L’enigma di calle Arcos – Un thriller a passo di tango

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Buenos Aires, ottobre del 1932, nella terza pagina del quotidiano “Crìtica” viene pubblicato il primo capitolo di un romanzo a puntate. Niente di strano fino a questo momento, in quegli anni la terza pagina dei quotidiani veniva normalmente dedicata alla cultura, alla letteratura e, appunto, alla pubblicazione di romanzi a puntate. La pubblicazione che prese il via il 29 ottobre di quell’anno, però, non fu il classico romanzo anglo-americano tradotto in spagnolo, ma un caso letterario rimasto ancora oggi un enigma.

Trovandoci davanti ad un enigma mai titolo fu più azzeccato “L’enigma di Calle Arcos” venne lanciato dal quotidiano bonaerense come «il primo romanzo poliziesco argentino» scritto da un tale Sauli Lostal (nome da tenere bene a mente).

La trama del romanzo, di ottima fattura dalla prima all’ultima pagina, classifica subito temporalmente l’opera, siamo negli anni trenta, l’era d’oro del romanzo giallo e siamo davanti al più classico, ma allo stesso tempo più affascinante, schema del thriller: l’enigma della scatola chiusa.

Siamo a Buenos Aires, nel quartiere di Belgrano, il quartiere “bene” della metropoli argentina, abitato prevalentemente dalla classe medio-alta. Il romanzo introduce dalle primissime righe il protagonista che ci accompagnerà per tutte le duecentocinquanta pagine del romanzo, Horacio Suarez Lerma. Horacio è il classico uomo comune, squattrinato e con qualche stranezza, che grazie però al suo ingegno riuscirà a sbloccare i nodi della matassa proprio quando la polizia brancola nel buio. Horacio è un giovane giornalista, di venticinque anni, redattore di cronaca nera del quotidiano “Ahora”, il cui lavoro è spesso di grande aiuto per l’amico Oscar Lara, commissario della polizia di Belgrano.

Proprio in quel quartiere, nella notte tra il due ed il tre agosto, durante una nottata particolarmente fredda e piovosa (siamo nell’emisfero australe, agosto è un mese invernale) avviene qualcosa di apparentemente inspiegabile. Un uomo, qualificatosi come Juan Carlos Galvan, telefona al commissariato denunciando che non aveva notizie della moglie e temeva per la sua vita. Il fatto strano è che la moglie non era scomparsa nel nulla, ma si trovava nella sua stanza in una villetta signorile di Calle Arcos, chiusa sia dall’interno che dall’esterno e non dava segni di vita.

Giunti nella villetta, Suarez Lerma e Lara riescono a sfondare la porta e si trovano davanti uno spettacolo orribile: Elsa Galvan, moglie di Juan Carlos, si trova distesa nel letto, completamente coperto di sangue, sgozzata da un enorme taglio che va dal lato destro a quello sinistro del collo. Vicino a lei, giace morto, in un modo anch’esso inspiegabile (gonfio e rigido), Prinz, il cane di casa. Una lettera, scritta apparentemente dalla defunta, sembra far propendere il tutto per un suicidio ma… un colpo di scena dimostrerà che tale suicidio era impossibile da compiere. Chi ha ucciso dunque Elsa Galvan? Come è riuscito a farlo dato che la stanza era chiusa sia dall’interno che dall’esterno? Perché è stato avvelenato il cane di casa? Una serie di interrogativi che vedranno brillare la fervida intelligenza del giovane cronista.

Ma “L’enigma di Calle Arcos” è esso stesso un mistero letterario. Come detto all’inizio l’autore è Sauli Lostal… Ebbene Sauli Lostal non è mai esistito, nessuna anagrafe di Buenos Aires ha mai registrato questo nome. Uno pseudonimo quindi, ma perché l’autore, nonostante il successo del romanzo non si palesò mai? Dopo anni di ricerche, finalmente, negli anni Ottanta il mistero venne (almeno in parte) risolto: Sauli Lostal altri non era che Juan Luis Borges, il più grande scrittore argentino di tutti i tempi che si cimentò nella scrittura di un romanzo poliziesco. Sebbene non confermata tale ipotesi è oggi quella più accreditata e vogliamo credere che nelle avventurose pagine del romanzo ci sia la mano del maestro.

“L’enigma di Calle Arcos” è stato pubblicato per la prima volta in versione integrale, compreso di illustrazioni originali, alla fine del 2013 dalla casa editrice “Arti Grafiche La Moderna” di Roma.

Fabio Mazzari

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