Nove Facoceri -L’intervista collettiva alla famiglia allargata del Commissiario Ferrario

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Sono in nove e letterariamente sono semilanuti. Li abbiamo recensiti qualche giorno fa e ora sono ritornati per raccontarci questa loro esperienza dietro la tastiera. Stiamo parlando dei Nove Facoceri che in questa intervista si raccontano e si presentano a quelli che non li conoscono ancora.

Il collettivo “Nove Facoceri” ha una lunga storia editoriale. Ciò che però maggiormente affascina è lo spirito che muove la scrittura di voi autori. Raccontateci un po’ da dove nacque l’idea di riunire diverse penne da differenti parti d’Italia per creare storie.

La risposta ‘non ne abbiamo idea’ è accettabile? Ironicamente lo diciamo anche noi, perché siamo veramente affiatati e non ci ricordiamo quasi più che sia successo, che ci sia stato un ‘prima’. In realtà eravamo tutti autori che bazzicavano uno o più siti di scrittura collaborativa ed in occasione di una gara di racconti ci riunimmo, in un primo nucleo, per scrivere insieme. Molti di noi avevano già scritto, in coppia o in trio, ci trovammo subito bene e nello scambiarci idee per i racconti che partecipavano alla gara ci accorgemmo che tra una battuta, uno scherzo e uno spunto di racconti ne uscivano a bizzeffe. Decidemmo così di fondare una comune di scrittori folli ed eccoci qui. L’idea ed il fatto che ognuno di noi venga dalle diverse parti d’Italia ci piace da pazzi. Ci sono influssi anche dialettali, raramente e nei racconti di Ferrario si sente la ‘ligurità’ ma anche l’ironia di ogni dove del nostro bel paese.

Il vostro personaggio principale è il Commissario Ferrario, che fa il verso a Massimo Ferraris. In base a quali elementi scegliete i personaggi da caricaturizzare per le vostre storie?

Tutto ebbe inizio in una notte di luna piena (non ne siamo sicuri ma suscita mistero) in cui Cleo, reduce da una cena a base di pizza ai peperoni e salamino piccante, fece un sogno: Svolgeva un’indagine accompagnata da un improbabile ispettore, con le sembianze di Massimo Ferraris, vestito con una vestaglia cangiante e con la passione per il violino e la pipa elettronica. Nacque così il più kitsch degli ispettor. In una delle nostre chiacchierate deliranti e anticonvenzionali, si decise poi, che tutti i collaboratori di Ferrario non fossero altro che caricature alquanto fantasiose di noi stessi, partendo dalla storpiatura dei propri nomi. La sovrintende Cleo Patrasso, bionda come l’originale e braccio destro di Ferrario, il questore Amadio dall’altezza non proprio teutonica e dal caratteraccio, la veggente Nadia Fambotto, estrosa e diciamocelo, un poco pazzerella, la frizzante giornalista Mastronatale, Ana Kuntzer, forte e determinata con il coltello sempre a portata di mano, la pacata e intellettuale psichiatra Paolina de Roelis ed ebbene sì, qualcuno di noi è pure diventato un killer(ma solo nel libro eh…).Altri personaggi facoceri inoltre compaiono qua e là nei racconti. Pertanto i protagonisti del libro non sono altro che la parodia di noi stessi, se guardate attentamente la copertina, i visi non sono altro che i nostri…..

Proviamo a sfatare il mito che lo scrittore è un animale solitario che difficilmente riesce a lavorare in gruppo. Quali sono le difficoltà e i pregi di lavorare con un gruppo molto nutrito di autori?

Diciamo che il Facocero è anche un animale solitario, infatti ognuno di noi ha i propri progetti editoriali (passati, presenti o futuri) che, al momento opportuno, pubblichiamo nella rubrica “Il facocero balla da solo” del nostro sito. Le difficoltà nel lavorare insieme, ormai, per noi sono quasi nulle, siamo praticamente in contatto tutto il giorno e questo ha creato un grandissimo affiatamento, che si riflette positivamente in ciò che scriviamo. I pregi? Ci divertiamo moltissimo in chat e, spesso, dalle nostre scanzonate chiacchierate (o deragliate, come amiamo chiamarle) nascono le idee Facocere per i racconti più folli (Ferrario compreso). Inoltre la fiducia tra noi è talmente grande che spesso, pur scrivendo un incipit e avendone in testa un determinato sviluppo, lasciamo agli altri la libertà di proseguirlo a modo proprio. Nonostante questo, accade sovente che il “frutto” dell’opera sembri prodotto dalla stessa mano, com’è stato osservato in qualche recensione dai nostri lettori su Amazon. E questo, considerando che i Facoceri (tranne due) non si sono mai incontrati di persona, è per noi un grande, bellissimo complimento.

La risposta del pubblico a questa sperimentazione letteraria com’è stata?

Sperimentazione, definizione giusta, o forse anche “deragliamento”, come noi amiamo definire i racconti che hanno come protagonista Ferrario. I primi racconti dell’Ispettore, raccolti in forma di libro, sono stati messi su Amazon più per gioco che per l’intento di sfondare. Uno stile nuovo il nostro, un modo diverso di intendere l’umorismo misto al giallo che ha creato due fazioni diametralmente opposte: la prima di chi lo ama, la seconda di chi lo detesta. Nella sinossi che accompagna il libro è stato inserito chiaramente una postilla in cui mettevamo in guardia l’eventuale acquirente sul tipo di narrazione. Ferrario è qualcosa che nel panorama letterario non esiste, uno stile magari semplicistico, con storie che seguono un filo logico difficilmente seguibile, ma che ha affascinato, non c’è dubbio, portandolo a vendere in questi mesi quasi cinquecento copie. Le critiche non sono mancate, questo è normale se si acquista “Delitti in vestaglia” credendo di leggere un giallo convenzionale, ma anche gli apprezzamenti sono stati incoraggianti. Noi consigliamo sempre di entrare nei personaggi, di scorgere qualcosa in più oltre la semplice battuta, a tratti goliardica, altre volte forse troppo esagerata (ad esempio i nomi dei personaggi, i luoghi e le ambientazioni). Visto il riscontro abbiamo deciso di mettere in lavorazione un secondo volume, questa volta più curato, che vedrà luce in data non definibile di un anno non ben preciso, visto che riuscire a mettere insieme un numero di teste notevoli come quelle dei Nove Facoceri è un’impresa ardua e faticosa.

Guardiamo al futuro di tutti e Nove i Facoceri. Quali sono i prossimi progetti?

Futuro? Ma non è il futuro qualcosa che nemmeno te ne accorgi ed è già presente? E i Facoceri sono sempre presenti! Oddio, magari non proprio sempre perché ogni tanto ci perdiamo un po’ nel tempo e non sappiamo più dove ci troviamo. Ma poi, gira che ti rigira, con il nostro navigatore che ci ricalcola il percorso, arriviamo sempre tutti alla stessa rotonda e riprendiamo a girare insieme. Ma forse mi sono persa nella domanda? Dove eravamo? Ah, sì. Al futuro del presente. Scriveremo? Ma certo! Intanto il secondo volume della serie Ferrario’s Adventures, come le chiamiamo tra di noi e poi di certo qualche raccolta di racconti deliranti come solo noi insieme sappiamo comporre. Ne abbiamo già parecchi e altri se ne aggiungono, perché il vero Facocero scrive anche quando dorme e la notte porta moltissime idee facocere! Ricordiamo inoltre il nostro sito: http://novefacoceri.webnode.it/ e la nostra pagina facebook nove facoceri.

Mendes Biondo

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