La Cappella Nera – Ecco il capitolo conclusivo de “La saga del Pozzo” di Gianluca Turconi

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Il Tempo e la Morte sono confini che si possono violare. Ne è cosciente Walbert Tredita, personaggio principale del romanzo “La Cappella Nera” scritto da Gianluca Turconi e capitolo conclusivo della Saga del Pozzo. Walbert è il guerriero sassone Pelle-di-lupo che guida gli ultimi sopravvissuti dei Popoli del Nord – Franchi, Celti e Sassoni – che nel IX secolo d.C. hanno trovato rifugio in Irlanda, nel regno di Osraige.

Essi fuggono dai Risorti, coloro che hanno eluso la vera morte grazie al potere smisurato del loro Signore, il Demone dai Cento Nomi, come viene chiamato l’uomo che li controlla, perché al momento del suo Ritorno nel Tempo si nascose dietro la falsa identità di Loki, il Dio ingannatore, e molti altri appellativi, ignaro egli stesso della propria origine.

Quei pochi superstiti in terra d’Irlanda sanno di essere condannati all’estinzione, non solo perché dal cielo ha ricominciato a cadere la Manna dei Risorti, la sostanza che rianima i defunti, ma anche a causa della Maledizione dei Nati, l’inspiegabile evento che non permette alle madri di partorire figli vivi. Ogni speranza pare ormai perduta, in vista dell’ultima battaglia campale contro le schiere del Signore dei Risorti.
Tuttavia, in altri luoghi e in altri tempi, uomini e donne coraggiosi lottano affinché il Signore dei Risorti non abbia la meglio.

A Konstantinoupolis, Harald Haraldsson, mercenario vichingo della Guardia imperiale bizantina sopravvissuto insieme al fratello alla calamità sovrannaturale che ha travolto l’Europa medievale, è impegnato nella caccia a Fenrir, il mutaforma figlio di Loki, in possesso di uno strumento per uccidere il padre: la Pietra che conserva una traccia del suo sangue, perduto prima che la sua natura si rivelasse. Per aiutarlo nell’impresa, gli è stato affidato un prigioniero con poteri eccezionali e un destino particolare. Si tratta dell’ultimo bambino nato vivo sulla Terra, un Sassone di cui i sacerdoti del suo popolo ebbero così tanta paura da forgiare una Catena munita di sigilli runici che lo soggiogassero.
Eppure, qualcosa di inaspettato si inserirà in quest’epica lotta. E se il Signore dei Risorti non fosse il nemico più pericoloso, ma qualcosa di ignoto avesse violato il Tempo, a partire dal XX secolo della Guerra Fredda tra USA e URSS, approfittando del Creato in disfacimento generato dall’esistenza del negromante e perseguendo propri fini?

Per opporsi a questa nuova minaccia, non rimarrebbe altro da fare che comprendere quanto è scritto sul Muro dei Ricordi alla Cappella Nera, la dimora scelta dal Signore dei Risorti a Konstantinoupolis. È una frase breve, ma dal significato molto ambiguo, destinata a tutti coloro che ancora credono nella salvezza dell’Umanità, in qualunque tempo e luogo vivano: “Seguite il bambino, egli sa”.

Gianluca Turconi nasce a Monza nel 1972. Ha effettuato studi linguistici e giuridici, e attualmente vive e lavora in provincia di Monza. Arrivato nel 2004 alla decisione di dedicarsi al mercato editoriale professionale, tra le sue opere appartenenti al genere fantascientifico e di politica futuristica è da ricordare «Alveare e dintorni» (Edizioni Di Salvo/Divisione TracceDiverse, 2005 – ora disponibile in seconda edizione e pubblicata per il mercato spagnolo dall’Asociación Alfa Eridiani col titolo de “La Colmena y sus Alrededores”), antologia di racconti che raccolgono, tra umorismo e drammaticità, uno spaccato di un futuro possibile, nonché «L’Altare» (2011, Delos Books), opera horror dal sapore lovecraftiano.

Il romanzo è acquistabile al link https://www.amazon.it/Cappella-Nera-Saga-Pozzo-Vol-ebook/dp/B01MXWU3WB/

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