Riccardo Cuor di Leone – Un’intervista per conoscere il condottiero raccontato da Roberto Romano

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Avevamo già dato notizia della pubblicazione di questo saggio storico alcuni giorni fa, ma incuriositi dall’idea di saperne di più sui retroscena bui della storia e, in particolare di Riccardo Cuor di Leone, abbiamo contattato l’autore, il Professor Roberto Romano, e ci siamo fatti dire chi era, in realtà, questo personaggio. Ecco la nostra chiacchierata.

Il suo saggio parte da un punto di vista molto preciso: Riccardo Cuor di Leone non era il personaggio che la cultura di massa ci ha trasportato fino ad oggi. Secondo lei come è stata operata questa scelta e da quando Riccardo ha iniziato ad essere il re che tutti conosciamo?

Ai miei tempi esisteva un percorso, per i bravi ragazzi di buona famiglia, che consisteva in letture di opere ‘edificanti’ e ‘formative’. Si iniziava dalle avventure di Pinocchio, Cuore di De Amicis, Don Chisciotte, I ragazzi della via Paal di Molnar, I tre moschettieri, Moby Dick, fino a testi più impegnativi, come, per l’appunto, l’Ivanhoe di sir Walter Scott. Dalla lettura di questo romantico romanzo storico, io, allora giovane e alla scoperta del mondo, ricavai l’immagine di re Riccardo come di un cavaliere senza macchia e senza paura, novello Lancillotto, umano, benevolo verso i suoi sudditi anglosassoni, ma convinto assertore dei suoi diritti sovrani.

Ma quello di Scott era un romanzo, non storia. La sua fama di eroe sul campo di battaglia, contro i Francesi e alla Crociata, entrò nella leggenda, e fu un eroe già all’indomani della sua morte, con un lamento funebre composto da Gaucelm Faidit. Poi la sua immagine positiva fu veicolata dal Roman de Richard Coerdelyoun; altri poemetti, o ballate, scritte di getto, sono andate perdute. Ancora, la sua figura fu strumentalizzata per sostenere Edoardo III Plantageneto contro la casata dei Lancaster. E così fino a Walter Scott, che lo inserì nella vicenda del cavaliere diseredato (e inventato) Ivanhoe, in cui Riccardo compare come protettore dei diritti degli anglosassoni sconfitti dalla prepotenza normanna. Tutto, naturalmente, frutto di una forzatura, dato che Riccardo si sentì sempre un normanno doc, legato ai domini del suo casato sul suolo francese e alla loro cultura.

La storia, generalmente, viene vista dai lettori più giovani come una materia pesante e difficile da affrontare. Secondo lei quali sono i modi per poter accattivare quante più persone a questa disciplina?

Ahimé, la storia. In quaranta anni di insegnamento universitario, per la maggior parte spesi presso la Facoltà di Lettere della” Federico II” di Napoli, ho constatato una abissale mancanza di cultura di base degli studenti. La scuola è sempre più carente di personale insegnante all’altezza dei propri compiti. Vicende che, ai miei tempi, erano note fin dalle elementari e dalle medie, come di storia moderna e contemporanea, sono del tutto ignorate. Lasciamo perdere la storia a scuola. E, poi, i giovani italiani del giorno d’oggi, tutti intenti a scambiarsi messaggi o scrivere su facebook, non hanno alcuna voglia di ‘perdere tempo’ con Alessandro Magno, Giulio Cesare, Carlo Magno, Napoleone, Garibaldi, ecc. E, poi, se serve qualcosa di storia, per un qualsiasi motivo, non vanno in biblioteca a documentarsi, ma ricorrono a Wikipedia, con tutti gli errori che essa contiene.

I romanzi storici, come lei stesso ci dimostra, rischiano di sviare il lettore rispetto alla realtà. Qual è la responsabilità di chi scrive di storia in maniera scientifica e quale di chi scrive romanzi?

Facile rispondere a questa domanda. Prendiamo ad esempio il caso Gesù-Maddalena. Sono stati scritti centinaia di libri in cui si sostiene, senza alcuna base storica, che i due fossero sposati ed addirittura che avessero figli o figlie. Tutto inventato. Non esiste alcuna fonte, né attendibile o inattendibile che sia, che venga a supportare tale vicenda. Eppure le librerie e le bancarelle sono piene di libri che raccontano questa storia, associandola con quella dei Templari, depositari del segreto ineffabile di un Gesù completamente uomo. Anni fa, scrissi un breve saggio sui Templari, dimostrando- credo – come la vicenda tragica dell’Ordine del Tempio sia stata usata per altri fini. I Templari erano innocenti membri di un Ordine monastico-militare che non ebbe mai a che fare con segreti anti-cristiani e non ebbe tesori, che poi sono andati a finire chissà dove, non scoprì l’America, non fu precursore della Massoneria, ecc.

Non è storia, ma romanzo; però gli autori di questi testi non lo dicono e presentano il loro dettato come storia.

Qual è, a suo avviso, il personaggio storico che oggi riscuoterebbe maggior successo nel pubblico e perché?

Non c’è alcun dubbio: Fidel Castro. Personalità complessa o forse camaleontica, almeno all’inizio. Partito come allievo dei Gesuiti, cattolico moralista, diventò un personaggio grazie ai giornali americani che ne parlarono come di un idealista che voleva spazzare via da Cuba il marciume della dittatura di Batista, con la sua corruzione, il gangsterismo, il traffico di droghe, la prostituzione, ecc. Poi, raggiunto il potere, si palesò comunista e si accordò con Kruscev. E, poi, ci sarebbero da accertare i suoi rapporti col culto del voodoo; lui, ateo e materialista, credeva veramente nel voodoo, per cui si faceva benedire tutti i giorni dai santoni del baron Samedi, in nome di Satana, per conservarsi in buona salute? Non saprei rispondere.

Dopo tanta storia, uno sguardo al futuro. Quali sono i prossimi progetti che la vedranno coinvolto?

In verità, l’editore dottor Roberto Russo di Graphè vorrebbe che io scrivessi, per la collana “Condottieri”, un saggio su D’Annunzio poeta soldato, oppure su Rommel, la volpe del deserto. Ma, intanto, ho molti materiali, saggi e traduzioni, di letteratura neo-greca (raccolti quando insegnavo Filologia grecomedievale e neogreca alla “Federico II”), che vorrei venissero alla luce. Da quando sono in pensione, ho più tempo per mettere a computer vecchie ricerche, previo aggiornamento bibliografico. Si vedrà.

Mendes Biondo

Il libro è acquistabile al link http://www.graphe.it/scheda-libro/roberto-romano/riccardo-cuor-di-leone-9788893720007-369606.html

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