervista a D. L. Pistilli autore di “Pelle d’oca”

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Oggi RAMINGO! è andato ad intervistare l’autore Domenico Luigi Pistilli.
Terminati gli studi di natura economica, ha lavorato nel settore del credito pervenendo alla scrittura in età matura, istintivamente, nel 2011 dopo avere percorso la strada della pittura. Pelle d’oca è il suo esordio con Leone Editore.
Il romanzo si concentra tutto nella durata di una notte nella quale l’insonne Lia ripercorre la sua vita sentimentale, iniziando dal primo innamoramento che, seppure inespresso, è risultato essere tanto radicato da influenzare ogni futura relazione. Nella vana ricerca dell’amore puro vive svariate esperienze restando nel tempo saldamente ancorata al proprio sentire giovanile, custodito gelosamente per tanti anni. Decide infine di trasferirsi all’estero per godere tranquillamente della sua terza età, ma il destino ha in serbo altro per lei, perché non ci sono più scuse dietro cui nascondersi.

Il personaggio principale del tuo libro è una donna. Hai trovato difficoltà nell’immedesimarti in una persona di sesso opposto? Quali fonti d’ispirazione hai seguito per riuscire nella stesura?
Non è stato un grande problema tentare di riflettere e pensare al femminile. Gli aspetti psicologici mi hanno sempre interessato, così come il comprendere cosa muove dal di dentro le persone, le logiche mentali e comportamentali delle stesse. Inoltre le mie passate esperienze lavorative mi sono state di aiuto. Nella stesura del romanzo tutto ciò, mixato con equilibrio e buon senso, credo abbia impattato positivamente con il personaggio di Lia, fulcro di Pelle d’oca.

Parlare di ricordi e di sentimenti nell’era di internet e della velocità immemore è ancora possibile?
Assolutamente sì! Anzi credo che mai come ora le persone abbiano bisogno di vivere compiutamente i sentimenti e le emozioni. In fondo le relazioni umane, quelle vere, quelle in grado di dare un apporto qualitativo alle nostre vite necessitano sempre di occhi, parole, inflessione di voce e di altri aspetti tangibili in grado di fare davvero la differenza. Internet e i moderni mezzi di comunicazione possono dare un buon contributo alle nostre vite ma non possono fornirci quel qualcosa che solo il contatto umano e la nostra empatia sanno conferire.

Con Pelle d’oca approdi alla scrittura dopo un lungo periodo nella pittura. Che differenze hai riscontrato nel modo di esprimerti?
Sia la scrittura che la pittura detengono la capacità di aprire una “finestra” su qualcosa prima inesistente: una storia o un dipinto. Attraverso gli occhi e i sensi ci immedesimiamo in una sorta di “mondo nuovo” del quale siamo gli artefici. A mio avviso è il processo che ci porta al risultato finale che è diverso. Nella mia esperienza un bel quadro lo posso creare anche in poche ore, attraverso le linee e le cromie. Questo mi consente di assecondare tempestivamente la fantasia imprimendo sulla tela, magari in pochi minuti, le mie emozioni. Quindi con semplicità e immediatezza posso arrivare a definire compiuto un bel dipinto.
Scrivere un romanzo è molto più complesso. E’ tutto molto più dilatato in termini temporali. Si vive per giorni e giorni con i personaggi; si assecondano le loro pulsioni riversando nelle pagine molti dei nostri gusti e del nostro sentire; ci si interroga sempre anche per piccoli dettagli e altro ancora. Per non parlare poi della necessità di definire e cesellare gli aspetti psicologici, le dinamiche e lo stile comportamentale dei protagonisti. Tutto questo implica già un lavoro nel lavoro.

Cosa ha acceso in te il desiderio di iniziare a scrivere una storia di sentimenti?
L’inizio del 2011 è stato per me un periodo davvero amaro che mi ha visto tra l’altro perdere i genitori in poco tempo. Sono riuscito a stemperare i momenti bui iniziando a scrivere un racconto. Nella stesura la necessità di immedesimarmi nei vari personaggi, nelle dinamiche del loro sentire, in altri luoghi e in altre situazioni mi ha consentito di fare un viaggio con la fantasia e soprattutto di vedere e soppesare molte delle cose della vita filtrandole con distacco. Tutto ciò ha avuto su di me un effetto rigenerante.

Dopo questo romanzo dove ti porta il cuore?
Il cuore mi porta ancora nel mondo della scrittura perché rappresenta una sfida avvincente, una sfida che pone l’asticella ogni volta più in alto e io desidero raggiungerla. A maggio 2016 uscirà – sempre con la Leone Editore – un nuovo romanzo. E’ il racconto di come un sentimento possa vincere il tempo e arrivare sino a noi. E’ una storia di cui sono venuto a conoscenza per puro caso. Mi ha conquistato così profondamente che l’ho scritta in appena quattro settimane, tanto è stato forte l’impatto emotivo che mi ha preso.

Mendes Biondo
(Giornalista)

Il libro è acquistabile al link: http://www.leoneeditore.it/catalogo/index.php?main_page=product_book_info&cPath=1&products_id=227

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