RECENSIONE – “Gli Eredi di Atlantide” di Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti

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Il mito di Atlantide ha da sempre affascinato scrittori e artisti di tutto il pianeta. Questo mirabile luogo sulla Terra dove tutto era in armonia con la Natura e le tecnologie permettevano di vivere senza particolari sforzi, senza contare che la politica là non era corrotta e il sistema sociale aiutava tutti gli abitanti dell’isola. Ovviamente si tratta di un’utopia che, come tutte le utopie, è andata incontro ad una triste sorte: l’inabissamento. A partire da questo fatto iniziano le vicende narrate da Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini nel romanzo Gli Eredi di Atlantide, pubblicato dalla Casa Editrice Il Ciliegio.

Immergendosi nella trama si legge che, secondo i due autori, la faccenda Atlantide avvenne a causa della cosiddetta sindrome di Cassandra. Il personaggio del sacerdote sente l’esigenza di comunicare al re i suoi timori nei confronti di quello che sarà il futuro della città, anche perché ne legge il fato nelle stelle. Ma chi crederebbe mai ad un uccello del malaugurio?

Il re decide di allontanare il sacerdote con metodi poco ortodossi e ristabilisce la quiete nel suo popolo. Ma chiudere un occhio non gli sarà sufficiente per evitare il pericolo che, oltre all’uomo religioso, è percepito anche da un valoroso guerriero, amico del sacerdote.

Adhon, questo il nome dell’uomo d’armi, si fida della propria fonte e constata che una stella si è staccata dal cielo.

Il meteorite è diretto sull’isola pertanto è necessario salvare il salvabile e darsi a gambe levate laddove possibile.

Il guerriero riesce a riunire un nutrito gruppo di amici e, con una preziosa reliquia sottobraccio, si imbarcano tutti su una nave che li porterà sulla rotta del sacerdote. Come successe ai Feaci che accompagnarono Odisseo a casa, i protagonisti di questo romanzo si vedono distruggere a distanza la casa, le conoscenze e, con una punta di soddisfazione, pure quel re che non li aveva ascoltati.

Adhon però non sa che anche altri uomini di Atlantide si sono salvati su un’altra nave e che questi sono riusciti a far imbarcare sulla sua, una spia. Di mezzo c’è l’ottenimento della reliquia trasportata dal guerriero, l’Occhio delle Madre Primigenia, la cui potente energia permetterà loro di dominare tutto il mondo conosciuto.

A quel punto il romanzo ci accompagna in un lungo viaggio attraverso terre misteriose e primigenie.

Le gesta di Adhon ci riportano con la memoria a quell’Odissea che studiammo in più tenera età e che oggi viene aggiornata con una caratterizzazione psicologica che ci fa sentire maggiormente protagonisti di un viaggio epico. In ogni caso ciò che maggiormente si apprezza di questo romanzo è la capacità degli autori di descrivere le ambientazioni, di creare un luogo che può essere credibile nonostante si tratti di un tempio mai esistito o di una città immaginaria. I dialoghi sono concitati nei punti giusti del testo, aiutano a non perdersi in inutili descrizioni e indicano al lettore ciò che non può, ovviamente, vedere. In questo romanzo Lorenzo Camerini ed Andrea Gualchierotti mettono veramente in pratica il principio dello “show, don’t tell”.

Mendes Biondo

Il libro è acquistabile al link http://www.edizioniilciliegio.com/scheda-libro/lorenzo-camerini-andrea-gualchierotti/gli-eredi-di-atlantide-9788867712212-305162.html

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