Dov’è il mio PrinciPene? – Intervista a Franziska

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Lei spopola sul web. In un modo o nell’altro siete incappati nelle sue tavole che raccontano disavventure amorose e sessuali di donne e uomini, pardon, PrinciPassere e PrinciPeni. Il suo nome d’arte è Franziska e più non ci è dato sapere se non che è una classe ’88, nata in un paesino di provincia. Dopo il diploma scientifico inizia i suoi studi universitari iscrivendosi alla facoltà di Architettura della Sapienza a Roma nel 2007, laureandosi nel 2013 con tesi in recupero e restauro architettonico. Finito l’impanicante esame di stato, si abilita all’esercizio della professione nel gennaio del 2015, dopodiché decide di lasciare lo studio dove lavorava come tirocinante per dedicarsi totalmente alla sua unica vera passione: il disegno.

Leggete un po’ che cosa ci ha raccontato della sua esperienza e quali sono i suoi progetti futuri.

Prima del PrinciPene c’è Franziska. Parlaci di come è nata questa idea del fare fumetti.

Da perenne svampita, ho iniziato l’università iscrivendomi ad architettura “perché mi piaceva disegnare” un po’ anche su scommessa con mio padre, al quale lanciai la sfida “se non passo i test vado a fare l’accademia d’arte eh?”. Poi i test li ho passati e da brava studentessa diligente quale sono sempre stata, nonostante dopo qualche anno già pregustassi la delusione dei miei studi, mi sembrava brutto e sciocco abbandonare la strada intrapresa. Così, sbrigandomi il più possibile, mi sono laureata sostenendo con fermezza che non avrei però intrapreso la carriera di architetto, minacciando “io l’esame di stato non lo faccio, tanto è inutile se non ho un lavoro”. Le ultime parole famose ovviamente. Nel piccolo mondo del mio paesino, ho trovato subito uno studio che mi si è raccattato e l’architetto che mi aveva preso sotto la sua ala mi impose (promettendo fior fior di incarichi futuri) di sostenere l’esame di stato. Così mentre lavoravo sotto gavetta come segretaria/assistente di cantiere/disegnatrice/echipiùnehanemetta osservavo un mondo pieno di burocrazia e misero in creatività (almeno per quella che è sempre stata la mia idea di creatività). Così il tempo è passato e ho sostenuto l’esame di stato per la prima volta (provando un fortissimo attacco di panico mentre vedevo che le 8 ore correvano veloci) che non ho passato, ho continuato a lavorare e studiare sempre più amareggiata sia dal clima che c’era in quello studio sia dall’assenza di stimoli che mi facessero appassionare a quel mestiere, poi, quando è arrivato il momento di riprovare per la seconda volta a fare l’esame, una volta concluso e ottenuta l’abilitazione, ho deciso di lasciare lo studio e non iscrivermi all’ordine degli architetti.

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Ho passato vari mesi in cui faticosamente mi sono imposta sui miei veri voleri, annunciando dipartite per seguire corsi e master vari in giro per l’Italia che potessero instradarmi verso una carriera più affine alle mie abilità, finché non è arrivata l’estate: la prima in cui non dovevo studiare per nessun esame di alcun tipo e durante la quale infatti ho avuto l’idea di darmi alla realizzazione di strisce umoristiche. Non sapevo se fossi stata capace di raccontare e divertire, era un campo assolutamente nuovo per me, ma ci ho provato comunque.

Ma il PrinciPene e la PrinciPassera quando sono arrivati?

Bloccata nel traffico del raccordo anulare, chattavo su whatsapp con due amiche, commentando le disavventure che una di loro stava passando con un cretinotto e dispensando consigli utili per migliorare la situazione (ho passato anni a incontrare dei veri e propri casi umani tra il genere maschile, quindi ormai ho sviluppato una certa saggezza per forza di cose…). Ad un certo punto, facendo riferimento a pagine facebook che adoro e seguivo già (tipo Sarah’s Scribbles, Lui&L’orso, ed altri) ho buttato là l’idea di disegnare anche io strisce, parlando però di tutte le storie che tra amiche ci siamo sempre dette per anni, aggiungendo ogni volta nuovo materiale. L’idea buttata là a caso non era poi così male e ho creato il tutto il 3 luglio 2015.

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Il pubblico come ha accolto le tue strisce comiche?

Grazie alla larga rete che Facebook e i social network danno, ho potuto riscontrare un certo interesse da parte del pubblico femminile e anche di una piccola ma buona rappresentanza maschile, ed in questo senso proseguirò la mia strada, sperando di non venir presa troppo sul serio per le prese in giro che ho fatto, faccio farò e poi chissà, magari un giorno affronterò progetti con tematiche anche serie!

Parliamo del tuo modo di disegnare, come si è evoluto per andare in contro allo stile del fumetto?

Nello stesso mese, decisi di guardare più da vicino il mondo del fumetto, anche perché dalle prime sperimentazioni che avevo fatto la voglia di migliorare nel disegno era tanta (basti vedere che sviluppo di rappresentazione e stile del tratto c’è tra le primissime strisce e le ultime). Così, prima seguii un corso estivo alla Scuola Romana dei Fumetti, poi a settembre mi rivolsi alla Scuola Internazionale di Comics, sempre a Roma. Sentendomi già in “ritardo” con i nuovi studi che mi ero decisa ad intraprendere, mi ero interessata al Master in fumetto, ma dopo un colloquio col Direttore fui inserita nel corso triennale accedendo direttamente al secondo anno (prima piccola soddisfazione nel rendermi conto che i miei studi da autodidatta erano valsi a qualcosa), e da allora studio, studio, studio e creo strisce.

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Guardiamo al futuro. Che cosa ti vedrà coinvolta nei prossimi periodi?

Per ora ho solo progetti futuri, o meglio, ho da poco iniziato a lavorare sulla realizzazione di un mio fumetto che darà maggior peso e fisicità alla satira che finora ho fatto sotto il nome de “il princiPene azzurro”. Sto creando una storia con personaggio (femminile) protagonista e relativo entourage nella quale si inserisce questa figura del princiPene che ha un ruolo essenziale. Il fumetto sarà strutturato in capitoli inerenti a brevi storie collegate tra loro ed in continua espansione. Spero di farne intanto un primo numero entro il prossimo autunno e di trovare un editore che accolga la mia idea (anche se non escludo l’autoproduzione).

Il mio intento (che spero si sia capito già dalle strisce pubblicate) non è solo quello di abbattere il tabù secondo il quale è scandaloso che una ragazza parli serenamente di sesso senza esser presa per ninfomane – filosofia che ho visto tra l’altro affrontata proprio recentemente da un’altra fumettista con l’uscita del suo nuovo Singol a caccia – ma è anche quello di traslare un’usanza ormai vecchia quanto il mondo, ovvero la mercificazione del corpo: basta con tutta questa ormai ridondante svestizione dei personaggi femminili, che raramente vengono rappresentati normodotati e sono invece sempre formosi e provocanti. Ora è il momento di mercificare il corpo MASCHILE e di mettere sotto la lente di ingrandimento l’universo MASCHILE, soprattutto dal punto di vista sessuale e di relazioni amorose.

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Un libro in arrivo? Raccontaci assolutamente qualcosa di questo tuo prossimo lavoro!

Il fumetto sarà in bianco e nero, ma nonostante ciò ci saranno dei colori che riguarderanno i personaggi, a partire dalla protagonista che si chiama Turchese. Ogni capitolo racconta storie che Turchese vive e altre che le sue amiche le confidano. Lei ovviamente nel frattempo si innamora più volte e ha a che fare con la sua ‘particolare’ coscienza (e non mi spingo oltre). Il fumetto non finisce e, mentre mi chiedo se qualche buon editore mi aiuterà, penso già al continuo in un secondo libro che è stampato nella mia mente. Vi saranno riferimenti anche a strisce già pubblicate sulla pagina facebook: chissà se qualche fan ci si riconoscerà!

Mendes Biondo & Elena Bello

Tutto quello che dovete sapere di Franziska lo trovate alla pagina Facebook del PrinciPene Azzurro (https://www.facebook.com/principeneazzurro/?fref=ts) oppure sul suo sito personale (www.franziskadesign.it)

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