Agenda Culturale – Festeggiare il 25 Aprile al MOA di Eboli con “El mi cittino”

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Segnaliamo che in occasione dell’anniversario della Liberazione il MOA di Eboli celebrerà questa ricorrenza con lo spettacolo teatrale El mi cittino della compagnia Agiteatro. Il 25 Aprile diventerà l’occasione per narrare dell’eccidio di Civitella, strage compiuta dalle truppe naziste il 29 giugno 1944 nelle località di Civitella in Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio, in provincia di Arezzo, che cagionò l’uccisione di 244 civili. L’evento partirà dalle ore 20.00 e avrà luogo nella sede del MOA in Piazza Sant’Antonio, 5 a Eboli. È gradita la prenotazione.

Il MOA (Museum of Operation Avalanche) in collaborazione con il Circolo Culturale Mo’Art e Agiteatro presenta “EL MI CITTINO” di Andrea Ferri e Matteo Malfetti.
Due ragazzi raccontano ,attraverso la narrazione di Matteo Malfetti, la storia dell’eccidio di Civitella in Val di Chiana dal punto di vista di Edoardo Succhielli, giovane comandante delle forze partigiane che operavano in loco ed al quale per settant’anni è stata attribuita la responsabilità della strage. Siamo nel Settembre del 1943, momento cruciale segnato dall’armistizio e la nostra storia comincia nel momento in cui Succhielli decide di darsi alla macchia.
Forma ed assume il comando della Banda Partigiana Renzino, che diventerà il suo nome di battaglia.
Questa storia passa attraverso la sparatoria del dopolavoro, errore secondo alcuni e dovere secondo altri, ed arriva alla battaglia di Montaltuzzo ed infine alla strage avvenuta a Civitella e nei paesi limitrofi.
Una delle fonti, la piu’ autorevole, è proprio Edoardo Succhielli che settantatre anni dopo sconta ancora la propria responsabilità da cittadino libero, libero anche grazie a se stesso.
E’ questo un racconto che parla di giovani persone, un racconto in cui non ci sono nè eroi nè vincitori, un racconto in cui è l’errore umano di valutazione, di inesperienza che rende i protagonisti così vicini a chi ascolta sebbene così lontani nelle situazioni.
Attraverso un narratore grottesco, un ritmo incalzante e una regia ridotta all’essenziale, veniamo portati all’interno del ricordo, delle situazioni e delle dinamiche di quei giorni difficili e bisognosi di qualcuno che potesse prendersi la responsabilità di agire, di muovere e , appunto, anche di sbagliare.


LA STORIA


PRIMAVERA 1944: Nei dintorni di Arezzo opera una banda partigiana la “Renzino” , nome di battesimo del suo comandante: un ragazzo di 25 anni.
Composta prevalentamente da giovani del luogo e da prigionieri di guerra strappati dai vicini campi di prigionia operano in Val di Chiana nelle zone attorno a Civitella, piccolo centro ma importante crocevia tra nord e sud della penisola.
Le azioni della banda consistono nel disarmare i tedeschi e nel cercare di recuperare il maggior numero di armi possibili.

18 Giugno 1944: Un ragazzo di Civitella vicino alla resistenza comunica al comandante Renzino la presenza di quattro Tedeschi all’interno del circolo del dopo lavoro del paese.
Il comandante decide di intervenire.
I Tedeschi reagiscono.
Colluttazione.
Sparatoria.
Morte di tre soldati Germanici.

29 Giugno 1944: Rappresaglia da parte dei Tedeschi ed uccisione di piu’ di 200 persone.
La strage di Civitella e San Pancrazio.

Produzione : Agiteatro – ( https://www.facebook.com/agiteatro)
Scenografia, Audio&Luci: Circolo Culturale Mo’ Art
Ufficio Stampa per Agiteatro: Giulia Contadini
Ufficio Stampa per Mo’Art: Giovanna Barone
Direttore Artistico : Luigi Nobile
Grafica: Francesca Lanzara

Per info e prenotazioni:
3924670491 – 3203715486

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