RECENSIONE – “Il Giglio Nordico” di Alessandra Toti

il giglio nordico

Ci sono romanzi fantastici che hanno segnato un’intera generazione: Harry Potter, per esempio. La ricetta per ottenerli è, tutto sommato, abbastanza facile. Prendete grandi manciate di realtà quotidiana e altrettante di magia, poi mescolate il tutto assieme fino ad ottenere un impasto omogeneo e avventuroso. Nonostante la sua facilità dal punto di vista ideale, mettere nero su bianco il tutto, molto spesso può essere difficile. Ma questo non è il caso de Il Giglio Nordico, scritto da Alessandra Toti.

In sintesi la trama racconta la storia di Artemisia, una ragazza di venticinque anni, insoddisfatta della sua esistenza con poche amiche, i genitori che vivono in un altra città, e una vita passata tra esperienze senza alcun picco di avventura e nessun principe azzurro in vista.

Il tutto si ambienta nella cittadina di Sarnico, un piccolo paese della provincia di Bergamo che lei definisce vuoto e monotono e che grazie alle descrizioni di Alessandra è possibile quasi camminarci dentro, passeggiare per le sue viuzze e, magari, ritrovarsi nei paesini che come Sarnico, costituiscono la provincia che viviamo.

Questa Sarnico è un po’ tutte le cittadine dimenticate dal turismo e dalla metropoli che abbiamo conosciuto, una cittadina dove la gente si affolla soltanto nel week end e nelle stagioni calde. Di per sé nulla di particolare fin qui se non fosse che la nostra Artemisia verrà a fare una scoperta che le cambierà radicalmente la vita: scoprirà grazie al suo intuito che la sua datrice di lavoro, nonchè migliore amica, Lisa Amaya, è una Janara.

Ed ecco che la magia si insinua nella narrazione visto che il lettore scopre, assieme ad Artemisia dell’esistenza di questa strega dedita ai culti della dea Diana, praticante di magia bianca.

Ma i personaggi che fanno fare un giro di volta alla storia non finiscono mica qui, visto che la vita della protagonista subirà un repentino mutamento quando casualmente conoscerà il misterioso Roy.

Il ritmo della narrazione diventa sempre più serrato man mano che si procede nella lettura. L’inizio del romanzo è quasi didascalico al fine di far entrare il lettore in profondità nella storia che è stata scritta. Più sono gli elementi realistici indicati più è affascinante lasciarsi trascinare da quel pizzico di magia che viene aggiunto pagina dopo pagina.

Perché ad una strega in un antro buio siamo abituati tutti quanti, ma in una moderna e spaziosa erboristeria, con tanto di coni d’incenso, libri sulle medicine olistiche e compresse per il mal di testa a base di erbe è tutta un’altra storia, specie se al posto del classico nasone con porro peloso, c’è una bellissima donna dalla criniera ricciuta e dallo charme trascinante.

Il romanzo è scritto in prima persona è proprio come il narratore veniamo coinvolti in questo mondo magico, in questa seconda realtà, gradualmente. Certo rimaniamo scettici di fronte alla possibilità che le streghe esistano veramente, così come la protagonista del romanzo afferma, ma bastano due o tre trucchetti da parte di Lisa, l’erborista.

Ad aggiungere ulteriore fascino alla narrazione è il personaggio della Janara che unisce la tradizione magica tipicamente italiana ad un racconto che come struttura strizza l’occhio ai romanzi fantastici degli autori internazionali.

Mendes Biondo

Il libro è acquistabile al link https://www.amazon.it/Northern-Lilium-Nordico-Alessandra-Toti/dp/1326073893

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