Pratiche dello Yajè – Fare editoria alternativa? Un’avventura piacevole e stimolante

wp_20151113_11_54_58_pro

In Italia le realtà che fanno libri artistici ed autoeditoria sono poche e spesso faticano contro un sistema pensato interamente per privilegiare le grandi produzioni. Nonostante ciò ci sono comunque progetti, stamperie, case editrici ed artigiani che non mollano e proseguono un cammino fatto di creatività e ricerca dei materiali e concettuale. Uno di questi è Paolo Cabrini di Pratiche dello Yajè con il quale abbiamo chiacchierato e che ci ha raccontato i suoi prossimi sogni nel cassetto.

Pratiche dello Yajè recupera tutto ciò che è editoria artigianale. Come mai questa scelta e quali risultati, in termini di pubblico, ha portato?

Il fenomeno dell’autoeditoria o editoria artigianale non è una cosa recente, già dagli anni 60 si inizia a praticare l’autoproduzione editoriale attraverso il Fanzine una sorta di auto-pubblicazione personale a divulgazione limitata. Gli ambienti dove circolavano queste auto-pubblicazioni erano soprattutto ambienti di contestazione politica o ambienti di matrice libertaria, o nel contesto musicale, come i Punk negli anni 80. Nell’insieme questo fenomeno storico delle autoproduzioni col tempo ha contribuito a generare una cultura underground che in questi ultimi anni sta iniziando a farsi conosce e essere presente sulla scena culturale europea. Diciamo che la scelta di accostarsi all’autoproduzione e all’artigianalità editoriale nasce da una forte esigenza di libertà creativa e ideologica. Come Editore so di avere una linea e spesso mi è capitato di realizzare collaborazioni solo con coloro che condividono i miei intenti. Non mi sento di lavorare con tutti. Perché uno dei principi da rispettare nelle autoproduzioni è proprio lo stile. Basta frequentare un po’ di mercatini alternativi dove s’incontrano queste pubblicazioni, per apprezzarne i singoli stili. Ad esempio io ho una passione per la xilografia e la tipografia e ho cercato di caratterizzare Pratiche dello Yajè con queste due tecniche. Fino ad approdare alla realizzazione di manifesti che mischiano la tecnica dell’incisione a rilievo con la composizione tipografica. Il risultato è qualcosa di esaltante. L’uso di immagine e testo mi riporta ai primordi dell’esperienza tipografica e della stampa in generale. L’impegno nella progettualità del manifesto è notevole soprattutto sulla scelta dei contenuti e i messaggi che si desiderano trasmettere, questa forma la trovo congeniale per il mio carattere provocatore. Il pubblico che apprezza questa nuova forma di artigianalità grafica e manuale è vario, per esperienza non è standardizzato o etichettato da una forma ideologica particolare.

ex-voto-pratiche-dello-yajc3a8-1

Secondo lei cosa manca all’editoria contemporanea per essere accattivante nei confronti dei lettori?

Quello che manca all’editoria contemporanea è la libertà di agire come una casa editrice in autoproduzione. Per una casa editrice ufficiale e registrata è necessario preoccuparsi di costi e ricavi che necessariamente non rendono liberi nelle scelte e nel fare editoriale. Per mio conto mi piace pensare che un editore debba fare cultura e scegliere i suoi autori o collaboratori sul rispetto di un proprio impegno culturale, è ovvio che questo pensiero è utopico ai giorni nostri. L’esigenza commerciale finisce poi per dettarne le regole.
Un editore ha un ruolo importante a livello sociale e a proposito penso agli editori italiani come Vallecchi o Sheiwiller, per ricordarne alcuni a me preferiti che hanno fatto storia e cultura. Una volta un editore sapeva scegliere liberamente ciò e chi voleva pubblicare senza avere problemi di scelta pilotata a causa di esigenze commerciali. Ma soprattutto dietro cerano le capacità e le competenze, penso a Cesare Pavese per Einaudi. Un panorama interessante che sta emergendo oggi è quello delle case editrici indipendenti, ne cito qualcuna: Stampa Alternativa, La Vita Felice, Minimum Fax, Chiare Lettere, Acquaviva e altre ancora che vorrei citare perché meravigliose ma si allungherebbe notevolmente l’elenco.

Tra le tante cose, Pratiche dello Yajè fa anche dei laboratori per imparare le tecniche di stampa. Quali sono state le principali difficoltà e le più grandi soddisfazioni?

Sì! I laboratori sono un punto forte di Pratiche dello Yajè, per trasmettere il valore dell’artigianalità e della comunicazione attraverso mezzi antichi e ancora apprezzati. Questo lo ritengo un’aspetto originale del fare editoria. Poi con alcuni laboratori ho riproposto il fare poetico attraverso la collanina Labor Rimae una scelta culturale che portasse i partecipanti a concepire il valore della poesia visiva. Nei miei laboratori cerco di trasmettere la mia passione ed esperienza incisoria maturata nel contesto di una bottega d’arte da più di 20 anni, per apprendere la xilografia, l’arte di incidere una matrice in legno e avere a disposizione uno strumento comunicativo diverso dal computer ma ugualmente efficace. La mia proposta di realizzare manifesti è una nuova sfida. La storia del manifesto xilografico o tipografico è risaputa. In poco spazio deve risolversi un tutto di immagine e parola. Molti movimenti rivoluzionari hanno usato tale mezzo per diffondere in maniera capillare idee e provocazioni quasi al livello di un social network. Le soddisfazioni che poi si raccolgono al termine di ogni workshop sono immense e alla fine aver lavorato con passione insieme mi accorgo che sono sempre i partecipanti a darmi molto.

14233087_10210534294696625_360650952038479123_n

Tra tutte le formule laboratoriali proposte qual è la più richiesta e, secondo lei, perché?

Quella del workshop di Fanzine. Un laboratorio su come impostare la pubblicazione di un Fanzine, i materiali, i metodi, le tecniche di stampa e quant’altro. È uno dei più richiesti anche nelle biblioteche comunali dove mi è capitato più volte di realizzarlo. Un po’ anche perché il costo è accessibile a tutti, rispetto a quello dedicato alla xilografia e realizzazione di un manifesto. Questo più impegnativo e professionale, della durata di due giorni.

Il modo di ragionare nella progettazione xilografica è totalmente diverso dall’uso dei programmi di grafica utilizzati dalla maggior parte degli illustratori. La manualità restringe i campi di effetti grafici ma aumenta le possibilità e le stimolazioni creative di comunicazione.

Da anni porto avanti un progetto Fanzine dal titolo “Il Coazon de la val” nato nel ricordare un personaggio leggendario ed emarginato della Vallassina di fine ‘800. Uno scemo da villaggio che è diventato l’esempio della emarginazione culturale non solo di una valle ma di una intera nazione.

I contenuti di questo fanzine sono spesso provocatori, surreali e grotteschi spesso mi servo di collaborazioni ma ultimamente si è costituita una redazione di sole due persone dal buffo nome I Beati Paoli (Paolo Cabrini e Paolo Triulzi) la diffusione di questo Fanzine è del tutto gratuita in quanto scaricabile dal sito fanzineditalia.it e Issuu.

lomogram_2017-01-18_12-20-09

Dare vita ad un libro come i suoi, oggi, che valore ha?

L’importanza è nel ritorno a qualcosa di prezioso e unico, diciamo per pochi e appassionati, non per riferirmi ad un élite ma perché le tirature sono molto poche e ogni esemplare è curato personalmente. L’autoeditoria si discosta un po’ dalla produzione del Libro d’Artista che vedo più nell’ambito della produzione singola di un artista sia figurativo che plastico.

Una scelta come la sua comporta una difficoltà in termini di distribuzione. Dove possiamo trovare i libri delle Pratiche e quali sono i punti che generalmente richiedono di più questo genere di lavori?

Uno dei punti deboli delle autoproduzioni editoriali è quello della diffusione delle proprie produzioni. Agli albori era semplicemente superato dal desiderio di divulgarlo tra la stretta cerchia di amicizie e soprattutto dal suo significato fortemente alternativo e di contestazione rimaneva molto nel sottofondo. Ma le cose negli ultimi anni sono cambiate, per alcuni è diventata quasi una professione dove investire tutto se stesso ed ecco che oltre a piccole librerie indipendenti su cui appoggiarsi, con i malditesta dei conti vendita, si trovano ottime alternative nei portali come Etsy per citarne uno. Interamente dedicati al Handmade o al DIY (Do It Yourself) qui ogni singolo produttore si mette in una vetrina virtuale e sta tutto alla propria bravura vendersi.

nosocomio-pratiche-dello-yajc3a8

Un occhio al passato che guarda al futuro. Quali sono i prossimi progetti che coinvolgeranno le Pratiche dello Yajè?

Le Edizioni Pratiche dello Yajè sono nate come un progetto editoriale alternativo nel 2007, dove lo slogan è “Parole Oltre”, proprio come vuole la sostanza allucinogena Yajè che gli sciamani indios della selva Amazzonica utilizzano proprio come esperienza spirituale dell’oltre. Ultimamente Pratiche dello Yajè si sta dirigendo verso una sintesi della parola e dell’immagine che ha trovato congeniale nella realizzazione propria del manifesto tipografico e xilografico. Il mio più grande desiderio è quello di creare un luogo dove incontrarsi, fare cultura con le persone interessate e riavvicinare molti alla poesia visiva, alla xilografi e tipografia considerandola come una nuova forma di comunicazione provocatoria e ironica. Ho la fortuna di vivere in un paesino della Vallassina (alta Brianza) Lasnigo, un luogo old west, dove sembra di essere precipitati in una dimensione patafisica e surreale, ma dove certamente tutto è ancora possibile. Lontano dalle metropoli il tempo si è arrestato, è come se il resto del mondo ti avesse dimenticato. Invito chiunque a contattarmi e venire a trovarmi.

Mendes Biondo

Per chi volesse saperne di più può trovare le Edizioni Pratiche dello Yajè a Lasnigo (CO) e a Milano in Via Varè 28 Fb Paolo Cabrini o Officina Stampa Alternativa www.pratichedelloyaje.wordpress.com oppure mandando una mail a paolo.cabrini67@gmail.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...