Sei poesie da “INDIA – Complice il silenzio” di Luca Buonaguidi

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Abbiamo segnalato la raccolta di poesie intitolate INDIA – Complice il silenzio (Italic Pequod) di Luca Buonaguidi e lui, per ringraziarci e per ringraziare il nostro pubblico di lettori, ha deciso di concederci un’anteprima del suo viaggio tra le terre esotiche dell’est. Di seguito, quindi, troverete sei poesie che ripercorrono le tappe da lui compiute durante il suo pellegrinaggio indiano, corredate da quattro scatti dello stesso Buonaguidi.

La redazione di RAMINGO!

Io penso certe volte che devo forse, in questo stadio
di esistenza, far da concime – io, che con irrefrenabile
gioia mi sento fusto e fronde e fiore e frutto al cielo (lo
dico perché lo sento, anche se non è modesto il dirlo);
far da concime all’albero della Vita.
Clemente Rebora
Al vento non chiedere,
nel vento disperdi
il tuo nome.
Al vento non chiedere
il vento del corpo
è ragione.
Al vento non chiedere
del vento consacra
ogni passo comune.
******************************
Il Sé pare si muova, ma è sempre fermo
Ῑṣa Upaniṣad
Il tempio sfuma
in chiaro d’ombra
e soffia la mia quiete.
Nutro la benedizione
depongo la ricerca
felino nel tramonto
a cui manca il dente
che afferra, mastica.
Salgo poi su un treno
in corsa.
Siedo.
Qui
inizia la risposta.
Tanjavur
26/02/2013
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Sono lontano, amico
e mi sono vicino.
Mi cerco
sui treni notturni
e nelle grandi stazioni
dove tu non giungi.
E neppure io.
[Quando mi credo
in qualche luogo
sono già un altro.]
29/03/2013
Pushkar
******************************
Distanti cime sovrastano l’orizzonte
la piena del Gange mi cinge
energie sottili mi sono vicine.
È qui che ho accompagnato
il mio Dio a morire
in questo lungo viaggio insieme.
Mi piacerebbe raccontarti
com’è difficile fare poesia
quando l’anima ascolta.
Mi sento a casa
e mi sento appena,
trovo pace in quest’assenza.
Appaio talvolta sull’opposta riva
quando di nascosto fumo
una sigaretta in terrazza.
Ma mi è lontano il nome
e il fiume copre
il suono della mia voce.
Rishikesh
20/04/2013
9piccola
Sono felice.
Potrei aggiungere altri dettagli
ma la felicità sta nel toglierli.
Punakha
03/05/2013
*******************************
Sfuma un altro taccuino
con cui ti sfioro le mani,
addito a te l’ambrosia dei giorni
quando mi interrogo sul valore
dell’azione e la rinuncia
e nell’assenza di risposte scorgo
la certezza fraterna della furia.
Poi penso che troverò un modo
per spiegare entro stanze ammobiliate
la bellezza del mondo ai miei figli
e rido persino di notti amniotiche,
della furia del silenzio
che mi è velo, agogno
e fermo questo fiato corto.
Non taccio solo per testimoniare
il fantasma che mi osserva.
Pokhara
27/05/2013

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