Il veleno dell’oleandro – Un mistero familiare in terra di Sicilia

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Pedara, immaginario paese dei Monti Iblei, nel cuore interno della Sicilia, è lo scenario che fa da sfondo ad un’intricata vicenda famigliare nel romanzo “Il veleno dell’oleandro” di Simonetta Agnello-Hornby, pubblicato nel 2013 da Feltrinelli.

L’autrice, Simonetta Agnello-Hornby (Palermo 1945) è sicuramente una delle scrittrici italiane contemporanee più interessanti. Anche questo romanzo, come la maggior parte dei suoi libri, è ambientato in Sicilia e vede ruotare la storia attorno ad una vicenda famigliare. La Sicilia – la regione italiana più estesa, complessa e forse più “europea” del nostro paese – è il collante, attraverso le sue contraddizioni, in particolare quelle delle famiglie nobili dell’isola, di molti romanzi della Agnello.

Ne “Il veleno dell’oleandro” anche se non esplicitamente espresso, Simonetta Agnello-Hornby ha inserito diversi punti autobiografici. A cominciare dal luogo iniziale di dove si svolgono le azioni, la tenuta dell’immaginaria Pedara, circondata da antichi e magnifici oleandri, dimora di una storica famiglia nobiliare locale (la stessa autrice è figlia del Barone Francesco Agnello, discendente di una nota famiglia della nobiltà del Regno delle Due Sicilie).

In questa tenuta si ritrovano, dopo anni di rapporti interrotti, i tre fratelli Carpintieri, giunti al capezzale della zia Anna, ormai in punto di morte e colpita da una grave malattia che le provoca improvvisi vuoti di memoria e attacchi di demenza. Il rivedersi dopo anni di Mara e Giulia (le nipoti di Anna) e Luigi (figlio naturale di Anna) sarà la causa di progressivi rancori mai messi da parte dai tre fratelli e soprattutto la ragione scatenante di una guerra per l’eredità particolarmente sgradevole, che inizia addirittura mentre l’anziana zia è ancora in vita. Oltre ad Anna e i tre nipoti il personaggio fondamentale su cui ruota il romanzo è Benedetto, per tutti Bede, il factotum della tenuta dei Carpintieri e della stessa Anna. Bede, un giovane uomo molto bello e fascinoso, sembra nascondere un segreto davvero inconfessabile, soprattutto per l’ambiente in cui vive. Quale segreto?

Nelle pagine del romanzo Simonetta Agnello-Hornby tocca, e questo differenzia “Il veleno dell’oleandro” dalla maggioranza dei romanzi precedenti dell’autrice, una serie di argomenti spinosi: la presenza della mafia, l’immigrazione clandestina, l’anoressia e, soprattutto il sesso, presente in diversi punti del romanzo ma mai in modo morboso od esplicito.

Simonetta Agnello-Hornby ha il pregio, in questo romanzo, di entrare nel mondo del torbido senza mai andare a trattarlo in modo morboso. “Il veleno dell’oleando” è quindi un romanzo di intensa drammaticità dalle fosche tinte noir che ha diviso in maniera netta la critica. Decisamente consigliato agli amanti dei romanzi a tinte forti e a chi vuole conoscere di più della società e delle famiglie del Mezzogiorno.

Fabio Mazzari

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