La snervante vita di uno scrittore esordiente #4 – Quando l’Editore chiama… lo scrittore risponde!

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…segue tragicamente dalla scorsa puntata…

«Finalmente qualcuno si è reso conto del valore delle mie opere!»

Fedro Lonfo è tutto un fremito, non sa più che cosa fare della lettera che ha ricevuto come risposta, corre da un lato all’altro della casa come un criceto dentro alla gabbia, poi si sdraia sulla poltrona con una posa fantozziana e rilegge, per la quarta volta consecutiva, il contenuto della lettera arrivatagli da quelli della Gattacci & Volponi.

«Caro Autore/Autrice,

dopo una lunga riflessione abbiamo deciso di inserire il suo romanzo “Il fluire costante della ghiaia grossa in una clessidra di cristallo fino” (badate bene che il titolo è stato inserito a mano all’interno di un modulo prestampato e che per metterlo tutto hanno persino dovuto scrivere su due righe cancellando un po’ delle parole che seguono) all’interno della nostra collana editoriale dedicata ai romanzi erotico-sentimentali-fantastici-gialli-storici-sturmundrang, La Pancera Nera.

Le chiediamo cortesemente di ricontattarci per darci la conferma da parte sua di interesse nel pubblicare con noi e per definire assieme il contratto editoriale,

i più cari saluti,

Gustavo Gattacci & Volfango Volponi Editori»

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La prima cosa da fare è chiamare qualcuno per avvisarlo di questo grande evento.

Sua moglie? Forse è meglio di no visto che Gioia Maina, questo il nome della ex coniuge Lonfo, ha piantato in asso il marito in quanto giunta allo sfinimento a causa delle continue lagne e dei suoi comportamenti.

La povera Gioia, trovatasi in casa una sorta di Principe viziato e decaduto, decise di trasferirsi a casa di sua madre e di lasciare il grande scrittore a se stesso. Ma questo grande affronto al famoso Fedro Lonfo fece un baffo e ora si sente felice di non aver dato troppo peso alle parole della coniuge dimissionaria.

In ogni caso, chiamarla per avvisarla per prima non gli darebbe la giusta soddisfazione. No, lei dovrà essere l’ultima e sentirsi, per giunta, in colpa di aver abbandonato nel momento del bisogno il futuro Fitzgerald.

A questo punto non resta che chiamare lo zoccolo duro dei suoi fan, giù ad Alba Adriatica. Compone velocemente il numero di suo cugino Vittorio che però non è presente o vuole evitare di dare ascolto a quel sfranteca balle di Fedro lasciando suonare a vuoto tutti gli squilli. Ancora un tentativo con lo stesso risultato prima di rivolgersi a lei, la sua musa ispiratrice, quella che meglio ha saputo aiutarlo e che mai si è rifiutata di dargli ascolto e conforto in tutti questi anni: Annuccia Assunta Maria Dolores Mortarelli.

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Anche in questo caso la prima telefonata suona a vuoto fino all’ultimo squillo salvo che alla seconda, una voce roca di fumatrice e leggermente impastata – come se la vecchia stesse dormendo il sonno più profondo della sua vita – risponde alla chiamata.

«Chi è che rompe le palle?»

Sentiste voi con che finezza, con che leggiadre invocazioni di conversazione, che florilegio di complimenti la matrona post litteram accoglie il suo allievo migliore non appena questo si presenta a lei.

«Ti ho disturbata, per caso?»

Anche qui due o tre boccioli di rosa fioriscono nella bocca della Mortarelli prima di proferire un secco, perché sia chiaro che tutte le muse ispiratrici sono piuttosto sibilline e brevi nelle loro risposte, «stavo a dormi’!».

Ma non importa, non si può certo sonnecchiare e perdersi tutti i pesci della giornata con una notizia simile e questo Fedro lo sa.

«Cara Annuccia, questa mattina è arrivata una lettera da una casa editrice»

«Ma che me stai a prendere per il…»

«No no, ti giuro che non sto scherzando! Mi hanno risposto quelli della Gattacci & Volponi con una lettera vergata a mano.»

Noi sappiamo che, con una bic mezza scarica e da una segretaria svogliata, è stato vergato solamente il titolo del libro su una lettera pre-scritta che non si preoccupa nemmeno di specificare il sesso dell’autore contattato ma questo poco importa, largo corso alla gioia!

«Ma davero?»

«Sì, sì.»

Il nostro eroe le risponde come farebbe un bambino di fronte alla proposta di un cono gelato al cioccolato.

«E chi so’ sti scimmuniti?»

Dovete capire che Annuccia Assunta Maria Dolores tende sempre a sminuire coloro che si pongono di fronte al suo pupillo in quanto ne conosce le infinite possibilità artistiche.

«La Gattacci & Volponi di Cesano Boscone»

«Ammazzelo, ora sarai certo uno famoso!»

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Come contraddire questa adorabile vecchietta?

La conversazione è andata avanti per svariate ore, fino quasi al giungere del primo pomeriggio e, mentre Fedro proseguiva nel spiegare al proprio mentore tutti i passaggi, per altro conosciuti e straconosciuti, che lo hanno portato al risultato più importante della sua carriera di scrittore, lei si è presa la cura di prepararsi il caffé, lavarsi, cambiarsi d’abito, andare a comprare due cose per il pranzo, cucinare, mangiare, bersi un altro caffé, tenendo la cornetta appoggiata di fianco al telefono e stando ben attenta di gridare ogni tanto qualche «Ovvio!», «Eh, beh», «Ma non mi dire» mescolandone l’ordine a suo piacere.

Ai saluti di fine telefonata ha augurato il suo miglior in bocca al lupo e un «Ma va’ a mori’ ammazzato» appena che la cornetta ha ritrovato la sua naturale collocazione sul corpo telefono.

Ora Fedro è troppo impegnato a contattare tutti gli amici, i parenti e anche quelli che conosce solamente alla lunga, per dire loro di questa grande notizia. Solamente quando è sera si preoccupa di telefonare alla casa editrice per confermare il suo interesse a pubblicare con loro.

Dall’altra parte c’è lui, il Dottor-Ragionier-SuaMaestàImperiale nonché Editore nei ritagli di tempo Gustavo Gattacci.

Mendes Biondo

… Purtroppo per Fedro, la storia prosegue…

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