Tektime – Tradurre i propri romanzi ai tempi di StreetLib Selfpublishing

StreetLib stringe una mano importante: quella di Tektime. Di cosa si tratta nello specifico? di un servizio di traduzione dei testi pubblicati sul portale in modo da permettere agli autori esordienti e autopubblicati di lanciarsi sul mercato internazionale. Come al solito quelli di RAMINGO! hanno voluto vederci chiaro e sono andati ad intervistare Danilo Clementoni, titolare dell’Azienda Tektime. Ecco quali sono le novità che coinvolgeranno tutti gli autori StreetLib che decideranno di far parte del progetto lanciato con Tektime.

Partiamo con una domanda classica che si fa a tutti coloro che lavorano nel settore della traduzione: tradurre è davvero tradire?

Io credo che dare la possibilità a tanti autori di tradurre le proprie opere in altre lingue sia una delle migliori opportunità che abbiamo tutti noi, per riuscire a comprendere un po’ di più la cultura di tanti popoli che non conosciamo e che, a volte, ci spaventano. La vera integrazione tra persone di diverse culture e nazionalità si ottiene solo dalla conoscenza reciproca di usi, costumi, religioni, modi di vivere e di pensare. La globalizzazione ha, per certi versi, ridotto distanze e tempi di comunicazione ma molto spesso sembra aver allontanato le anime. Leggere e comprendere opere provenienti da altre realtà, credo possa essere un mezzo più che valido per aiutare tali anime a riavvicinarsi.

Ci parli meglio del progetto Tektime. Da cosa nasce e come può essere utilizzato dagli autori?

Io stesso, nel mio piccolo, sono un autore e dopo aver scritto la mia prima trilogia, ho sentito l’esigenza di far conoscere il mio pensiero a più persone possibili. Purtroppo, dato che in Italia si legge sempre di meno, ho pensato di diffondere i miei libri nel mercato globale. Ovviamente, mi sono subito dovuto confrontare con i, giustamente elevati, costi di traduzione. Da lì è nata l’idea: perché non cercare qualcuno disposto a condividere con me il mio sogno e ad investire un po’ del suo tempo e delle sue conoscenze linguistiche nella traduzione dei miei libri? Il lavoro di traduzione deve essere ovviamente retribuito e ho pensato a questo sistema innovativo che prevede la suddivisione dei proventi delle vendite dei libri tradotti, tra autore e traduttore, a scaglioni variabili in funzione del fatturato. Sembra complicato ma, in realtà, chi traduce riceve inizialmente la maggior parte dei ricavi (75%) per poi gradualmente scendere, con l’aumentare delle vendite, fino al 10%, per tutta la durata del contratto (minimo cinque anni). Inoltre, gli autori possono anche (opzionalmente) stabilire un “contributo traduzione” e cioè, un importo che il traduttore percepirà comunque, anche se le vendite del libro non dovessero essere quelle sperate.

Come hanno cambiato il panorama delle traduzioni le nuove tecnologie? I traduttori automatici quanto possono essere utili per un autore che vuole tradurre in un’altra lingua il proprio romanzo?

I traduttori, attualmente, hanno a disposizione diversi software professionali che aiutano di molto il loro lavoro, ma non sto certo parlando di sistemi di traduzione automatica che, ad oggi, presentano ancora molti limiti e lacune. Il traduttore, che preferibilmente dovrebbe essere madrelingua, sa come intervenire e anche migliorare un testo, adattandolo alla propria lingua. Nessun traduttore automatico può, attualmente, fare una cosa del genere.

Qual è la lingua più richiesta per le traduzioni e, se è successo, quella più improbabile?

Ovviamente, la lingua inglese è sempre la più richiesta perché gli autori pensano che possa essere la più letta nel mondo. In realtà, dalla nostra piccola esperienza, crediamo non sia affatto così. Da statistiche recenti, sembrerebbe addirittura che i lettori anglofoni leggano solo il 3% dei libri tradotti da altre lingue. Chi invece non è anglofono preferisce sicuramente leggere opere nella propria lingua, nessuna esclusa.

Qual è la maggior difficoltà per chi traduce, nel momento in cui si mette a contatto con un testo letterario o poetico?

Credo che la difficoltà più grande sia quella di entrare nella mente dell’autore e cercare di esprimere, nella lingua verso cui sta traducendo, tutti i concetti e le emozioni che l’autore stesso avrebbe voluto trasmettere. La traduzione, se fatta con coscienza, è una professione difficilissima. Chi ha la padronanza di più lingue ha da me il rispetto più assoluto.

Guardiamo al futuro. Cosa c’è di nuovo nei laboratori Tektime?

Quello che stiamo cercando di fare è di essere il più vicino possibile ad autori e traduttori, evitando di lasciarli da soli in questo delicato cammino della traduzione di un’opera. La tecnologia è vero che dà un grande aiuto ma, di contro, tante persone non riescono a sfruttarla a pieno e si imbattono in innumerevoli difficoltà. Basti pensare quanto possa essere complicato realizzare una copertina accattivante di un libro o a come convertire in e-book un documento scritto, spesso con molte difficoltà, con un word processor. Noi siamo sempre al fianco dei nostri autori e dei nostri traduttori e mettiamo a loro disposizione tutta la nostra professionalità e competenza, per fare in modo di ottenere un risultato finale il più soddisfacente possibile per tutti.

I progetti futuri si basano sostanzialmente sul miglioramento continuo del nostro servizio e sull’integrazione, sempre più profonda, con le attuali piattaforme di distribuzione e di vendita dei libri. In avvio c’è la nostra libreria on-line dove saranno distribuite direttamente le opere tradotte, in modo da ridurre il più possibile i costi di vendita ed aumentare di conseguenza i ricavi dei nostri utenti. Siamo in continua evoluzione, sempre pronti ad ascoltare le esigenze e i suggerimenti di tutti. Ci sentiamo un po’ come una grande famiglia, composta da persone che provengono da tutto il mondo. Cosa c’è di più bello?

Mendes Biondo

Per saperne di più potete visitare il sito  di StreetLib https://www.streetlib.com/it/ oppure sul sito di Tektime http://www.traduzionelibri.it/default.asp

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