The Girl of the Gang – Intervista alla scrittrice canadese Ashley Little

Chris Bowerman

Photo by Chris Bowerman

Oggi abbiamo voluto portarvi dall’altra parte del mondo per intervistare un’autrice pluripremiata che è uscita da poco con il suo libro (il titolo italiano è Girl Gang) con la casa editrice Unorosso. Lei è Ashley Little e viene dal Canada. I suoi romanzi parlano delle difficoltà che i giovani vivono nel cercare di affermarsi in una società che li inghiotte senza prendersi cura di loro. I romanzi che ha scritto sono PRICK: Confessions of a Tattoo Artist (Tightrope Books, 2011), The New Normal (Orca Book Publishers, 2013) e Anatomy of a Girl Gang (Arsenal Pulp Press, 2013)

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Il tuo primo libro parla di un tatuatore. Pensi che ci sia un collegamento tra scrittura e tatuatura e che cosa significa avere un marchio indelebile sulla pelle per te?

Io considero sia la scrittura che il tatuaggio come forme di belle arti. Penso che ci sia un collegamento o più collegamenti tra i due. Mentre stavo facendo ricerche per Prick: Confessions of a Tattoo Artist, guardavo un gran numero di puntate del reality show LA Ink e mi ha colpita una cosa che disse. Un cliente le chiese di fare un tatuaggio che lei non voleva assolutamente fare e disse che si era resa conto che aveva realizzato diversi tatuaggi nella sua vita e ora poteva essere lei a scegliere cosa fare o cosa rifiutare. Io la vedo in quel modo sia per quello che scrivo che per quello che leggo. Mi sono resa conto che sarò in grado di scrivere (e leggere) un numero X di libri in tutta la mia vita, ma è un numero finito, così voglio scegliere davvero attentamente. Come per un marchio indelebile sulla pelle, le cose sono cambiate ora con la possibilità di rimuovere il tatuaggio, perciò non è così permanente come una forma d’arte dovrebbe essere. Una cosa simile lo rovina, in un certo senso. È stata la stessa cosa con il divorzio che ha rovinato l’istituzione del matrimonio.

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Per te, quali sono le maggiori difficoltà degli adolescenti di oggi?

Io credo che tu riesca ad avere una risposta migliore da un teenager, probabilmente. Ma come osservatore esterno, penso che potrebbe essere davvero difficile navigare i social media e avere la pressione di postare e mettere mi piace e commentare e chattare e creare tutta questa seconda personalità online che può essere diffamata e distrutta così facilmente. Penso che sia veramente prosciugante e stressante e duro per l’Ego.

Hai vinto il Sheila A. Egoff Children’s Prize con The New Normal. Che cosa significa l’infanzia per te e come vivono i bambini in questo periodo storico?

Ho letto un sacco (e sono anche stata letta) da bambina e inventavo storie ed alcune di quelle le scrivevo. Ho passato molto tempo da sola, pensando e scrivendo. Ma ho avuto anche amici e la mia famiglia viaggiava molto, in questo modo farsi degli amici diventava più semplice perché sapevo che avevo solamente un tempo limitato per trovarne. Non sono mai stata timida. Mi sembra che i bambini oggi non abbiano più così tanta libertà di fare ciò che vogliono con il loro tempo. Sembra che siano pesantemente programmati e costantemente controllati. Sono tenuti veramente “al sicuro”. Non penso che siano incoraggiati ad affrontare dei rischi così come i bambini della mia generazione. Tutti sono spaventati dal fallimento; specialmente i genitori. Suppongo che questa cosa porterà ad una mancanza di indipendenza e, forse, ad un pensiero meno critico. Non ne sono sicura. Penso che il tempo libero sia importante; sognare ad occhi aperti è importante.

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La vita di ogni giorno è una parte cospicua della tua scrittura. Chi sono i tuoi maestri letterari e quale libro ti ha cambiato il modo di guardare le cose?

Probabilmente la mia raccolta di racconti preferita è Jesus’ Son di Denis Johnson. Sono una grande fan delle opere di Raymond Carver, James Frey, ed ero solita diventare pazza per Jack Kerouac quando avevo vent’anni. Ho semplicemente realizzato che questi erano americani bianchi. Non sono sicura che questo dica qualcosa su di me. Il romanzo di James Frey, A Million Little Pieces, ha probabilmente cambiato il mio stile di scrittura. Sono rimasta colpita dal ritmo e dalla ripetizione e dalla rigidità di quel romanzo/memoriale.

Diamo un’occhiata al futuro. Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sto scrivendo un nuovo romanzo young adult che parla di una cheerleader diciassettenne che arriva dal Texas e che contrae la lebbra da un armadillo – e sì, può davvero succedere.

Mendes Biondo

Il romanzo Girl Gang è acquistabile al link http://www.unorosso.it/prodotto/girl-gang/ mentre per saperne di più su Ashley Little è possibile visitare il sito https://ashleylittle.com/

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