Tre maestri per una casa editrice: Il Saggiatore

Ci sono un grande regista, un grande romanziere e un grande compositore che entrano in una libreria. Detta così sembra l’inizio di una barzelletta ma non lo è affatto, si tratta dei nuovi titoli proposti da Il Saggiatore che hanno come protagonisti David Lynch, James Agee e Franz Liszt.

Lynch

Io vedo me stesso – David Lynch

Il fuoco, il fumo. Strade notturne con semafori rossi mossi dal vento, tende rosse agitate da brezze invisibili. Il fischio delle segherie, le sirene sull’acqua. Queste e mille altre ossessioni affollano la fantasmagoria allucinata di David Lynch, regista fra i più visionari della sua generazione, forse uno degli ultimi, come diceva Hitchcock, a «pensare per immagini». Il suo cinema è un’esperienza simile a quella che si vive al risveglio, quando il mondo del sogno sfuma lentamente nella consapevolezza. È un sogno vigile, un viaggio attraverso l’ignoto, l’oscuro, il bene e il male che forgiano ognuno di noi. Per questo Lynch è così difficile da spiegare e così restio a spiegarsi, perché la parola non può attingere al nucleo dell’incubo, può solo lambirlo. Il Saggiatore propone un’opera indispensabile per esplorare le geografie immaginifiche di Velluto blu e Strade perdute, Elephant Man e Mulholland Drive: la provincia americana scandita da staccionate bianche e rose rosse, resa insonne da night club dove bande inesistenti suonano avvolte dal fumo; e una Los Angeles perennemente notturna che è, insieme, viale del tramonto e fabbrica impazzita di fantasmi.

Io vedo me stesso è il risultato di più di un decennio di interviste raccolte da Chris Rodley, a cui David Lynch ha affidato il racconto della propria formazione, la passione per la pittura e l’influenza

di artisti come Oscar Kokoschka e Francis Bacon, il lavoro di fotografo e la collaborazione musicale con Angelo Badalamenti, fino alle grandi opere cinematografiche, spesso frutto di difficili compromessi per mantenere il controllo creativo.

Io vedo me stesso è però soprattutto la risorsa più preziosa per comprendere la vita, il cinema, l’arte di Lynch; la voragine in cui precipitare per esplorare il suo paese delle meraviglie, in cui la percezione, alterata ma mai falsificata, è proiettata al di là del visibile; uno spazio di sogno dove il banale può mostrare la sua intima ironia, la verità del desiderio rivelarsi con forza prorompente e dove lo sguardo, fendendo il reale, riesce ad affacciarsi sullo spazio nero tra un pensiero e il successivo, il mistero che non ci è dato conoscere.

David Lynch (Missoula, 1946) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense. Ha diretto i lungometraggi Eraserhead. La mente che cancella (1977), The Elephant Man (1980), Dune (1984), Velluto blu (1986), Cuore selvaggio (1990, Palma d’oro per il miglior film), Fuoco cammina con me (1992), Strade perdute (1997), Una storia vera (1999), Mulholland Drive (2001, Palma d’oro alla regia) e Inland Empire. L’impero della mente (2006). Nel 2006 ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.

Agee

La veglia all’alba – James Agee

In un austero collegio religioso, un sacerdote irrompe nella penombra notturna del dormitorio e chiama uno a uno tutti i ragazzi. Il grande orologio segna le quattro meno un quarto: è il Vener-

dì Santo, l’ultima ora di Nostro Signore. Sopraggiunge la notte più lunga dell’anno, dunque bisogna vegliare.

Il tredicenne Richard e i suoi compagni si dirigono, ridendo sottovoce, verso la cappella della scuola. Qui, tra l’odore d’incenso e il mormorio delle preghiere, Richard ha la possibilità di ricordare i momenti cruciali della sua vita: la perdita del padre, il desiderio nascosto di santità che lo ha spinto, più di una volta, a sognare di essere crocifisso insieme a Gesù, la vanità della sua giovinezza – orgogliosa e testarda come tutte le giovinezze. Una veglia che dura poche ore ma che ha la consistenza dell’eternità, rapinosa e lustrale, in cui si trova a fare i conti con l’ossessione per la morte, respinta con paura e timore, ma anche desiderata, attesa, inseguita come raggiungimento del proprio martirio; per il sesso, in un incompreso, malcerto impulso di liberazione e divieto; e per il riconoscimento della propria individualità. Dall’oscurità della cappella alla luce che trafila da Grotta Bagnata – simbolico eden in cui si rifugia dopo la veglia, dove scorrono acque acquitrinose e sibila il serpente del peccato originale – la notte santa diventa il momento della rinascita interiore, e l’approdo a una libertà vera, originaria, assoluta, vissuta fuori dalle gabbie e dalle imposizioni del cattolicesimo.

La veglia all’alba è il racconto, lirico e drammatico, della grande idea americana dell’iniziazione adolescenziale, vissuta come un processo che porta, per mezzo dell’esperienza e del dolore, alla conoscenza adulta e alla maturità. James Agee, autore tra i più significativi del Novecento e contemporaneo cronologico e spirituale di Hemingway, Faulkner, Fitzgerald e Salinger, realizza un’opera in cui autobiografia e finzione si intrecciano continuamente, attraverso una prosa mimetica e lacerante che penetra nei pensieri più claustrofobici del suo personaggio, nel rantolo delle sue ambizioni ascetiche, e ne coglie l’orgoglio, i fallimenti, le scoperte: la tragica lotta interiore che si agita nel cuore delle anime pure.

James Agee (1909-1955), americano del Tennessee, è considerato uno dei più grandi prosatori del Novecento. È stato anche poeta, giornalista, critico cinematografico e sceneggiatore a Hollywood. Il Saggiatore ha pubblicato Sia lode ora a uomini di fama (2013, fotografie di Walker Evans), Brooklyn è (2014) e Una morte in famiglia (2015).

Liszt

Wagner – Franz Liszt

Parigi, 1840. Quando si incontrano per la prima volta nelle stanze dell’editore Maurice Schlesinger, Liszt è il pianista più acclamato d’Europa, conteso da tutti i salotti e dalle corti, mentre Wagner è un giovane compositore ancora sconosciuto, costretto a guadagnarsi da vivere con le trascrizioni per pianoforte. È il primo passo di una delle più feconde, celebri e complesse amicizie della storia della musica. Negli otto anni successivi, Wagner comporrà Il Vascello fantasma, Tannhäuser e Lohengrin, e già all’inizio degli anni cinquanta Liszt, compresa la portata rivoluzionaria delle tre opere, si butta anima e corpo in quella che lui stesso chiama «propaganda wagneriana»: il culmine è raggiunto a Weimar, il 5 marzo 1853, durante un ciclo – il primo di questo genere – in cui Liszt stesso dirige personalmente le tre opere. Accanto a una messe di articoli e interventi che celebrano il genio assoluto di Wagner, Liszt concepisce anche un libro, dove è manifesta la volontà di non separare il compositore dal librettista – punto essenziale del nuovo sistema drammatico – e di mettere in primo piano i mezzi utilizzati da Wagner per fondere musica e dramma. Sono, queste di Liszt, pagine appassionate e profonde e rivelano una ricerca personale e musicale inesausta, sostenuta da innumerevoli riferimenti alla filosofia, alla Bibbia, alle mitologie greco-latina e germano-scandinava, alla letteratura e alle arti figurative, e da un lessico ricco e raro. Il libro, per avverse vicende editoriali, non vide mai la luce, ma oggi, grazie all’attenzione e alla cura del musicologo Nicolas Dufetel, che ha recuperato i diversi manoscritti, l’«Avviso alla stamperia», le annotazioni dello stesso Liszt, il progetto ha infine la compiutezza che meritava e che, sola, permette di apprezzare appieno la forza profetica delle parole di Liszt. Per Liszt, non poteva darsi musica senza poesia, l’opera lirica doveva mutare volto e voce, rinascere. Nessun dubbio, nessuna esitazione su chi dovesse essere il messia di questa rigenerazione: Richard Wagner.

Franz Liszt (1811-1886) è stato un compositore, pianista, direttore d’orchestra e organista ungherese.

Mendes Biondo

I libri sono acquistabili al link http://www.ilsaggiatore.com/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...