Self Service 24h – Il legal thriller di Caiani & Besozzi raccontato dall’autore Emiliano Caiani

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Un legal thriller che fa da ponte tra la provincia di Monza e quella di Mantova con un personaggio principale che il lettore si ritroverà coinvolto in mille vicende anche oltre il caso affrontato in Self Service 24H. Un’amicizia che fa mettere assieme due amici di lunga data per comporre una storia pubblicata da Il Rio Editore. Tutto questo è l’esordio letterario di Emiliano Caiani e Oscar Besozzi. A parlarci di questa esperienza è uno dei due autori, nonché l’ideatore della storia: Emiliano Caiani.

Partiamo subito dall’elemento principale della narrazione, che credo siano le ambientazioni alle quali è stato dato un particolare interesse, visto che dietro al romanzo c’è questo grande amore per il territorio mantovano e monzese. Parlaci di come hai sviluppato le ricerche per rendere la storia più appassionante e realistica.

La trama, o come dicono gli americani il PLOT, trova la sua origine in un mio sogno notturno che poi ho elaborato con molta fantasia e immaginazione. I luoghi che ho scelto per l’ambientazione li ho scoperti grazie a Barbara, la mia ragazza che vive nel mantovano. Tra tutti Castiglione delle Stiviere e Curtatone.

Castiglione mi è piaciuto subito per tante ragioni, tra queste posso ricordare un mercato settimanale molto bello dove vengono venduti prodotti tipici, un ottima pasticceria al centro del paese e un parco ben curato dove si può correre, prendere il sole o anche solo fermarsi sotto una pianta a leggere un libro. Un parco davvero invidiabile, punto di frescura e polmone verde dove rilassarsi o fare dello sport.

Non dimentichiamo la zona storica del centro ricca di ricordi del passato e il fatto di essere un paese a due passi dalle località rinomate (Desenzano Sirmione e Peschiera del Garda) del Lago di Garda. Si vive in collina e a 10 minuti dal Lago, non si può chiedere di meglio.

Un paese che mi ha suscitato interesse a 360 gradi e mi è piaciuto renderlo il luogo protagonista del libro sia posizionando lì la commissione del delitto cardine della storia sia rendendolo la tappa finale del viaggio compiuto dai due personaggi Sergio Casati e Federico Borghi. Un viaggio non solo fisico ma anche interiore alla scoperta di quelle sensazioni, emozioni e riflessioni che si possono provare al raggiungimento dei quarant’anni d’età.

È un libro nel quale troviamo due forti sentimenti: da una parte un amore profondo per la cucina e per la professione forense visto che il protagonista Sergio Casati è un ex avvocato ristoratore e dall’altra l’amicizia e l’altruismo tra quest’ultimo e Federico Borghi, l’avvocato che seguirà la difesa del Bolli, l’uomo accusato dell’omicidio di Anna.

Un altro luogo fondamentale nel libro è la città di Mantova, i cui Carabinieri seguiranno le indagini relative al furto della vettura del Bolli, coordinandosi con quelli di Castiglione delle Stiviere che invece si occuperanno di quelle dell’omicidio.

Un altro luogo è Monza, la città dove lavoro e dove ho deciso di localizzare la trattoria immaginaria di Sergio Casati. Una trattoria straordinaria dove la cucina mantovana e quella monzese si fondono alla perfezione. Sarebbe bello se qualcuno decidesse di aprire un locale con questa particolarità.

C’è anche Carate Brianza, città nella quale si trova lo studio dell’avvocato Federico Borghi e dove vive Marco Bolli.

In ultimo, Grazie di Curtatone un paese caratteristico dove è conservato un coccodrillo imbalsamato all’interno del Santuario delle Grazie. Sarà proprio la voglia di vedere tale animale che porterà il Bolli a lasciare Carate Brianza in una sera di agosto e a dirigersi verso il mantovano dove si troverà purtroppo e per sfortuna coinvolto in una vicenda più grossa di lui.

Da dove nasce l’idea di Self Service 24h?

Nell’agosto del 2014, durante una cena straordinaria, in una bellissima trattoria sulle colline moreniche, la mia attenzione veniva catturata da una vecchia insegna anni 70 di un distributore di sigarette -con scritto SELF SERVICE 24H- che era attaccata al muro proprio sopra la mia testa. Quella sera tornato a casa ho fatto un sogno molto strano e appena svegliatomi dissi a Barbara “pensa se qualcuno si perdesse sulle colline moreniche in una notte di novembre con la nebbia fitta e vedesse un’insegna illuminata e nel raggiungerla per prendere un pacchetto di sigarette venisse coinvolto in un delitto” da lì è partita tutta l’immaginazione creativa della storia.

La tua storia ha a che fare con l’amicizia sia dal punto di vista della trama che dal punto di vista della scrittura. Raccontaci di questa avventura a quattro mani.

Qualche giorno dopo il sogno notturno ho iniziato a scrivere i primi 3 capitoli del libro SELF SERVICE 24H. Poi mi sono fermato avendo avuto molti impegni professionali e corsi di formazione. Quando sono tornato dalle vacanze nell’agosto 2015 ne parlai con alcuni miei amici che però non avevano tempo per partecipare all’avventura che gli avevo prospettato. Scrivere un libro è un’avventura in tutti i sensi, ricca di emozioni ma anche di molto impegno perché devi sacrificare le pause pranzo, i dopo cena e anche i sabati e le domeniche. A metà settembre 2015 incontrai Oscar, un mio amico fin dai tempi del liceo, con il quale condivido la passione per la montagna e per il lago. Gli raccontai la storia davanti ad un caffè e dopo pochi minuti aveva già deciso di scrivere insieme il manoscritto. Per due mesi, ci siamo incontrati la sera nel mio studio confrontandoci sui capitoli, sui dialoghi e perfezionando i personaggi che avevo creato nella mia mente. Ognuno scriveva un capitolo che poi ci scambiavamo per le correzioni reciproche così da avere un’uniformità stilistica. Abbiamo deciso di metterci tutto l’impegno possibile come se fosse un vero e proprio lavoro. Ricordo che in alcuni giorni stavo sveglio fino alla una di notte per riguardare e strutturare il capitolo. Un sacrificio che rifarei senza pensarci due volte. A Dicembre 2015 il libro era pronto.

Lo inviammo a molte case editrici ottenendo diversi responsi e contatti positivi. A quel punto scegliemmo il Rio Edizioni sia perchè l’ambientazione principale della storia era nel mantovano e sia perchè ci trovammo subito in sintonia con i titolari della casa editrice.

Qual è stata la cosa più difficile da affrontare durante la stesura?

Sicuramente costruire i personaggi e i rispettivi dialoghi. Non è semplice dare la giusta voce al proprio cast; bisogna dedicare molto tempo alla costruzione della frase immaginando di comporre una melodia. Perché è facile cadere nell’errore di far parlare tutti i personaggi nello stesso modo e ciò sarebbe poi poco credibile.

C’è stato un personaggio ostico da affrontare o uno che ha dato grandi soddisfazioni?

Quello a cui sono legato di più è Sergio Casati perché mi rispecchio molto nella sua personalità e carattere; tra l’altro non è un nome scelto a caso perché Sergio è il mio secondo nome mentre Casati è il cognome di mia nonna. Inoltre, ha molte mie fattezze sia fisiche che comportamentali. Una persona onestà, moralmente integra, sempre pronta ad aiutare chiunque. Quindi è il personaggio che ho creato con più spontaneità rispetto ad altri che abbiamo dovuto immaginare in ogni singolo particolare caratteriale, partendo da zero.

Sergio lo considero un eroe dei nostri giorni è sarà il protagonista ricorrente nelle altre storie che ho ideato. Un ex-avvocato e ristoratore che risolverà tanti casi processuali che gli sottoporranno i colleghi e gli amici. Il suo fiuto investigativo è notevole, come la generosità che lo spinge ad aiutare gli altri. Un altruismo totale.

Qual è l’autore che maggiormente ti ha ispirato?

Mi piace molto leggere Carofiglio, in particolare i libri che vedono come protagonista l’avvocato Guerrieri.

Il mio preferito in assoluto è Stephen King, soprattutto per la sua straordinaria immaginazione e capacità creativa e stilistica. Nel settembre 2015 lessi con attenzione il suo libro “On writing” nel quale l’autore da tantissimi consigli e suggerimenti per scrivere un libro di qualità.

Quel libro mi è stato molto utile nella stesura di Self Service 24H e ricordo alcuni passi: l’immagine dell’archeologo che ricompone le ossa di un dinosauro come lo scrittore con i tasselli della propria storia. O di come si deve mettere subito nero su bianco ogni idea che si ha, conservandone la forza propulsiva.

Poi mi piace molto leggere i libri di Andrea Vitali, in particolare le descrizioni del paese di Bellano sono magnifiche.

Cosa consiglieresti agli autori che si vogliono lanciare in questo mondo?

Nel primo incontro letterario che abbiamo fatto presso la biblioteca di Renate in provincia di Monza e Brianza, che per noi è stata una sorta di battesimo letterario, ricordo che una persona nel pubblico mi ha fatto proprio questa domanda. Gli risposi che deve seguire l’istinto perché l’obiettivo non è pubblicare il libro ma dare forma ad un’idea. Non si nasce scrittori ma lo si può diventare leggendo e scrivendo molto. Rimane pur sempre un momento indimenticabile della propria vita e della propria crescita personale.

Parliamo un po’ della copertina, di questo coltello.

Gli editori hanno scelto un’immagine che riassume i nostri due stili. Il mio è tagliente, netto e freddo, come la lama, mentre quello di Oscar è più morbido, rotondo e fluido come la natura che promana dal legno del manico.

Vediamo le prossime idee che vedranno protagonista Sergio.

Il mese scorso ho terminato il manoscritto Criminosi Illusioni. Un legal thriller composto da due storie indipendenti che nascono e si sviluppano in Brianza.

Ciò che le accomuna è la presenza di un’illusione, di una apparenza che fa da filo conduttore della trama.

Criminose perchè nascono dalla malvagità umana, dalla violazione delle norme morali e giuridiche.

Le due storie trovano un punto di fusione alla fine del libro, quando nello stesso incidente stradale perdono la vita i creatori delle due illusioni.

Nella prima storia, Sostini -un avvocato ricco, famoso e presuntuoso- è il creatore dell’illusione che ha come vittima la sua fidanzata Natasha, un’affascinante modella dell’Est.

La seconda storia invece ha come sfondo una Clinica di cura anziani realizzata in un edificio giallo da quattro ex delinquenti con i proventi di precedenti reati. Nella struttura elegante e raffinata, simile a un prestigioso hotel 5*, gli anziani vengono accolti con la massima attenzione ed ogni loro desiderio è soddisfatto senza riserve. Tutto ciò è però una temporanea illusione.

Presumibilmente nel gennaio 2017 inizierò con Oscar la stesura di “Theegg”, che è la storia di un serial killer, un assaggio del quale si trova già nel libro SELF SERVICE 24H.

Mendes Biondo

Il libro è acquistabile al link http://www.ilrio.it/catalogo-il-rio-edizioni

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