Intervista ad Alberto Lettieri autore della raccolta di lettere “Pam”

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Oggi siamo andati ad intervistare l’autore Alberto Lettieri che ha pubblicato con Nativi Digitali Edizioni la raccolta di lettere intitolata Pam. Il tutto si ambienta a Roma, giorni nostri. Trenta lettere spietate e corrosive che testimoniano le riflessioni del protagonista, vittima di un amore travolgente e sempre più critico verso l’umanità in generale.

Il tuo libro è costituito da lettere d’amore. Come ti rapporti con questa forma di dialogo nell’era delle chat?
Tecnicamente si tratta più di lettere che il protagonista rivolge a se stesso, ma penso sia uno dei modi più diretti per far vivere una visione sola di un certo argomento: nell’era della socializzazione telematica è la voce dell’individuo che conta, non quella dell’insieme – nonostante non sia d’accordo –

Nel tuo libro parli di differenze generazionali tra due personaggi che hanno età non tanto distanti tra loro. Secondo te come mai c’è così tanta differenza tra le generazioni che stanno avanzando?
Non credo si possa più definire una differenza generazionale, ma una differenza che ha a che fare più con l’esperienza individuale: c’è chi a 40 anni non smette di essere bambino e continua a non prendere sul serio qualcosa, e c’è chi invece a 20 prende con troppa serietà ogni singolo momento. Ogni individuo è un universo assestante.

I tuoi studi ti hanno portato verso il mondo dell’arte in un momento storico in cui si guarda più volentieri alla tecnica che alla cultura. Cosa può dare, in più, un percorso di studi che strizza l’occhio alla tradizione umanistica?
C’è uno scheletro nelle cose che deve essere curato nel tempo e senza cultura o tradizione nella sua presa di coscienza, rischiamo di far collassare tutti i nostri progetti perché il mondo va ad una velocità diversa. Della serie, meglio 10 testi in cui non dico nulla che 1 in cui dico troppo. Più tecnicismi che qualità. Credo che ci sia bisogno di mantenere un certo equilibrio tra le due cose.

Sei partito scrivendo su un blog e sei approdato alla pubblicazione. Come hai vissuto questo passaggio? Quali sono stati i momenti più esaltanti e quelli più frustranti di tutto ciò?
I momenti più frustranti riguardano sempre il momento in cui psicologicamente sei sotto giudizio, nonostante sia ovvio che tu te ne debba fregare essendo alla tua prima pubblicazione e non essendo Umberto Eco. Tuttavia, il momento più bello – almeno per me – è quando non parli del libro ma cerchi di convincere chi ti ascolta a continuare a leggere e a fare quello che hanno sempre voluto. Spesso ci si dimentica della semplicità dei desideri.

Parliamo dei tuoi prossimi progetti. Che cosa tieni in cantiere che presto potremo vedere?
Il 21 Dicembre è uscito Colorante Rosso Sangue (Montecovello), un romanzo distopico che non è nato per necessità ma per lavoro: ho impiegato tutto me stesso per cercare di formare un’opera narrativa di fantasia e spero di esserci riuscito. Ho immaginato un mondo in cui qualcuno decide cosa sogniamo e cosa non. Io però voglio continuare a sognare di potervelo raccontare facendovi tenere i miei libri in mano.

Mendes Biondo
(Giornalista)

Il libro è acquistabile al link http://www.natividigitaliedizioni.it/prodotto/pam-alberto-lettieri/

3 pensieri su “Intervista ad Alberto Lettieri autore della raccolta di lettere “Pam”

  1. Flavio roxas ha detto:

    Questo ragazzo pare abbia una testa un po’ troppo veloce per i tempi, e spesso, come ho notato anche in Pam, va talmente veloce da apparire confuso. È da tenere sotto’occhio

    Piace a 1 persona

  2. Meggy Fri ha detto:

    E’ sempre curioso immergersi nella passione della scrittura…Dietro un libro, c’è uno scrittore e ancor prima una persona, con un vissuto e un mondo. Mi incuriosisce tremendamente questa cosa. In bocca al lupo ad Alberto per i futuri progetti!

    Piace a 1 persona

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