La meccanica del cuore – Atmosfere burtoniane in una favola moderna

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È possibile che un cantante rock si cimenti nella scrittura e che scriva uno dei romanzi più belli e delicati degli ultimi anni? La risposta è sì, dopo aver letto “La meccanica del cuore” di Mathias Malzieu. L’autore (Montpellier 1974), ex cantante del gruppo rock francese Dionysos ha dato alle stampe nel 2012 questo romanzo (titolo originale “Jack et la mécanique du coeur”), pubblicato in Italia da Feltrinelli lo stesso anno.

“La meccanica del cuore” è stato inizialmente catalogato come un romanzo destinato ai ragazzi. Nulla di più falso, nelle sue appena 142 pagine Mathias Malzieu esprime, attraverso un linguaggio all’apparenza semplice, tematiche profonde e reali, anche se stiamo parlando di un romanzo di genere fantasy che si potrebbe sotto catalogare nello steampunk. La trama non può che richiamarci al maestro del fantasy, anche se cinematografico, Tim Burton, la cui influenza sull’opera di Malzieu è piuttosto evidente.

Siamo nell’inverno 1874, ad Edimburgo nel Regno Unito, il romanzo ci spiega da subito che è il giorno più freddo dell’anno, anzi del secolo, a memoria d’uomo nessuno si ricorda un gelo simile, le fontane e il fiume sono ghiacciati e le strade ricoperte dal manto bianco della neve. In questa freddissima notte viene alla luce un bambino, Jack, che nel corso del romanzo racconterà la sua storia parlando in prima persona.

Jack è all’apparenza un neonato come tanti altri ma, venire al mondo in quel giorno così freddo segna per sempre la sua vita, Jack infatti nasce con il cuore congelato! La madre di Jack, di cui non sappiamo mai il nome nel corso della storia, partorisce nella villetta della “dottoressa” Madeleine, una donna particolare che la gente del posto accusa di stregoneria. La villetta è infatti un centro di parti clandestini, da parte di prostitute, donne molto povere o ragazze giovanissime. Tutte non vogliono o non possono tenere i loro bambini, e la madre di Jack è tra queste. Madeleine, grazie ad una “stregoneria”, aggiusta il cuore di Jack impiantandogli… un orologio che fa funzionare il suo cuore!

Il racconto prosegue poi via via nel corso degli anni, nella villa di Madeleine arrivano famiglie della Edimburgo bene che vogliono adottare bambini, lei presenta più volte Jack ma l’incredibile meccanismo che gli permette di far funzionare il cuore (Malzieu ci spiega che parte dal torace e arriva al polmone) spaventa tutti gli aspiranti genitori. Passano così gli anni e quando Jack ha ormai cinque anni Madeleine, che ormai si era affezionata a Jack, decide di adottarlo. Attraverso questa storia paradossale Mathias Malzieu ci introduce al mondo della “diversità”, il “difetto” di Jack lo rende indesiderabile agli adulti che cercano invece bambini “normali” da adottare. La mente ci richiama (ed ecco ancora una volta che fa la sua comparsa) al film di Tim Burton “Edward mani di forbice”, dove un ragazzo era nato con delle spaventose cesoie al posto delle mani e per questo spaventoso e inaccettabile da parte della società.

Madeleine crede di aver realizzato, tramite l’incredibile cuore artificiale, un bambino senza sentimenti, in modo che egli non possa soffrire. Jack frequenta normalmente la scuola e per i primi anni non succede nulla. Al compimento del decimo compleanno però qualcosa cambia per sempre la vita: assiste ad uno spettacolo, si esibisce una cantante andalusa, Miss Acacia e d’improvviso il cuore-orologio di Jack inizia a battere sempre più forte finché non esce dal suo torace un cucù, creando il terrore tra le persone presenti. Jack non è privo di sentimenti e, anzi, ha scoperto l’amore.

La passione per Miss Acacia lo porterà, qualche anno dopo, ad intraprendere un lungo viaggio dalla Scozia all’Andalusia, dove avrà come compagno di viaggio nientemeno che il futuro regista George Meliés, considerato il padre del cinema delle attrazioni e del cinema di fantascienza (il grande regista francese è stato anche il soggetto del recente film di successo “Hugo Cabret” di Martin Scorsese). Un viaggio che ci farà conoscere nel profondo Jack fino al commuovente finale di questa bella e delicata favola moderna.

Fabio Mazzari

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