Alla scoperta dei CofaLetti Geca con Luigi Bechini

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Ve ne abbiamo parlato qualche giorno fa in questo articolo ma non abbiamo resistito all’idea di andare a scomodare l’inventore dei CofaLetti, Luigi Bechini, responsabile marketing di Geca Industrie Grafiche, che ci ha raccontato come sono nati i “packaging” letterari che da diverso tempo a questa parte stanno facendo tendenza tra i lettori, e non solo, italiani.

I CofaLetti raccontano una storia diversa dal libro che è contenuto, ovvero che le storie possono diventare un bene primario e di consumo quotidiano. Come è nata questa idea di creare un packaging innovativo per l’oggetto libro?
Geca è principalmente uno stampatore. Anzi, siamo tra le aziende di stampa più apprezzate e utilizzate dagli editori italiani, in particolare i piccoli e medi editori indipendenti. L’idea originaria ci è venuta più di dieci anni fa, mentre ragionavamo sugli omaggi natalizi per i nostri clienti. Eravamo un po’ stufi di regalare panettoni e lenticchie, per cui abbiamo pensato a qualcosa che fosse progettato e realizzato interamente da noi. E’ nato così il primo “packaging letterario”: non solo un modo per promuovere il nostro “saper fare” di tipografi, ma anche l’occasione di offrire un omaggio gradevole, utile e divertente. All’interno, oltre a un libro di favole di Collodi, c’era il nostro calendario fotografico che, di anno in anno, è diventato un appuntamento molto atteso dai nostri clienti. Poi, studiando i dati sulla lettura in Italia che notoriamente non sono entusiasmanti, mi sono chiesto in che modo la nostra società sarebbe diversa se i libri fossero invece un bene di consumo di massa. Così, il gioco di associare i libri a marchi del mass market è diventato anche un modo per riflettere sulla diffusione della lettura in Italia.

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Molti dei CofaLetti sono ispirati a prodotti di genere alimentare, pertanto scatta automatica la domanda. La letteratura, secondo te, si “mangia”?
Uno dei claim più abusati delle campagne istituzionali a favore della lettura è “libri cibo per la mente”. Ho pensato che si poteva rendere lo stesso concetto in un modo più originale, fisico e diretto: per esempio, con una bella confezione di “Storie al Testo da gustare previa lettura”, che richiamasse un pacco di pasta. Inoltre, le pubblicità progresso a favore della lettura tendono spesso a colpevolizzare o ridicolizzare i non lettori. Mi sembra un approccio molto controproducente. Il messaggio che ci sforziamo di veicolare è che la lettura non è un dovere, ma un piacere. Per questo l’accostamento con il cibo ha a che fare anche con la dimensione del godimento. Chi non legge libri ha sicuramente altri modi per dare piacere alla propria anima, ma quello di cui siamo certi è che la lettura è un’attività molto appagante ed emotivamente coinvolgente. Leggere un libro non è solo qualcosa che dà gioia: alcune letture possono traumatizzarti, metterti in contatto con l’abiezione dell’essere umano, altre possono commuoverti o farti riflettere, altre ti aiutano ad ampliare le tue conoscenze. I bei libri hanno questa caratteristica: che quando hai finito di leggerli sei diverso da quando li hai iniziati. Ovviamente non è sempre così, ma quando capita è un’esperienza meravigliosa.

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Il pubblico italiano, e non solo, come ha reagito a questa novità sugli scaffali delle librerie e al Buk di Modena?
Questa per noi è stata la vera sorpresa e la molla che ci ha spinti a trasformare i nostri packaging in un prodotto editoriale. È successo infatti che nel 2014 alcune librerie indipendenti ci abbiano chiesto di organizzare delle mostre dei nostri CofaLetti, che all’epoca erano ancora solo degli omaggi natalizi per i nostri clienti, quindi fuori commercio. Durante il periodo della mostra veniva regalato un CofaLetto a chi acquistava libri di editori indipendenti. Era un modo per sostenere, nel nostro piccolo, le realtà indipendenti della filiera editoriale. Il riscontro degli utenti di questi librerie è stato talmente positivo da spingere molti di questi librai a chiederci se non fosse possibile venderli. Da qui è nata l’idea di creare una collana editoriale da distribuire nelle librerie. I dati di vendita per ora hanno confermato le aspettative positive: siamo partiti a fine novembre molto prudenti, distribuendoli solo in alcune regioni per noi più strategiche. Alla fine di questo periodo di prova valuteremo come sviluppare il prodotto, estendendo la distribuzione e aumentando i titoli della collana.

La scelta dei testi pubblicati è davvero singolare. Quali sono i criteri che avete adottato per selezionare i titoli e gli autori da legare con il prodotto e ci sono dei collegamenti, anche ironici, tra testo contenuto nel libro e contenitore?
I CofaLetti sono un prodotto editoriale un po’ anomalo: si compra il “vestito” più che il contenuto. Per questo abbiamo scartato l’ipotesi di scegliere testi inediti, che avrebbero rischiato di essere ingiustamente messi in secondo piano. La seconda caratteristica dei nostri packaging letterari, è che sono oggetti molto amati dai lettori forti. Abbiamo così deciso di puntare su grandi nomi della letteratura italiana e straniera, ma cercando titoli che non fossero proprio sugli scaffali di tutti. Così, per esempio, abbiamo scelto un romanzo ironico e sensuale come Amore e ginnastica di Edmondo De Amicis che restituisce un’immagine davvero inedita dell’autore di Cuore. O, ancora, all’interno del nuovo CofaLetto Capitan Leggo troverete un racconto di Tolstoj (Denaro falso) che da venticinque anni non veniva più stampato da nessun editore. Per quanto riguarda gli abbinamenti tra testo contenuto e contenitore, la risposta è affermativa: abbiamo cercato di fare collegamenti e citazioni. Non è un caso infatti che all’interno del finto pacchetto di sigarette ci sia un romanzo di Italo Svevo…

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Dopo Capitan Leggo quale sarà il prossimo prodotto a venir “letto”?
Stiamo lavorando a due ipotesi: una riguarda ancora del cibo (questa volta ottimo per la colazione), l’altra invece un gioco da tavolo. Perché nella lettura c’è anche una dimensione ludica: la possibilità di immergersi in mille avventure, affrontare e sconfiggere mostri, vivere infinite vite.
Vorrei però aggiungere un’ultima considerazione. Con i CofaLetti non intendiamo “promuovere” la lettura, quanto piuttosto celebrarla. Non c’è alcun intento pedagogico, ma solo la voglia di sottolineare in maniera ironica quanto la lettura sia un’attività che rende più ricca l’esperienza e la vita di noi lettori.

Mendes Biondo
(Giornalista)

I CofaLetti sono acquistabili sul sito www.cofaletti.it

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