Bello e Maledetto – La recensione del secondo romanzo di Daniele Sbaraglia

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Bello e Maledetto” è nel suo complesso un buon romanzo e una lettura interessante da affrontare. Fa sempre piacere vedere persone come l’autore di questo libro, ovvero Daniele Sbaraglia, vengano da differenti tipologie di contaminazioni artistiche. Lo scrittore è partito da un retroterra culturale pittorico e si è via via cimentato con la narrazione mostrando quanto importante sia avere una visione aperta nell’ambito artistico per poter arrivare a confezionare una storia dalla trama resistente e dai personaggi psicologicamente “rotondi”.

La storia ruota tutta attorno a Shon, un ragazzo che se ne è viste passare di tutti i colori e questo è l’elemento che maggiormente muove simpatia verso di lui. Cerca in ogni modo di affrontare ogni problema con tutta la tenacia che ha in corpo, è un giovane leone che combatte per riuscire ad affermare la sua presenza ad amici e parenti. In particolar modo ai parenti, dato che vive drammaticamente la separazione dei genitori come una sorta di spettatore immobile e incapace, rispetto alle situazioni che precedentemente lo vedono protagonista, di fare qualcosa per ricreare il collante tra i due. Shon deve accettare questa situazione anche se il trauma lo scuote a tal punto da intraprendere una sorta di viaggio alla Leonard Bloom per le strade della sua Roma.

E proprio in questa piccola Odissea personale, incontra il personaggio di Simona, una sorta di Penelope contemporanea, devota ed innamorata con la quale inizierà a ricostruire il proprio rapporto con il mondo e troverà la propria strada nel ramo della medicina. Anche la relazione travagliata con la madre sembra ora risolversi, ora compromettersi con l’arrivo del personaggio del dottor Spicchi, una sorta di figura ancipite che servirà a Shon per potersi riscattare e, affrontando problemi ben più complessi di quelli che lo hanno visto al centro dell’occhio del ciclone in più tenera età, riuscirà a conquistarsi il gradino più alto in questa costante corsa tra sé e sé.

Ma proprio mentre tutto sembra andare per il meglio, mentre il mare pare essersi volto in bonaccia, ecco che arriva il turning point, quell’elemento di rottura che ribalta la situazione e rimescola le carte nel mazzo. È il personaggio di Alice, conosciuto in sala operatoria, a ribaltare la situazione sentimentale di Shon. È Circe che viene a prendersi la rivincita su Penelope. E ci riesce perché Shon, a differenza di Odisseo, ha questo demone interiore che lo spinge costantemente ad andare oltre, affrontare ulteriori chimere e restare costantemente in viaggio.

Il romanzo lascia il lettore con un finale dolceamaro che fa chiudere l’ultima pagina con un sorriso a metà sulle labbra, un sorriso conscio della complessità dei fatti della vita.

Mendes Biondo

Il libro è acquistabile al link https://www.amazon.it/Bello-Maledetto-Daniele-Sbaraglia-ebook/dp/B01F53YLDI

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