La snervante vita di uno scrittore esordiente #3 – “Caro editore, ti scrivo…”

Lonfo V

…segue dalla puntata precedente…

«Caro editore…» No, Caro editore non si può proprio sentire.

«Egregio Dott. Editore…» Non è un medico e, se lo fosse, visti i prezzi di pubblicazione, dovrebbe avere uno studio dentistico annesso.

«Spett.le Editore…» Detta così sembra un po’ come se si volesse allontanare da lui, come se volesse prendere le distanze perché lui è superiore rispetto a colui che dovrà trasformare le pagine del suo capolavoro in qualcosa di concreto.

Lonfo I

Se per caso l’Editore dovesse capire che lo sta allontanando, potrebbe scartare a priori il testo e si ritroverebbe punto e a capo.  A quel punto di disperazione, dopo aver aperto una decina di nuovi file di testo su Word e averli subito dopo richiusi come se si stesse accartocciando un foglio bianco dopo averlo inzaccherato di inchiostro, Fedro Lonfo ha, finalmente l’idea vincente.

Esordire nella lettera con un «Buongiorno» che se da un lato potrebbe risultare un po’ troppo informale, dall’altro non rischia di allontanare più del dovuto la figura dell’Editore dalla lettura della suddetta lettera.

Ora bisogna trovare, però, il corpo della lettera, cioè cosa scriverci dentro, come descrivere il testo perché sia molto accattivante, perché venga immediatamente riconosciuto per quello che è: un capolavoro. Perché sì, diciamolo pure. Dopo tre anni di duro lavoro, di scrittura e riscrittura, di ricerca delle fonti, di passeggiate lungo gli argini del Po alla ricerca di un’ispirazione sufficientemente valida da essere scritta, dopo aver rotto l’anima a tutti gli abitanti di Papozze parlando loro della sua storia incredibilmente originale, che fonde assieme il sentimentale e l’autobiografico, con un quarto abbondante di romanzo di formazione e una fetta consistente di approfondimento, con un pizzico di erotismo, una secchiata di ironia di altri tempi, due manciate di storia, una presa di saggistica artistica e otto etti di facezie varie; insomma dopo un popo’ di pistolotto simile, non è assolutamente da prendersi in considerazione la benché minima possibilità che qualcuno lo possa rifiutare.

Fedro Lonfo

In fin dei conti stiamo parlando di Fedro Lonfo, scrittore pluripremiato nella provincia di Rovigo e conosciuto persino ad Alba Adriatica dove detiene un fan club tutto suo costituito da suo cugino Vittorio, la moglie del cugino Concetta e la madre di questa, la più nota signora di tutta Alba Adriatica: Annuccia Assunta Maria Dolores Mortarelli.

Questa matrona post litteram è nota nel settore per essere una raffinata lettrice e consigliera personale del nostro Fedro. Se il suo romanzo “Il fluire costante della ghiaia grossa in una clessidra di cristallo fino” è diventato quello che è ora, è anche grazie ai saggi consigli della Annuccia Mortarelli.

I due passarono intere notti a raccontarsi pezzi della trama e a sistemarle, attaccati come due polipi al fondale marino. Peccato che, nella realtà, il romanzo sembri più il risultato di un attacco di calcoli che una distesa di anemoni rossastri. Ma di questo poco ci importa, perché il nostro Fedro è del tutto convinto nella sua impresa. Sa che nemmeno Arnoldo Mondadori in persona, se solo fosse ancora vivo, si permetterebbe di scartarlo. Noi sappiamo che le cose sono andate diversamente.

Lonfo II

Sappiamo, per esempio, che quelli della Einaudi, una volta ricevuta la lettera e visionato brevemente il contenuto della busta, si sono messi a ridere a crepapelle per il numero incontenibile di castronerie che vanno a costruire il tessuto letterario del romanzo. Quelli di Guanda hanno brevemente dato un occhio alla lettera e hanno immediatamente cestinato il testo senza nemmeno godersi due ore di sane risate. Per la cronaca, Mondadori non ha ricevuto il pacco mentre chi lo ha ritirato è stato il pensionato Arnoldo Mondadori vivente a Milano. Il nostro Fedro, preso dall’eccessiva eccitazione, ha sbagliato a compilare l’indirizzo del pacco e lo ha spedito ad uno sfortunato omonimo che lo credette uno scherzo di pessimo gusto. Non perché fosse particolarmente suscettibile alle burle, ma per il pessimo gusto del libro.

Sono passati mesi dal giorno delle buste e della colla, dei francobolli attaccati sui pacchi alla bell’e meglio, degli indirizzi e quant’altro, e Fedro Lonfo, il grande Fedro Lonfo, inizia a sentire quel tipico risentimento del genio incompreso, caina contro tutti gli editori italiani, maledicendosi di non aver studiato le lingue straniere perché, e qui è intervenuta persino Annuccia Assunta Maria Dolores Mortarelli a dargli man forte, negli stati stranieri lui sarebbe già in vertice alle classifiche visto che là pubblicano libri del tenore di Jane Eyre, Gente di Dublino, Le Metamorfosi e tanti altri capolavori che, a ben vedere, vendono anche sulle italiche sponde.

Lonfo IV

Non restava che il masso al collo e gettarsi al Po, quando la Provvidenza, o l’Ironia (di questo non c’è necessità di discussione), guardò giù e, vedendo il nostro eroe disperato, gli fece recapitare una lettera da parte della celeberrima casa editrice Gattacci & Volponi di Cesano Boscone.

Mendes Biondo

…non ci crederete mai, ma continua…

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