Il cervello e l’uomo visti dal filosofo argentino Miguel Benasayag

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Gli studi sul cervello umano hanno fatto grandi passi avanti negli ultimi anni. Le nuove conoscenze hanno portato a una nuova consapevolezza delle capacità dell’uomo e alla possibilità di modificarle e aumentarle.

Proprio questi progressi delle neuroscienze contemporanee hanno introdotto una rottura storica epocale con la tradizione occidentale che ha da sempre visto nel cervello la sede del pensiero, un organo con un ruolo del tutto peculiare nella comprensione dei fenomeni umani, che non poteva essere studiato né, tanto meno, modificato.

Il fatto che oggi possiamo studiare il cervello e conoscerne il funzionamento mette in discussione le basi stesse di quello che culturalmente si considera il soggetto umano, correndo il rischio di trattare la mente umana come un computer da «ottimizzare», cancellando le differenze individuali.

In Il cervello aumentato L’uomo diminuito Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista autore di «L’epoca delle passioni tristi», punta il dito su questo approccio depersonalizzante, ribadendo invece la necessità di non dimenticare le differenze che rendono ogni individuo unico. Perché come afferma Benasayag: «Una cosa è sapere quale neurone si attivi per pensare il numero 5 o come, grazie alle nuove neuroprotesi, sia possibile che i sordi sentano e i paralitici camminino; o anche come si speri in un futuro prossimo di modificare il contenuto della memoria di un essere umano; o come il richiamo chimico dell’amore ci permetta di comprendere i meccanismi in gioco nel sentimento e nell’affetto degli umani. Ma è ben altra cosa comprendere che cosa avvenga nel mondo e nella cultura che possono manipolare e modificare questa dimensione dell’uomo».

Se l’amore, la libertà, la memoria sono effetti più o meno illusori di processi fisiologici cerebrali, è la stessa unità dell’uomo che sembra disperdersi, sparpagliarsi in un movimento centrifugo. Di più, l’ibridazione fra mente e computer, che già oggi è una realtà, assicura all’uomo nuovo, dal cervello aumentato, impianti e neuroprotesi con incredibili potenzialità: vedere al buio, udire a distanza, scaricare competenze, recuperare o modificare i ricordi perduti… tutto questo in un momento in cui le promesse storicistiche e teleologiche di un mondo venturo e perfetto sono venute meno una dopo l’altra.

Lungi da qualunque posizione conservatrice o tecnofoba, Miguel Benasayag tenta di comprendere le ricadute antropologiche di questa rivoluzione, soprattutto nelle sue derive più riduzioniste, alla ricerca di un’alternativa umanistica alla colonizzazione tecnocratica della vita e della cultura.

Il libro è acquistabile al link http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=41335

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