Sviluppi nel caso del giapponese scomparso – Un poliziesco ad alta tensione tra Amsterdam e Tokyo

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Janwillem van de Wetering (Rotterdam 1931), chi è costui? Nel nostro paese è una sorta di Carneade della letteratura poliziesca ma nel proprio paese d’origine, l’Olanda, è uno degli autori contemporanei più conosciuti non solo per i suoi romanzi polizieschi (si è dedicato anche a libri per l’infanzia e sceneggiature teatrali).

Un vero peccato che la fama di questo autore sia limitata al Benelux ed alla Francia, dove ha ottenuto il “Grand Prix de Littèrature Policiére”, in quanto il romanzo che analizziamo “Sviluppi nel caso del giapponese scomparso” è un poliziesco a tinte forti ricco allo stesso tempo di ironia e humor. Pubblicato per la prima volta in lingua originale nel 1977 (con il titolo “Een dode uit het Oosten”), in un periodo di magra per la letteratura gialla e poliziesca in genere, van de Wetering anticipa, di un decennio abbondante, lo stile di Camilleri, Markaris e Izzo.

Una forte caratterizzazione dei personaggi, a cominciare dal sergente maggiore Grijpstra e il fedelissimo sovrintendente de Gier, è il tratto distintivo dei romanzi di van de Wetering. Polizia e investigatori che appaiono non più come i personaggi perfetti del giallo classico alla Agatha Christie, privi di una vita privata propria, ma persone normali e comuni, con i loro pregi e i loro difetti.

Il romanzo si apre ad Amsterdam, non l’Amsterdam turistica di Van Gogh, dei pittori fiamminghi e dei canali ma una città cupa, quasi da noir hollywoodiano. In una giornata invernale grigia e nebbiosa una donna, di nazionalità statunitense entra nel commissariato per denunciare la scomparsa di un uomo, il suo fidanzato, un giapponese di nome Kikuji Nagai. Una faccenda strana ed apparentemente inspiegabile ma che, da subito, apre scenari legati al sottobosco e alla malavita.

Nagai è infatti un uomo d’affari, anzi, un mercante d’arte che viaggia regolarmente tra l’estremo oriente per vendere opere, molto pregiate, nei mercati europei. Quasi da subito Grijpstra e de Gier capiscono che tali traffici sono ben poco puliti, legati al mondo dei ricettatori e non solo. Ma che fine ha fatto questo Nagai? Scomparso, nel nulla, da un lussuoso hotel di Amsterdam…

Siamo nel 1977, un periodo storico molto importante per l’Europa : il boom economico è ormai finito e la globalizzazione non è ancora iniziata, è un periodo di benessere ma la struttura della società è rimasta simile a quella di decenni prima, i due protagonisti infatti vedono il Giappone e l’Estremo Oriente come qualcosa di totalmente alieno per la società olandese (l’immigrazione è un fenomeno quasi inesistente e limitata al continente europeo) al punto che non lesinano una serie di stereotipi e considerazioni che oggi, malgrado siano trascorsi poco più di trent’anni, difficilmente sarebbero riproponibili.

Il giapponese scomparso però non si trova, è forse morto? Improbabile, il suo cadavere non viene trovato da nessuna parte, cosa è successo allora? Grjipstra e de Gier inizieranno un viaggio per le periferie di Amsterdam alla ricerca di contatti e informazioni tra la minuscola comunità asiatica locale, particolarmente divertente è la descrizione dei due protagonisti spaesati nell’unico (!) ristorante giapponese della città, qui scopriranno una pista impensabile, la “Yakuza”, la famigerata mafia del Sol Levante che ha varcato i confini ed ha colpito nella lontanissima e tranquilla Olanda.

Nagai era un membro della “Yakuza” o una sua vittima? Per scoprire ciò i protagonisti finiranno ad indagare direttamente a Tokyo, durante il viaggio e nella stessa metropoli nipponica Grjipstra e de Gier si confronteranno più di una volta sulle enormi differenze tra la società occidentale e quella orientale e le reciproche incomprensioni.

Pubblicato in Italia da TEA Edizioni “Sviluppi nel caso del giapponese scomparso” è un romanzo molto scorrevole che sicuramente verrà apprezzato dagli amanti del giallo moderno, ricco di spunti interessanti a cominciare dal confronto della società europea degli anni Settanta e Ottanta rispetto a quella attuale.

Fabio Mazzari

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