La Giaculatoria – “Gli altri autori esordienti? Non li leggo nemmeno per scherzo!”

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A voi sarà capitato qualche volta, io ho addirittura perso il conto di quanti scrittori mi hanno detto frasi del tipo: “io gli altri non li leggo per scelta, sennò si sporca il mio stile” oppure “leggo solo i classici, perché da quelli si impara veramente”. Insomma di leggersi tra colleghi non se ne parla minimamente.

Eppure, dalla mia esperienza con il mondo anglosassone, se c’è una cosa che ho appreso con piacere e con divertimento è che proprio dallo scambio con gli altri autori e poeti si può crescere e non è certo il contatto con l’altro che “sporca” il nostro stile (specie se siamo autori che faticano ad azzeccare due congiuntivi di fila).

In Italia persiste drammaticamente la figura dello scrittore contro tutti, di chi gioca a chi ce l’ha più lungo e che non vuole minimamente considerare il lavoro altrui. Una sorta di comportamento a la Hemingway dei poveri che non fa altro che creare spocchia e poca considerazione da parte dei lettori.

Se il mercato dei libri è così drammaticamente arrugginito nello Stivale è anche perché chi si dovrebbe occupare di leggere per mestiere – ovvero gli scrittori e i letterati – non fanno altro che andare a prendere miriadi di edizioni compassate di classici triti e ritriti e non provano a fare il salto nel buio.

Solo così è possibile rimettere in circolo la propria opera: accaparrandosi quella degli altri. Creare gruppi dove gli autori si leggono tra di loro e si danno una mano vicendevolmente. Dopotutto non state gareggiando per vincere la Parigi-Dakar e pensare che la cultura e la letteratura corrispondano ad una corsa al primo posto vuol dire non aver capito assolutamente nulla di letteratura e cultura.

A molti autori ho consigliato di evitare di mostrare i propri “muscoli” e di affrontare la scrittura in maniera più umana. Stiamo tutti passeggiando amabilmente sul bagnasciuga dell’arte, cerchiamo di non rendere il tutto un inferno.

Soprattutto, uscendo dall’ambito economico, “sporcarsi” con i testi degli altri vuol dire crescere, sviluppare un sano senso critico e non affrontare il proprio collega – perché è questo quello che siamo – come una tigre da abbattere ma come un forziere da aprire a tutti i costi per arricchirsi del sapere che ci può dare.

Mendes Biondo

 

Un pensiero su “La Giaculatoria – “Gli altri autori esordienti? Non li leggo nemmeno per scherzo!”

  1. Sandra ha detto:

    Quella roba lì di non leggersi tra noi si chiama rosicamento, che un po’ ci sta, anch’io vorrei pubblicare con Minimum Fax per dire, anche se sono felice dell’editore attuale, ma nel complesso ho semplicemente passato dei gran bei momenti leggendo autori esordienti/emergenti assimilabili a me che magari hanno avuto un percorso diverso, risultati più bravi, magari eh sono più bravi di me, oppure si è creata una congiunzione differente perché l’editoria è strana. E se leggessi solo classici, solo stranieri, solo premi Pulitzer me li sarei persi.

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