Tra omicidi e mostri fantasy – a tu per tu con Valerie Sweets di Manuel Marchetti

Oggi quelli di RAMINGO! sono andati ad incontrare il papà letterario di Valerie Sweets, una poliziotta tutta pepe e sparatorie, che non mancherà di intrattenere quei lettori che amano storie altamente adrenaliniche. Manuel Marchetti ha pubblicato la trilogia dedicata alla detective con la Nativi Digitali Edizioni, ultimo tassello di un lavoro continuo di ricerca e narrazione.

Il personaggio che caratterizza i tuoi romanzi è un uomo camuffato da donna. Quali sono state le maggiori soddisfazioni e problematiche durante la stesura del testo?
A livello di soddisfazioni direi tante, perché finalmente potevo avere una mia personale “Bruce Willis” nel ruolo del solito sbirro tumefatto che tanto adoro. E allora perché non fare direttamente un uomo, la domanda è lecita. Primo perché il personaggio è ispirato ad una persona vera, che è una ragazza, quindi questo sarebbe un motivo più che sufficiente, ma ho scelto un personaggio femminile perché adoro le donne di carattere che non si fanno mettere i piedi in testa tanto facilmente, e in più mi sembrava ancora più originale, aggiungendo anche la sua “alternatività” costituita da anfibi e giubbotti di pelle poco consoni ad un agente di polizia, forse con un personaggio maschio non avrebbe funzionato bene come con lei.
Di problemi riguardanti la sua femminilità durante la stesura non mi sembra di averne incrociati, in fondo più di una volta lei stessa ammette di essere un uomo mancato;
una volta uscito il libro qualcuno mi ha fatto notare la carenza rapporti umani della protagonista, che forse le avrebbero donato un po’ più di femminilità; è evidente che le scappatelle alle quali partecipa non sono state sufficienti…

Valerie Sweets

Nei tuoi romanzi sei solito mescolare diversi stili di narrativa. Quale tra questi è stato il primo che hai affrontato e con quale ti senti più a tuo agio?
I primi libri e racconti che ho scritto, creazioni di almeno una decina di anni fa, non proprio due giorni, erano descritti in terza persona ed erano dei fantasy standard, ovvero cavalieri, maghi, elfi e tutto ciò che rappresenta il classico del genere; da un po’ di anni ho non solo abbandonato (in parte) quel genere, sostituendo gli archi con le pistole e i cavalli con le automobili, ma passando anche ad una narrativa in prima persona con la quale mi trovo molto a mio agio, nonostante le protagoniste dei miei ultimi libri siano sempre femmine, e credo che questo stile crei un rapporto molto più diretto tra il lettore e la protagonista, come se fosse un’amica che racconta una storia, come del resto è in Valerie Sweets.

Valerie Sweets 2

Fin da giovanissimo, si legge nella tua biografia on-line, hai amato raccontare storie. Secondo te quali sono le responsabilità di coloro che si mettono di fronte alla tastiera?
Ognuno scrive e crea con obiettivi diversi. Ho conosciuto persone che hanno dei file di word da 500 pagine che non hanno mai fatto leggere a nessuno. Io invece vivo per condividere con gli altri le mie creazioni, e per fare ciò devo impegnarmi per trasmettere quello che ho nella mia testa, e non sto solo parlando di descrizioni ma proprio di emozioni e sentimenti, che non devono essere per forza amore, ma anche rabbia, paura e tensione, ma anche felicità e divertimento. Perché io sono fermamente convinto che sia questo l’obiettivo primario: trasmettere emozioni. E questo vale non solo per gli scrittori, ma per tutti gli artisti, che siano cantanti, fumettisti, attori, scultori, registi, circensi e chissà quanti altri che possono essere definiti artisti.

Valerie Sweets 3

Oltre la scrittura c’è la lettura alle spalle di un buon narratore. Quali sono gli autori cardine che hanno costruito il tuo stile?
Sinceramente non riesco a dare dei nomi precisi, perché il mio stile di scrittura è molto cinematografico con molte scene di azione e per affinare questo stile negli ultimi anni ho letto libri del mondo di Warhammer 40000, e diversi romanzi ispirati al mondo dei videogames. Molti sottovalutano questi ultimi proprio perché ispirati alle storie di uno stupido videogame, peccato che alcuni di questi hanno trame e personaggi che montano sopra a molti film e romanzi; comunque questi libri son ben fatti e si vede che non sono dei progetti da due soldi, in più possono essere letti da chiunque, anche dai non appassionati di videogames perché sono scritti in modo da non lasciare buchi di trama per chi non conosce già i personaggi.
Poi ovviamente ho letto anch’io Tolkien, Martin, Joe Abercrombie e anche alcuni di Licia Troisi, che anche se possono sembrare infantili in certi punti li ho trovati piacevoli, e nonostante come genere siano diversi dai miei romanzi spero di aver attinto qualcosa anche da loro, che sono indubbiamente dei grandi scrittori.

Guardiamo al tuo futuro di narratore. Rivedremo di nuovo in azione Valerie Sweets o ci sono altri personaggi che attendono di vedere la luce?
Valerie ha avuto una trilogia tutta per sé dove è stata la regina incontrastata, quindi non penso la rivedremo come protagonista assoluta. Invece è sicura la sua apparizione in ruoli secondari di “supporto”, ad esempio in momenti in cui qualcuno dice: «Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti in questa situazione.» E un altro annuisce e risponde: «Ho in mente la persona adatta.» E conclude con un gran sorriso.
In più ho deciso di collegare sempre i miei romanzi con dei piccoli dettagli, ad esempio quello che sto scrivendo ora si svolge nello stesso mondo del secondo e del terzo Valerie Sweets, ma in un’altra regione; è quindi probabile che i protagonisti di quest’ultimo sentano notizie provenienti dalle altre parti del loro mondo, alcune sicuramente riguardanti le disavventure di Valerie, e chissà, magari le sue azioni possono indirettamente influenzare alcune situazioni del nuovo romanzo…

Mendes Biondo

I libri sono acquistabili in formato ebook al link http://www.natividigitaliedizioni.it/portfolio-items/manuel-marchetti/

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