Uno sguardo al “Mondo di Sopra” di Roberto Magini

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Oggi, per la serie delle interviste di RAMINGO!, siamo andati a fare quattro chiacchiere con Roberto Magini, medico chirurgo, specialista in otorinolaringoiatria e chirurgia maxillofacciale. Trascorre gran parte del suo tempo libero nell’amata casa di campagna, ma ama anche molto viaggiare prediligendo, a città e cattedrali, spazi aperti e incontaminati.
Il personaggio principale de Il mondo di sopra è Marco, giovane e affermato chirurgo romano che assieme a Sergio, suo amico d’infanzia, e Karl, maestro d’alpinismo, entrano a far parte di una spedizione in una sperduta località della cordigliera andina organizzata da due amiche guide cilene. Per un imprevedibile evento tellurico, le due guide muoiono mentre gli altri tre componenti della spedizione vengono trasportati da un fiume sotterraneo all’interno di un cratere vulcanico abitato da un’antica civiltà precolombiana tagliata fuori da secoli dal resto dell’umanità. Novello Crusoe in un mondo ostile e sconosciuto, il protagonista dovrà reinventare completamente la propria esistenza mirando all’inizio alla mera sopravvivenza, ma un’inattesa scoperta cambierà in maniera radicale il corso degli eventi.

Il personaggio principale del tuo romanzo si cala profondamente nel mondo dell’esotico. Secondo te per quale motivo siamo così affascinati da ciò che ci è distante?
Potrei rispondere con l’Ulisse di Dante: “nati non foste a viver come bruti”. Il “distante”, non solo come luogo geografico, ma anche nel tempo – remoto o futuro – mi affascina, in quanto in grado di soddisfare anche con la sola fantasia ( definita nel romanzo “la mia migliore amica”) il mio desiderio di evasione dall’imbrigliato, abitudinario, coercitivo tran tran quotidiano

Il tuo esordio letterario è arrivato con questo romanzo. Cosa ti ha spinto a decidere di lasciarti andare alla letteratura?
Il desiderio di lasciare una traccia. Un affermato chirurgo, un principe del foro, o un qualsiasi altro professionista, per quanto valente e ricercato nel corso della sua attività, non potrà mai lasciare nel tempo quella traccia indelebile che può lasciarci invece lo scrittore. Solo pochi fortunati raggiungono lo scopo, ma il solo tentativo e la speranza di riuscirci possono risultare comunque appaganti.

Per te scrittura e viaggio cosa significano? Quanta importanza hanno nel tuo quotidiano?
Due quesiti, quindi. E non necessariamente interdipendenti. La risposta è già in parte contenuta nelle due precedenti:
a) Scrittura e viaggio significano soprattutto evasione, desiderio di conoscere mondi nuovi, specie se incontaminati. Nei secoli scorsi, quando esistevano intere fette di mondo ancora sconosciute, era abbastanza facile ambientare romanzi di genere credibili in luoghi mai visitati, a contatto con civiltà sconosciute, senza dover per forza ricorrere a finestre spazio-temporali, a macchine capaci di viaggiare nel tempo o ad altri escamotages, ma oggigiorno, quando ogni più recondito anfratto del globo terracqueo viene scrutato anche più volte al giorno nei minimi dettagli da occhi satellitari, rimane abbastanza arduo riuscire nell’impresa senza dover ricorrere a tali poco credibili artefatti. Per quanto mi riguarda, io penso di aver raggiunto lo scopo inventandomi il vulcano non ancora estinto. A detta delle tante mail ricevute dai lettori, l’idea parrebbe essere vincente, ma tale giudizio potrebbe essere limitato: non ho ancora venduto un milione di copie.
b) Tantissima: aiutano molto dopo la lettura dei quotidiani.

Il tuo romanzo si intitola “Il mondo di sopra”. Secondo te qual è il mondo di sotto?
Il mondo della sopraffazione, delle sudditanze, delle coercizioni, dei condizionamenti, dei seguaci del branco, degli schiavi dell’effimero, degli incapaci al sacrificio, degli arrampicatori sociali, di coloro che considerano bello solo ciò che costa, dei raccomandati, dei galoppini, dei cafoni, soliti commisurare il prestigio sociale all’entità del loro ritardo a cene e appuntamenti , degli arroganti con i deboli e zerbini dei potenti, dei presenzialisti,delle puttane (non quelle da marciapiede, né delle case di tolleranza né, necessariamente, di sesso femminile, ma di quelle che fanno finta di volerti bene, ti cercano quando servi e ti cancellano quando lasci la stanza dei bottoni), dei puritani, dei burocrati, dei baroni dalle cattedre ereditarie, degli appartenenti a logge e consorterie religiose non per condivisione di idee, ma al solo scopo di trarne profitto, dei giornalisti dimezzati – tali li definisce Pansa – abdicanti alle proprie idee e all’onestà di critica pur di asservire il dictat di testata, dei magistrati dalle clamorose sentenze ottimo viatico per un posto in politica, dei nordisti, dimentichi che la civiltà è nata sotto, non sopra, quel sacro fosso, dei sudisti, che invece di piangersi addosso dovrebbero mettersi d’impegno a liberarsi d’ogni spazzatura (e non mi riferisco solo a quella destinata alla Terra dei Fuochi), di certi politici: verdi, dall’ottusa demagogia, rossi equi ripartitori di reddito (altrui, s’intende), neri, fuori e dentro, bianchi, come certi sepolcri imbiancati, camaleonti incuranti del colore della poltrona pur di continuare a sedercisi sopra, ritrattatori, che si rimangiano la sera le esternazioni del mattino e i senza ritegno, che dopo una fugace immersione nell’oblio per essere stati colti con le mani nel sacco, al pari di certa materia organica, tornano inesorabilmente a galla, dei depositari di verità, soliti chinare ripetutamente il capo su muri e testi sacri, dei fanatici, che in nome di un Dio pietoso e misericordioso torturano e uccidono senza misericordia e pietà alcuna, delle chiese che fingono il dialogo continuando ad arrogarsi il primato, dei negazionisti, dei dogmi, degli eserciti benedetti, della barbarie montante dell’umanità. In breve, il mondo che si sta uccidendo con le sue stesse mani.

Parlaci dei tuoi prossimi impegni dietro la tastiera del computer.
Nei ritagli di tempo liberi da impegni ambulatoriali – sono convinto che solo uno sparuto numero di scrittori riesca a campare con i soli diritti d’autore – sto scrivendo un nuovo romanzo di genere, che ha qualcosa a che fare con i templari e la regina di Saba. E anche un altro libretto – “L’esordiente” – dove si narra delle infinite peripezie, amarezze, delusioni vissute da uno scrittore in erba prima di vedere pubblicato da una casa editrice – sempre che sia baciato dalla fortuna – il frutto del suo sudato lavoro.

Mendes Biondo
(Giornalista)

Il libro è acquistabile al link http://www.leoneeditore.it/catalogo/index.php?main_page=product_book_info&cPath=1&products_id=167&zenid=31a72c80dcf9a7369e44a14d00a1d615

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