Intervista ad Andrea Casalboni – Il viaggiatore spazio-temporale

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Oggi siamo andati a fare un viaggio nella storia e il nostro RAMINGO! è incappato nello scrittore Andrea Casalboni che, grazie alla sua prima avventura letteraria intitolata Storie di un Viaggiatore Immortale, ha passeggiato più volte avanti e indietro nel tempo assieme al suo personaggio principale Tristan. L’autore è laureato in Storia Moderna e laureato magistrale in Storia Medievale, grande lettore fin da piccolo e da sempre desideroso di scrivere. Tante idee balzane (che di recente lo hanno portato, non a caso, a produrre editoriali per IMDI) e anni e anni – per la precisione, dal 2005 al 2010 – dedicati al GdR via forum lo hanno portato ad avere una notevole familiarità con il genere fantasy. Storie di un Viaggiatore Immortale è stato pubblicato da Nativi Digitali Edizioni.

Tristan è un viaggiatore che oltre ai luoghi visita anche i tempi. Qual è lo spazio-tempo che maggiormente preferisci trattare come autore?
Pur non potendo effettivamente viaggiare nel tempo, sì, si può dire che Tristan visiti i tempi, dal momento che mantiene per tutta la sua vita un sereno distacco nei confronti del resto del mondo, senza mai farsi particolarmente coinvolgere – salvo in rari casi. Da amante del fantasy classico (come credo si evinca facilmente dai racconti presenti nel libro) nonché studioso di storia medievale, la risposta è piuttosto immediata: l’epoca che va dal 1200 al 1600 è senza dubbio la mia preferita. In Italia e in Europa si assiste a notevoli eventi politici e militari, mentre il progresso tecnologico non ha ancora stravolto l’arte della guerra. Cosa c’è di più affascinante di un castello arroccato in montagna, circondato da cime innevate e da un esercito in armatura non proprio amichevole?

Il tuo personaggio si ciba di storie. Secondo te, quali sono gli aspetti “nutrienti” della narrativa?
Senza dubbio la possibilità di esplorare e approfondire tematiche molto diverse, di immergersi in mondi che hanno in comune con il nostro magari solo l’aspetto umano dei personaggi, il tutto stando comodamente seduti in casa propria – questo, almeno, dal punto di vista del lettore. Il quale può inoltre osservare dall’interno, per così dire, il funzionamento della mente dell’autore, il che non è mai un’esperienza da disdegnare. Da parte di chi scrive c’è bisogno forse di un po’ più di intraprendenza, almeno per quanto riguarda la ricerca che precede e accompagna la stesura, e di coraggio, perché ogni libro contiene un po’ del suo autore, e mostrare quel frammento di sé non è cosa da poco – e non è neanche cosa facile, perché non sempre riesce a dovere.

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Nell’era di internet è ancora possibile invecchiare raccontando e ringiovanire leggendo?
Direi di sì, almeno per quanto riguarda Tristan. L’età dell’informazione rende possibile a tutti reperire di tutto, e le storie senza dubbio non scarseggiano in rete. Che leggere mantenga la mente giovane non è un segreto, quindi avere così tante possibilità è senza dubbio una cosa positiva. Il rischio non è non averne, piuttosto l’opposto: con così tanto a disposizione, e quasi nessun sistema di filtraggio, la possibilità di perdere un sacco di tempo non appena si incontra un cumulo di gattini non è da sottovalutare, e quello è tempo a conti fatti un po’ sprecato, un invecchiamento senza lezione, senza crescita. Talvolta utile per ricaricarsi, ma non sempre, e comunque niente di più.

Una domanda a bruciapelo sia per te che per Tristan. La Storia è davvero maestra di vita?
Hume diceva, prendendolo forse da Shakespeare, che “La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le contempla”. Ecco, la Storia funziona allo stesso modo: come tutti gli insegnanti, è maestra solo di chi l’ascolta. Su questo io e Tristan la pensiamo allo stesso modo. E se lui si fermerebbe forse qui, magari con una scrollata di spalle, io ci tengo ad aggiungere che dovremmo ascoltarla di più.

Quali sono i progetti futuri di chi ha studiato con passione la Storia?
Bella domanda. Se riesci a scoprirlo, fammi un fischio, che mi interessa. Scherzi a parte, ora punto a finire il dottorato, e questo basta a tenermi sveglio la notte. Poi penso che mi metterò alla ricerca di un post-doc, possibilmente in Italia, altrimenti all’estero. L’obiettivo finale è l’insegnamento universitario… Senza mai smettere di scrivere, ovviamente.

Mendes Biondo
(Giornalista)

Il libro è acquistabile al link http://www.natividigitaliedizioni.it/prodotto/andrea-casalboni-storie-viaggiatore-immortale/

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