La collezionista di libri proibiti – Una storia d’amore senza tempo

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Fate conto che si tratta di un esordio, fate conto che si tratta di una sorta di metaromanzo – ovvero di una storia che parla di libri – fate conto che alle spalle c’è una vicenda amorosa che va da Venezia a Parigi. Qual è il rischio più grande che avrebbe potuto correre “La collezionista di libri proibiti” scritto da Cinzia Giorgio? Quello del cascare nel clichè.

Fortunatamente per il lettore, e per il sottoscritto, le cose non vanno assolutamente così. Ci si ritrova catapultati in due città oramai molto inflazionate che però si presentano come patrie di un amore verso l’antiquariato, quello dell’oggetistica quanto quello dei sentimenti, che le trasforma in qualcosa d’altro rispetto alle due capitali del turismo che siamo soliti visitare.

Le città descritte dalla Giorgio vengono dipinte con un sincero sentimento intimo, profumano di carta appena stampata con qualche torchio e hanno il fascino tipico di un negozietto pieno di cianfrusaglie, tesori, monili e amuleti.

Questa è l’ambientazione che fa da sfondo alle vicende che vedono protagonista la giovane Olimpia (che già si configura portatrice di un nomen omen) che viene a contatto con l’amabile personaggio di Anselmo Cavani. Ma più amabile del padre è il figlio e in questo romanzo il verso dantesco del “galeotto fu il libro e chi lo scrisse” diventa per l’autrice uno stimolo per la scrittura visto che il figlio di Cavani, il bel Davide, trova le parole giuste per poter stare con Olimpia proprio grazie alla lettura di alcuni versi d’amore. Inutile dirvi come va a finire quel particolare episodio.

Ma certamente non finisce così il libro, scritto in prima persona, e che ci riporta ad un caldo ’99 quando la protagonista inizia a narrare da che è alla gestione di una casa d’aste a Parigi. Ovviamente si vendono libri antichi, perché quel ricordo intenso di quella Venezia antiquaria degli anni ’70 rimane vivido nella mente di Olimpia così come lo sono le musiche che fanno da colonna sonora a tutta la trama.

Su questo mi piacerebbe soffermarmi in maniera particolare. L’aspetto dell’inserimento della musica all’interno di un romanzo lo rende, a mio avviso, tridimensionale. Dà la possibilità al lettore di aggiungere un’ulteriore dimensione a quella visiva e permette di immergersi meglio nelle ambientazioni descritte, specie se il repertorio è preso direttamente dai grandi successi di quei perdiodi.

Su come finisce il romanzo non voglio dire molto, si rovina la sorpresa. Perché se è vero che le belle storie funzionano anche se le si spoilera, sono dell’avviso che l’effetto sorpresa sia capace di dare al lettore un’emozione che altrimenti non sarebbe raggiungibile.

Mendes Biondo

Il libro è acquistabile al link http://www.newtoncompton.com/libro/la-collezionista-di-libri-proibiti

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