“Fletto i muscoli e sono nel vuoto!” – Intervista al papà di RAT-MAN

Ortolani 3

Abbiamo avuto un’idea un po’ pazza, di coinvolgere alcuni dei rappresentanti più giovani del fumetto italiano che si sta facendo avanti a gomitate in questo periodo nel panorama dell’indipendente. Facebook è pieno di vignette, strisce, personaggi carismatici e poco corretti politicamente. Noi cercheremo di portarveli alla ribalta e farveli conoscere. Ma prima di tutto abbiamo voluto che ci fosse un padrino d’eccezione per questo nostro progetto (e non parliamo dei Corleone!): Leonardo Ortolani!

Come sarebbe a dire che non lo conoscete? Andate subito a farvi una cultura se non avete mai sentito parlare, almeno una volta nella vostra vita, di Deboroh La Roccia altresì noto sotto il nome di RAT-MAN. Esattamente l’anti-topolino senza super poteri e dalla fortuna a dir poco fantozziana. Siamo andati a trovarlo direttamente nel suo indirizzo e-mail e lo abbiamo tartassato di domande solo per voi (quindi, Leo se ti abbiamo disturbato prenditela pure con i nostri lettori!).

Parliamo degli esordi dei tuoi fumetti. Ma davvero Geologia? È forse questo il segreto che si nasconde dietro al nome di Deboroh La Roccia?

Geologia sul serio. Che fare fumetti poteva non essere proprio la strada giusta per guadagnarsi da vivere. C’erano così tanti autori ben più bravi di me e inoltre, all’epoca, non conoscevo nessuno e non sapevo come avrei fatto a entrare in quella stanza misteriosa da cui uscivano albi e storie meravigliose. Mia mamma è pittrice e lo sapeva bene : “Fai pure fumetti” mi diceva, che avevo otto anni “Ma studia, assicurati una via alternativa a quella artistica, che è ben più difficile delle altre.”

Così sono un fumettista. O un geologo. A seconda che mi facciate domande sulla geologia o sui fumetti a cui non so rispondere. Comodissimo!

Ortolani 1

Nel 1989 hai sottoposto due storie, una comica e una tragica, ad una casa editrice che ha optato per la prima. Secondo te come mai si vendono più facilmente storie comiche? E qual è la tua visione di comicità?

Credo che la gente ami molto ridere, lo testimoniano anche gli incredibili incassi di un film comico, rispetto a un film drammatico. Tuttavia non ne darei una lettura così scontata. La gente ama ridere, ma ama anche leggere delle belle storie, avvincenti, qualunque sia il tema. Ho provato, in tutti questi anni, a unire l’umorismo alle belle storie. Perché si possono fare storie che fanno ridere, ma preferisco quelle belle in cui si ride. Un umorismo al servizio della narrazione, insomma.

Sei stato considerato uno dei migliori eredi del lavoro di Jack Kirby. Cosa ti affascina e cosa ti ha affascinato di questo fumettista?

Sarà bene, dopo tanto tempo, fare un po’ di chiarezza, su questa cosa lusinghiera che sarei un erede di Kirby. Forse per via che ho provato a percorrere (senza riuscirci,lo dico subito) alcune sue soluzioni grafiche spettacolari. Un modo di disegnare dinamico. Scimmiottando quel che potevo scimmiottare ma senza mai raggiungere il suo sguardo tridimensionale di una vignetta, di un’azione. Come erede di Kirby vedo bene ben altri autori, come John Romita Jr. O Walt Simonson. Autori in grado di respirare l’azione e di riportarla con efficacia nella tavola. Cosa mi affascina di Kirby non è semplice a dirsi. Posso semplificare dicendo “il suo stile”, ma è non rendere giustizia alla magnificenza delle sue doppie splash page, delle sue decine di migliaia di tavole macinate senza ripensamenti. Aveva una capacità narrativa epica. E quando incontrava l’inchiostratore giusto, nascevano le Meraviglie. Invece di parlare del suo lavoro, che le parole non bastano a descriverlo compiutamente, invito chi non lo conoscesse a cercare le sue opere. Era e resta il Re.

RAT-MAN è passato per un breve periodo anche in mondo visione. Cosa è cambiato per te da quel momento e cosa per Deboroh?

Non è cambiato niente, anche perché la mondovisione non c’è stata. Immagino tu stia parlando della parentesi del cartone animato, un prodotto nato a fatica, ma comunque nato e poi soffocato in culla dai suoi stessi produttori. Uno spreco di talenti e di denaro che non capirò mai. Ma che a tutt’oggi non intendo darlo per perso. E poi chissà, forse il mondo non è pronto, per RAT-MAN! O forse, più probabilmente, è RAT-Man a non essere pronto per il mondo!

 

Hai fatto numerose parodie di altri fumetti ispirandoti allo stile dei fumettisti che li avevano disegnati. Qual è la maggiore difficoltà che si riscontra quando ci si confronta con altri maestri?

Provare a cimentarsi con le opere di altri autori non deve essere una difficoltà, ma un piacere. Un divertimento. Altrimenti tanto vale lasciare perdere! Ovviamente questo non significa che non le affronti con il rispetto e la passione che si deve a questi autori, come Miller, di cui ho parodiato l’epico “300”. Prima di realizzare il mio “299+1”, ho studiato a lungo l’opera originale, lo stile, la divisione in immagini della sceneggiatura. E ho dovuto studiare un modo per inserire le mie scenette comiche all’interno di queste enormi vignette che narravano cose tutt’altro che divertenti.

E’ andata bene. E’ nata una bella storia, una delle mie preferite.

Sei stato un fumettista indipendente per molto tempo. Cosa ti senti di suggerire a coloro che vogliono seguire le tue orme e quali avvertimenti ti senti di dare?

Be’, in realtà sono rimasto indipendente per pochi anni. E’ stata una bella esperienza, anche per via che sono venuto a contatto con ogni elemento della filiera produttiva, imparando soprattutto a rispettare il lavoro che seguiva il mio, quello di chi impagina, stampa, distribuisce e vende. Quindi l’unica cosa che posso consigliare a chi volesse cimentarsi in questo campo è quello di rispettare le scadenze. Non consiglio mai niente, perché non mi piace farlo, ma questo è un consiglio che hanno dato autori più importanti di me, come Will Eisner e Frank Miller, per cui mi sento di condividerlo in pieno. Un editore non sa cosa farsene di un autore bravissimo ma che non gli consegna il materiale in tempo per stamparlo e venderlo. Credo sia la prima regola di un professionista.

Ortolani 16

Pensiamo al futuro. Quali progetti ti attendono e quali novità vedremo presto in fumetteria?

Progetti tanti, come sempre. Pure troppi, per cui sarà bene darsi una regolata. Posso segnalare, nel futuro più prossimo, due uscite a colori: RATTO, a luglio, in edicola e in fumetteria, e THE WALKING RAT in autunno, in fumetteria e in libreria di varia. RAT-MAN prosegue, invece, verso il suo finale, che avverrà con il numero 122, nel settembre del 2017, dopo di che lavorerò a un paio di progetti per la Sergio Bonelli Editore e magari farò un nuovo libro con BAO Publishing. Il tutto, condito dalle uscite mensili di RAT-MAN GIGANTE. E tra le cose più divertenti che forse vedranno la luce, un progetto editoriale con l’aiuto di una straordinaria cos player. Come vedi, è un continuo lavorare. Forse, se avessi fatto il geologo…

Mendes Biondo & Elena Bello

Sì, sì lo sappiamo che ne volete ancora di questo personaggio, pertanto eccovi il link dove acquistare tutti (ma proprio tutti) i suoi fumetti! https://www.amazon.it/s/?ie=UTF8&keywords=leo+ortolani&tag=slhyin-21&index=aps&hvadid=46913562950&ref=pd_sl_60u7bjdmq5_b

2 pensieri su ““Fletto i muscoli e sono nel vuoto!” – Intervista al papà di RAT-MAN

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...