Papà era un bandito – Intervista alla scrittrice Maria Chiara Perri

copertina - Copia

Sotto la Pietra di Bismantova non ci sono solo i diavoli e i santi descritti da Giuseppe Pederiali ne Il Tesoro del Bigatto ma anche una giovane scrittrice e giornalista che si mette dalla parte di coloro che generalmente non hanno una voce in capitolo per raccontare la loro storia. Stiamo parlando di Maria Chiara Perri, autrice di Papà era un bandito pubblicato con Nativi Digitali. Noi siamo andati a trovarla e ad intervistarla.

Il personaggio principale vede il padre come un eroe nonostante il suo passato torbido. Secondo te è ancora possibile avere, oggi, uno sguardo incantato sul mondo?
Penso che tutti i bambini, indipendentemente dalle epoche e dal loro background sociale, guardino il mondo attraverso il filtro della fantasia. Nel caso del romanzo mi piaceva l’idea di applicare lo stereotipo del “papà eroe” a chi, visto con occhi esterni, è tutt’altro che una brava persona. Ma questo non crea una contraddizione, perché a suo modo Jude è un buon papà. Ogni cosa cambia a seconda della prospettiva da cui la si guarda.
Uno dei tanti problemi affrontati nel romanzo è quello dell’integrazione razziale. Come mai la scelta di questo tema e quali sono state le fonti che hanno reso possibile caratterizzare i personaggi?
Più che di integrazione razziale parlerei di personaggi che si muovono in un contesto multietnico. La scelta è dovuta all’esigenza di rappresentare una società in cambiamento, che negli ultimi decenni ha visto l’arrivo di flussi migratori da tante parti del mondo. In una realtà con alto tasso di disoccupazione accade che molti stranieri siano relegati tra le fasce più deboli, che sono quelle a cui appartengono tutti personaggi del libro. E’ normale quindi che ci sia ‘integrazione’, anche se parlerei di normale relazione, fra di loro.

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Il tuo lavoro di giornalista quanto ha influito sulla stesura del romanzo?
Ha influito molto, a partire dall’idea. Mi occupo di cronaca giudiziaria e a volte mi è capitato di vedere in tribunale detenuti con le famiglie, tra cui bambini, che li aspettano per salutarli. Di solito si tratta di persone in prigione per rapina o spaccio di droga, reati che non sono particolarmente ‘romanzabili’. Ma ho pensato che ribaltando la prospettiva anche una piccola storia potesse diventare divertente e interessante.

Per mestiere racconti storie. Qual è la responsabilità che giornalisti e scrittori hanno nei confronti dei propri lettori?
I giornalisti hanno la responsabilità professionale di raccontare la verità, anche se una resa completamente oggettiva dei fatti è quasi impossibile da raggiungere. Nel caso del mio romanzo, volendo ambientare una storia inventata in un contesto realistico, mi sono documentata con alcuni esperti per poter descrivere alcune situazioni poco note, come la vita carceraria.

Parlaci dei tuoi impegni futuri. Leggeremo ancora tuoi romanzi o sono altri i progetti che ti vedono impegnata?
A parte un romanzo per ragazzi ancora nel cassetto, c’è un abbozzo di storia sulla linea di Papà era un bandito che potrebbe crescere e diventare un libro.

Mendes Biondo
(Giornalista)

Il romanzo è acquistabile in formato e-book al link http://www.natividigitaliedizioni.it/prodotto/papa-bandito/

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