“Il giardino degli aranci” raccontatoci dalla sua autrice Ilaria Pasqua

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Oggi quelli di RAMINGO! sono andati a trovare l’autrice e giornalista Ilaria Pasqua che con Nativi Digitali ha pubblicato i romanzi della saga de Il giardino degli aranci intitolati Il Mondo di Nebbia e Il Mondo del Bosco. Ilaria nasce a Roma e si laurea alla magistrale del Dams. Da sempre coltiva la passione per il cinema e la letteratura, ma anche per la scrittura che ha il tempo di approfondire durante gli anni dell’università. Ha messo in piedi un sito internet con un blog in cui si diverte a pubblicare recensioni e cerca di star dietro a tutte le idee che la braccano. Dopo Il bambino nascosto nel buio, in pubblicazione con La Ponga Edizioni, e Le tre lune di Panopticon in uscita per Lettere Animate Editore, con Nativi Digitali Edizioni pubblicherà la trilogia de Il giardino degli aranci.


Nei tuoi romanzi strizzi l’occhio alla letteratura per ragazzi raccontando storie di stampo fantastico. Quali sono gli aspetti che maggiormente ti attraggono di questo genere?
La possibilità di spaziare, creare mondi personali che posso gestire a mio piacimento, ma soprattutto di poter interpretare la realtà in chiave alternativa, parlarne senza doverla per forza mostrare in tutta la sua crudezza.

Entrare in un nuovo mondo, in una dimensione diversa è ciò che tutti noi vorremmo. Nel tuo caso chi sono stati i punti di riferimento che hanno dato vita alle ambientazioni dei tuoi romanzi?
In realtà quelle dimensioni sono giusto il riflesso della vita vera, una distorsione. Perciò il punto di riferimento è la realtà, la vita, la mia e quelle che ho potuto osservare nel corso degli anni. È il mio mondo interiore la guida e il guardiano delle storie che creo.

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Nonostante tutto, i tuoi scritti sono distopici. Secondo te, oggi, si possono scrivere ancora racconti utopici?
Secondo me questo potrebbe essere proprio il momento giusto per farlo. Penso ci sia davvero bisogno di storie utopiche oggi, un modo per sfuggire alla quotidianità di un mondo che è sempre meno quello che ci aspettiamo, e quello che speriamo sarà. Ma anche per tentare di reinventarlo, di renderlo migliore, o almeno di tornare a sperare che lo diventi.

Tra i tuoi studi universitari ci sono cinema e letteratura. Quanto queste due arti si sono incontrate nel tuo stile personale?
Tantissimo. Ha influenzato sicuramente il mio modo di raccontare storie, un esempio: i flashback, cerco di non abusarne ma li amo, penso siano potentissimi se usati bene, proprio come al cinema. E soprattutto ho un tipo di scrittura piuttosto “cinematografica”, si basa molto sulle immagini, le mie storie sono come film che scorrono su carta, o almeno le vivo così nella mia testa. Quando scrivo tendo a visualizzare tutto, faccio lo stesso durante la lettura, è questo che mi diverte enormemente.
Fra tutti sono comunque i film fantastici e quelli che tendono al surreale a emergere di più dalle mie pagine, cosa che si riflette anche nel genere di storie.
Il fantastico e il surreale credo siano oggi la mia chiave interpretativa della realtà, più avanti chissà.

Mendes Biondo
(Giornalista)

I libri sono acquistabili al link http://www.natividigitaliedizioni.it/portfolio-items/ilaria-pasqua/?portfolioID=11799

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