La cifra corretta – Recensione del romanzo di Simone Palmanti

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Oggi vi voglio parlare del nuovo romanzo di Simone Palmanti intitolato “La cifra corretta”. Devo ammettere si tratti di una lettura molto scorrevole e di una trama molto agile da affrontare e questo è un punto a favore, specie trattandosi di un esordiente che ha preferito concentrarsi su una storia che potesse gestire al meglio anziché lanciarsi in mirabolanti trame che lo avrebbero fatto perdere qua e là per la storia.

“La cifra corretta” è la storia di un omicidio che viene camuffato da suicidio e intorno a questo caso gravitano tutti i personaggi della storia compresi quelli di Antonio e Raffaele, che avranno il compito di condurre le indagini.
Questi due investigatori hanno dalla loro l’essere stati impreziositi delle battute in lingua spagnola, nel caso di Antonio, e in dialetto ligure per quel che riguarda Raffaele. Mi fa piacere quando gli scrittori osano in questo modo in quanto credo che il linguaggio di un romanzo vada costruito passo passo e debba essere un sunto di quello che è lo scrittore che gli dà vita. Ammetto che potrebbe essere ostico per coloro che non riescono ad intendere lo spagnoleggiante di Antonio o, tutt’al più, il dialetto stretto di Raffaele ma credo che, come per Camilleri, si tratti di farsi “l’orecchio” e di esser capaci d’interpretare quello che i personaggi stanno vivendo. Scrivere in linguaggi fuori dall’ordinario crea quindi un ponte empatico obbligatorio al fine di comprendere la situazione.
Ma torniamo alla trama, in particolare a quando un ragazzo, del quale non faremo il nome per non rovinare la sorpresa ai lettori, si mette a ricercare un pezzo della propria vita molto importante arrivando a scomode rivelazioni. Scomode a tal punto che verrà ucciso affinché queste ultime non possano uscire dalla sua bocca.
Ciò che impreziosisce ulteriormente la trama è la collaborazione che si viene a creare tra i personaggi dei due fratelli altoatesini che assieme ad Antonio e Raffaele condurranno l’indagine con l’aiuto di un tranquillo impiegato di una azienda di trasporti internazionali ed una rampante ragazza dai capelli rossi.
Uno degli elementi che sta dalla parte del romanzo è il suo ritmo spedito e coinvolgente, come già le prime pagine provano, portando il lettore direttamente nel mezzo dell’azione. L’unica vera pecca? La storia finisce di colpo, forse un po’ troppo frettolosamente, ma a tutto si può porre rimedio. Basta aspettare il prossimo libro di Simone Palmanti.
Mendes Biondo

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