Il risveglio della Cacciatrice – Dietro le quinte del nuovo romanzo sul Vampiro Nik

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Bam! Giù nel canestro! Ora tocca a Nik a prenderle di santa ragione. Chi è Nik? Ma il vampiro più scavezzacollo che abbiate mai incontrato. Nasce dalla penna dell’autore Alessio Filisdeo ed è pubblicato da quelli della Nativi Digitali. Ne avevamo parlato anche in altri articoli che potete trovare qui e qua. Oggi ci racconta qualcosa del suo personaggio succhiasangue in quanto esce oggi negli store il romanzo “Il risveglio della cacciatrice”. Ecco cosa ci ha raccontato.

Pugni, pupe e morsi sul collo. Nik è alla sua terza avventura ma… che ne diresti di raccontarci come è nato questo personaggio?

Nik è un personaggio parecchio strano e, come per tutte le stranezze letterarie, è nato quasi per caso, in maniera affatto calcolata.

Per molti anni, mentre scrivevo di altri vampiri “seri”, più classici, spesso si affacciava alla mia mente l’idea di questo dannato pronto a sbeffeggiare e ribaltare gli stereotipi del genere.

Era una figura nell’ombra, non completamente formata, ma che premeva costantemente per uscire alla scoperto, per dire la sua, per urlare al mondo: «Sì, sono un non morto, e me la godo!»

Un giorno, lo ricordo perfettamente, leggevo il romanzo fantascientifico All You Need Is Kill, di Hiroshi Sakurazaka, e rimasi affascinato da quel tipo narrazione in prima persona molto serrata, dove i pensieri del protagonista spaziavano in lungo e in largo, conservando il loro brio anche nei momenti più drammatici e deprimenti. Tutto questo grazie a uno humor nero di prima categoria.

Da lì, principalmente, nacque il tono che avrebbero avuto le grottesche avventure di Nikolai Rasputin.

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Quindi Nik questa volta avrà pane per i suoi denti, anzi, lame. Raccontaci qualcosa di Amanda.

Quello di Amanda è un personaggio parecchio stratificato che io stesso, in alcuni frangenti, ho faticato a comprendere fino in fondo.

Volevo inizialmente calare il lettore nei panni di una cacciatrice di vampiri esperta, una di quelle macchine da guerra senza sentimenti, inarrestabile e invincibile. Insomma, il meglio del meglio in fatto di disinfestazione sovrannaturale. Poi, prendendomi del tempo, ho realizzato che una figura del genere non avrebbe avuto molto da dire, o comunque non abbastanza da differenziarla da mille altre simili, se guardiamo al genere di riferimento.

No, doveva in un certo qual modo essere simile a Nik: doveva essere una perdente.

Perché infondo Amanda è un’umana con tantissimi vizi e altrettante debolezze, che maschera la sua inadeguatezza, e soprattutto la sua sensibilità, dietro una facciata di finto cinismo, aiutandosi con una buona dose di impertinenza e autoironia.

Lei non è la migliore, non lo è neppure alla lontana: è solo una delle tante, un nome, uno strumento, una lama tra mille altre. O almeno questo le ha insegnato il mondo.

Incontrare il vampiro Nik la metterà nella scomoda posizione di dover rivalutare convinzioni e preconcetti che dava ormai per scontati.

Le tue storie si sono sempre distinte dal canonico romanzo vampiresco in quanto ci sono più sparatorie che sentimenti. Come mai questa scelta e a chi ti ispiri quando scrivi le avventure di Nik?

Mettere da parte il sentimentalismo per far spazio all’azione è sempre stata una mia priorità, almeno per quanto riguarda le strampalate imprese di Nik.

Volevo giocare coi luoghi comuni della figura del dannato e dar vita a qualcosa di profondamente irriverente, senza rinunciare tuttavia ai cardini, ai dogmi del genere.

Nikolai Rasputin, e ciò che lo circonda, è il riflesso deforme e tragicomico del filone letterario gotico trapiantato nel Ventunesimo Secolo.

Nel mondo moderno non c’è più spazio per le buone maniere, per l’eleganza o il romanticismo, e la violenza ha raggiunto picchi di efferatezza e varietà tali da far impallidire persino l’operato del famigerato Jack lo Squartatore.

Il vampiro Nik incarna tutto questo: è l’emblema del secondo emendamento, del capitalismo sfrenato, della distruzione gratuita. Ed è un cocainomane, un alcolizzato, un pazzo psicopatico e nichilista che vive per il sesso e l’adrenalina, e che crede di poter infrangere qualsiasi regola in virtù della sua “quasi immortalità”.

Le sue avventure sono commisurate alla sua follia, e ancora una volta ad ispirarle è non solo il canovaccio tanto caro al genere (vampiri, cacciatori, streghe, mostruosità varie, società segrete, ecc) ma la realtà stessa.

Del resto, in certi ambiti, il mondo è pieno di gente come Nik, se non peggio.

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La tempesta Twilight è passata ma Nik resta. Secondo te qual è l’elemento che affascina maggiormente nelle tue storie?

Credo che sia la libertà.

Da anni non facciamo che leggere di vampiri ritratti in una certa maniera, asserviti all’amore, al concetto di umanità, alla segretezza, alla paura di apparire diversi e mille altre cose.

Nelle mie storie su Nik io dico “basta!”.

Fin dagli albori del suo folklore, la figura del dannato è sempre stata la più libera delle creature sovrannaturali, libera dalle catene della moralità, del pudore e della civiltà.

Tra le mie pagine i vampiri tornando ad essere mostri nel senso più genuino del termine, sociopatici senza freni o inibizioni, che uccidono perché è nella loro natura farlo, perché nessuno può impedirglielo.

Penso sia questo che piaccia ai lettori: l’idea che possano esistere uomini e donne dai poteri terribili e stupefacenti, e che non si facciano remore nell’usarli seguendo l’umore del momento.

Guardiamo al futuro. Nik se la vedrà con Amanda e non diciamo niente del finale. Alessio con cosa dovrà vedersela dopo questo romanzo?

Nik è un personaggio più “vecchio” di quello che potrebbe apparire. L’ho creato, come accennavo all’inizio dell’intervista, molto tempo fa. Ha sulle spalle una buona dose di avventure, alcune a lieto fine, altre decisamente meno. Compare in numerosi miei altri romanzi (non ancora editi) e possiede un background vasto e dettagliato. Ciò significa che più proseguo con le sue storie in solitaria, per così dire, più devo prestare attenzione a non pestare i piedi agli scritti precedenti, ad andare in conflitto con eventi e personaggi già delineati, o peggio ancora a renderle incoerenti con essi.

È un gioco di incastri, e si fa più difficile via via.

Quindi, per rispondere finalmente alla domanda, prima di mettere necessariamente da parte Nik nelle sue vesti di (co)protagonista, faremo in tempo ad assistere ad alcuni eventi del suo passato, nonché a trovare alcune risposte sull’enigmatico Eugene Morrow.

Una piccola anticipazione per il prossimo romanzo? Nemmeno le streghe hanno un’opinione così alta di Nikolai Rasputin…

Mendes Biondo

Il romanzo è acquistabile al link http://www.natividigitaliedizioni.it/prodotto/risveglio-della-cacciatrice/

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