Quattro saggi scientifici per l’estate pubblicati da Edizioni Dedalo

Edizioni Dedalo propone quattro saggi per tutti gli amanti della scienza, a partire dalla biologia fino ad arrivare a conisiderazioni sul metodo scientifico stesso. Da Maggio a Luglio titoli di grandi autori per un’estate intelligente e piacevolmente studiosa.

Dedalo 1

50 Grandi idee. Biologia – JV Chamary

Cos’è la vita? Se cercate in un dizionario, noterete che le definizioni si mordono per così dire la coda, ricorrendo a espressioni come “esseri viventi”, “organismi”, “animali e vegetali”. La scienza della vita, secondo JV Chamary, è «scienza di eccezioni», ed è per questo che è così difficile definire in maniera calzante cosa sia. Forse, allora, la soluzione ideale è descrivere i processi biologici fondamentali condivisi da tutte le forme di vita del pianeta (e chissà, forse anche da quelle del resto del cosmo), scegliendo come filo conduttore l’unica legge della biologia: l’evoluzione.

Partendo dall’origine della vita, il libro descrive fenomeni biologici di complessità crescente, guidandoci in un percorso che va dalle unità elementari (i geni e le cellule) agli organismi multicellulari più complessi e si conclude con le popolazioni e la loro interazione con l’ambiente.

La fine della storia, in realtà, è ancora da scrivere. L’ultimo capitolo del libro, dedicato alla biologia di sintesi, apre una porta sul futuro della biologia e della vita stessa. Homo sapiens si sta dimostrando l’unica specie capace di creare la vita da zero. Forse la risposta alla domanda iniziale non è più così lontana…

Nato in Francia da genitori originari delle isole Mauritius, JV Chamary ha studiato Biologia all’Imperial College di Londra e ha conseguito il dottorato in Genetica evoluzionistica all’Università di Bath. Ha lavorato come features editor a «Focus», ha collaborato con «Scientific American» e tiene un blog sul sito www.forbes.com.

Dedalo 2

La scienza di Francesco – Luigi Borzacchini

La scienza moderna ha cominciato a fare capolino alla fine del Medioevo, per poi affermarsi ai tempi del processo a Galileo, dell’Inquisizione, dei roghi degli eretici e delle streghe. È nata, cioè, dal cuore più profondo (e anche più buio) del Cristianesimo che riscopriva la filosofia greca, ma si è con il tempo presentata come l’altra religione, o addirittura l’antireligione, l’oblio del divino, l’ultima spiaggia di ogni ateismo. Ma come mai il Cristianesimo ha partorito dal suo seno questo “crepuscolo degli Dei”? Effetto della presenza del Maligno nel mondo? Oppure la scienza è nata dal nulla per generazione spontanea? Forse è frutto del capitalismo? O della Riforma Protestante?

In questo libro di storia cognitiva, Borzacchini disegna un rapporto profondo, radicale, tra la scienza moderna e il Cristianesimo nel suo periodo di massimo splendore e autorità, quando, dalle cattedrali alle università, la Chiesa ricopriva con il suo latino tutto l’umano sapere, mentre cominciavano a nascere le nuove nazioni e i loro dialetti. E san Francesco lasciava per la scienza e per l’umanità una traccia indelebile che oggi sembra riapparire in un papato che ha ripreso quel nome.
Luigi Borzacchini è docente di Storia e fondamenti della matematica e di Logica matematica presso l’Università di Bari.

Dedalo 3

Il cancro non è un carillon – Maria Giuseppina Sarobba & Ivan Cavicchi

La parola «cancro» fa paura perché spesso designa una malattia difficilmente curabile. Il concetto di cancro rappresenta invece l’idea scientifica che ne ha la medicina oncologica, sulla base della quale organizza il suo modo di conoscerlo e curarlo. Secondo quest’idea, il cancro si configura come un carillon, ossia un complesso meccanismo biologico che suona sempre, più o meno, la stessa musica. Tanti studi e soprattutto le esperienze sul campo ci dicono, tuttavia, che nella realtà il cancro non si comporta affatto come un carillon.

È certamente un meccanismo biologico complesso, ma è anche dotato di una sua personalità e di una varietà di espressioni, a seconda dei contesti culturali, delle relazioni che si instaurano con gli oncologi, della biografia dei malati; il cancro ha dunque una sua singolarità, una propria individualità. Pertanto, quasi mai l’apparato delle conoscenze generali sul cancro basta a curare un determinato paziente, giacché si tratta ogni volta di una singolarità che va affrontata nella sua specificità. La natura di questa malattia dipende dal modo in cui la si conosce, e tale conoscenza influisce a sua volta sulla maniera di curarla.

Partendo da questi presupposti, il libro suggerisce di aggiornare il concetto di cancro e i modi clinici di conoscerlo e, coerentemente, di aggiornare le prassi degli oncologi.
Maria Giuseppina Sarobba è oncologo medico e direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia dell’ospedale San Francesco di Nuoro. È anche specializzata in Medicina interna e Psicoterapia relazionale.

Ivan Cavicchi è filosofo della medicina e sociologo, una delle voci più autorevoli nel campo della sanità. Insegna Sociologia dell’organizzazione sanitaria, Logica e Filosofia della scienza presso l’Università Tor Vergata di Roma.

Dedalo 4

Piccole variazioni sulla scienza – Ignazio Licata

Non c’è dubbio: la scienza è il basso ostinato del tempo, il tema principale della nostra cultura. I giornali dedicano uno spazio crescente all’ultima scoperta, i festival e le letture pubbliche veicolano le nuove visioni del mondo e la lettura scientifica dei fatti e dei comportamenti fa capolino anche nel quotidiano. Il rischio è quello di dimenticare che la scienza è una pratica cognitiva,non una piramide di verità rivelate e accumulate una volta per tutte. Educare alla scienza significa dunque spaziare tra conoscenze variamente interconnesse, attraversate dalle correnti dell’incertezza, evitando cristallizzazioni ideologiche e tentazioni mediatiche di semplificazione.
I saggi qui raccolti si muovono fra fisica teorica, biologia e intelligenza artificiale: l’eredità di Turing, la figura di Majorana, la scala di Planck, il bosone di Higgs, i sistemi viventi, gli agenti economici, il riduzionismo e i processi emergenti, passando per i rapporti tra scienza, letteratura e arte. Il tutto organizzato come una serie di piccole variazioni musicali sul tema delle proiezioni culturali e mediatiche della scienza e delle sue inevitabili implicazioni epistemologiche, etiche, estetiche.

Ignazio Licata, fisico teorico ed epistemologo, si occupa di fondamenti di teoria quantistica, cosmologia e teorie dell’organizzazione e dell’emergenza. Tra le sue pubblicazioni: La logica aperta della men­te (2008); Complessità (2011); I gatti di Wiener (2015).

I libri sono acquistabili e prenotabili al link http://www.edizionidedalo.it/

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