Tra le rovine di Sarajevo alla ricerca delle sue Reliquie

Copertina_Jpeg(1)

Una lunga gestazione, incominciata nel periodo giovanile del poeta, che vede oggi la sua pubblicazione grazie allo Studio 53 quella di Paolo D’Anna, scrittore poeta e drammaturgo, intitolata Le Reliquie di Sarajevo e corredata da una prefazione di Sergio Ragain.

La raccolta di poesie è costituita da versi fatti di immagini, che raccontano storie, che narrano oltre le parole stesse. Sono versi asciutti ed essenziali che descrivono i paesaggi lacerati dalla guerra che ha coinvolto la città di Sarajevo e le località limitrofe durante la guerra di Bosnia che ha gravato su quelle popolazioni dal 1992 al 1995.
D’Anna scrive di quegli eventi come se fosse il diretto coinvolto, riesce ad avvicinarsi empaticamente alle vittime e alla natura di quei luoghi con una forza e delicatezza non comuni. I versi della raccolta offrono un insieme di suggestioni, che mescolano persone, paesaggi, ricordi, che qui appaiono come affastellati, e che poi, piano piano, si delineano. Immagini che appaiono quasi irreali, che rimandano a qualcosa di lontano, che la mente rincorre, cercando di portarlo nel momento presente.Qualcosa che il tempo, in parte, ha cancellato, con il suo vortice veloce, che, soprattutto in una società dove tutto cambia così rapidamente, tende ad annullare tutto. Un vortice che, sempre più, con un fiume di eventi, cancella la memoria, renden do quasi impossibile il ricordo
di cose anche vicine. La poesia di Paolo D’Anna riporta tutto questo alla mente, permette di viverlo di nuovo. Ma senza racconto diretto, soltanto con una serie di flash.

La poesia di Paolo D’Anna si discosta dai lirismi dei propri connazionali e con semplicità mostra una realtà vicina e al contempo lontana, mostra Sarajevo così come potrebbero essere oggi Gaza, la Siria o le zone dell’Europa vittime di attentati. Si parla di morte e di ricordo, di costruzioni distrutte e di rovine da ricostruire, si parla degli uomini che vivono le città e senza troppe difficoltà le radono al suolo.
I soldati nelle loro uniformi, le persone nei vestiti da poco, le paure e le speranze diventano parole, suoni e, in ultimo, riflessioni che mettono al centro l’umanità come vittima e al contempo carnefice di se stessa.

Mendes Biondo
(Giornalista)

Un pensiero su “Tra le rovine di Sarajevo alla ricerca delle sue Reliquie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...