Intervista a Gianluca Giagnorio autore di “STRADE”

Strade

Oggi quelli di RAMINGO! sono andati ad intervistare Gianluca Giagnorio. nasce a Voghera il 7 settembre 1985 e si appassiona alla musica e alla scrittura già da bambino. Nel 2011 prova ad entrare nella scuola di AMICI, arrivando tra i primi quattro cantautori finali in lizza per un banco ma non riuscirà ad entrare nella classe pur partecipando a diverse puntate in TV. Nell’autunno del 2015, con il suo brano Camoscio, partecipa a due contest nazionali (Notti Magiche, Discanto Festival) vincendo rispettivamente “Premio della critica” e “MIGLIOR TESTO”. Tra i giurati c’erano autori, addetti ai lavori e cantanti di fama nazionale (Paolo Vallesi, Matteo Becucci, Mariella Nava, Rosaria Renna). A dicembre dello stesso anno vede la luce il suo primo libro: STRADE.

Il tuo romanzo parla della tua esperienza personale sui palchi musicali. Ti va di raccontarci qualche momento che ti ha particolarmente segnato?
Più esattamente, il mio romanzo, racconta tutto quello che avviene prima di salire su un palco. Diciamo che racconta di come io, su un palco, ci arrivo. Con tutte le ansie che un cantautore “emergente” si porta dietro, ansie piene di speranze, attese e quell’entusiasmo nel portare la propria musica in giro. Il tutto scandito dalla quotidianità e dalle bollette da pagare, la spesa, il lavoro, il treno per andare a lavorare. Nell’incertezza del tutto, reesiste la certezza della musica e di questa mia voglia viscerale di salire su un palco per raccontarmi.
I momenti che mi hanno segnato lungo questo mio percorso, sono diversi. Non ce n’è uno in particolare perché tutti, a loro modo, sono particolari. Anche i momenti apparentemente più bui, in realtà, sono stati importanti perché mi hanno permesso di vedere meglio ciò che avevo davanti, mi hanno costretto a guardare aldilà. Tipo, prendiamo la mia esperienza ad Amici. La delusione di non essere entrato nella scuola, all’inizio è stata forte. Poi in realtà, col passare del tempo, ho iniziato a seguire un percorso che mi ha riempito di soddisfazione, regalandomi tantissime emozioni e le meravigliosa consapevolezza che nessuno mi avrebbe mai tolto la voglia di fare musica. Dopo Amici ho avuto la fortuna di poter aprire i concerti di artisti del calibro di Tozzi, Raf, i Nomadi, ho suonato dappertutto e ho condiviso il palco con Marco Ligabue in un suo concerto del suo tour. Magari se fossi entrato nella scuola non avrei avuto modo di fare il percorso che ho fatto e non avrei mai scritto il libro, un libro a cui tengo moltissimo peraltro. Per questo reputo tutti i miei momenti importanti in egual misura.

C’è qualche musicista o cantautore con il quale ti piacerebbe condividere il processo creativo di una canzone o di una storia da raccontare?
Mi piacerebbe condividere la creazione di un brano con molti cantautori del passato ma che purtroppo non ci sono più. Se dovessi usare un po’ di immaginazione mi rivedo nel salotto di casa mia assieme a De Andrè, Battisti, Graziani e Rino Gaetano a scrivere canzoni e cercare di scoprire come sono nate quelle canzoni che hanno scritto la storia della musica italiana. Ovviamente io resterei solo a guardarli. Se devo scegliere un cantautore attuale, direi Ligabue. Non perché io sia un suo fan sfegatato, anzi, però credo che sia uno dei pochi che attualmente mette vera vita all’interno delle sue canzoni. Una canzone di Ligabue può non piacere, ma i suoi testi sono pieni di verità e di vita vissuta. E questo lo faccio anche io coi miei brani… o almeno ci provo, dai.

Strade autore

Nonostante la tua giovane età ti sei cimentato nella stesura di una biografia. Quali difficoltà hai riscontrato e quali soddisfazioni ti ha portato?
Ho sempre avuto il pallino di scrivere un libro e continuavo a dirmi che un giorno lo avrei fatto, anche se non sapevo bene da dove avrei iniziato. A casa ho decine di libri iniziati ma che non ho mai finito perché dopo un po’ mi perdevo, così tutte le volte che mi interrogavo su che tipo di libro avrei potuto scrivere, nella mia testa lampeggiava il solito gigantesco punto di domanda rosso.
Poi, un giorno, siccome sin dai tempi del liceo ho un diario sul quale appuntavo ogni mio singolo passo di vita, mi sono reso conto che questo diario conteneva centinaia di pagine scritte. Era pieno di vita e di cose vissute, come le mie canzoni. Come il libro che avrei da sempre voluto scrivere. E così decisi che il mio primo libro doveva parlare di tutto il mio percorso e di tutte le STRADE che ho intrapreso grazie alla musica. Paradossalmente una volta che ho iniziato a rendermi conto di che libro volessi scrivere, non ho avuto difficoltà a concluderlo.
Le soddisfazioni più belle le ho ricevute dai messaggi delle persone che hanno letto il libro, scrivendomi che in molte delle cose da me vissute, si sono ritrovate. Era la mia intenzione del libro, volevo che fosse un po’ una biografia di tutti. Più esattamente di tutti quelli che, come me, credono in un sogno e in qualcosa per cui lottare nella vita. Ovviamente c’è poi una mia soddisfazione personale di aver finalmente concluso un libro e realizzato un mio piccolo sogno che avevo sin da bambino.

Sei un cantautore e ora anche scrittore. Con quale di questi due mezzi espressivi ti trovi meglio?
Credo che con un libro riesca ad avere meno restrizioni, in quanto non ho problemi di rima e di far stare un concetto all’interno di una strofa o di un ritornello. Però, invece, per certe emozioni che voglio comunicare, trovo la musica il mezzo migliore per poterlo fare. Sono due mezzi legati l’un l’altro. Senza di uno non sarei l’altro.

Dopo STRADE quali sono i tuoi prossimi progetti?
Dopo aver finalmente ultimato il mio libro, voglio promuovere un mio primo singolo. Ne ho già un po’ pronti e, in questo periodo, valuterò come muovermi. Sto però organizzando una cosa alla quale tengo moltissimo e che ha priorità su tutto.
In primavera farò la presentazione del mio libro in formato cartaceo, all’interno di un teatro. Sto cercando di organizzare un evento che sia un po’ concerto e un po’ presentazione del libro… e se vogliamo un po’ show teatrale. Attualmente è tutto in definizione ma è una cosa che voglio fare e nella quale voglio cimentarmi. Voglio che il mio libro diventi un concept show in cui ogni inguaribile sognatore possa ritrovarsi; voglio che i miei momenti vissuti, abbiano una colonna sonora suonata ed eseguita dal vivo. Credo che la vita di ogni sognatore assomigli a quella di un film, piena di canzoni e di musica… io la chiamo “La musica dei sogni”. E la mia vita ne è piena. Ringrazio la musica perché inseguendola ho trovato tante altre cose bellissime.
L’evento richiede un gran lavoro e un’organizzazione impeccabile, ma ci sto lavorando su e credo di poterlo realizzare.
Ovviamente prenderà il titolo dal libro, che a sua volta ha preso spunto da una delle mie canzoni più significative: STRADE.

Mendes Biondo
(Giornalista)

Il libro è acquistabile in formato ebook al link http://bit.ly/GGstrade

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