Anno Bisestile – Violenza sulle donne e storie vere all’Atelier des Arts

9788868671426_0_0_768_80.jpg

Nell’intento di onorare pienamente la “Giornata internazionale della donna”, domenica 19 marzo 2017 alle ore 18.00, Gilgamesh Edizioni e Ramingo Blog organizzano un incontro con la scrittrice Lidia Masci che presenterà il suo romanzo storia vera Anno Bisestile all’Atelier des Arts di Via della Mainolda, 19 a Mantova.

Rebecca ora è madre e nonna, ma prima di tutto è stata bambina. Un’infanzia crudele la sua: un padre assente e una matrigna violenta. I suoi primi anni di vita caratterizzati da un’esistenza trascorsa tra le mura di casa, vittima della rabbia e della follia, e segnata per sempre dall’abuso di un “orco” che avrebbe dovuto proteggerla.

Anno bisestile è il suo racconto, lo sfogo dell’anima pura di una bambina che ha visto la morte prima ancora della vita, ma che è riuscita a rialzarsi e tornare ad amare.

Lidia Masci è nata a Brescia. Ha insegnato prima in Francia, poi nella sua città, amando profondamente il suo lavoro e i suoi studenti. Instancabile viaggiatrice, ha esplorato il mondo alla ricerca dell’essenza delle cose e della loro magica diversità.

Con l’autrice dialogherà il giornalista Mendes Biondo.

Dalla prefazione:

Si dice che la nascita e la morte rappresentino l’inizio e la fine del percorso di un individuo, quantomeno di quello terreno. È nell’immaginario collettivo che l’uomo pone limiti e confini, conferisce a tutto un peso e una misura, mentre, in realtà, tutto ciò che si pensa di stabilire con assoluta certezza assume sempre forme diverse che si rinnovano continuamente.

Non si nasce una sola volta, né tantomeno si muore con la stessa unica frequenza e tra le due estremità si creano e si ricreano percorsi infiniti.

È così che si sperimenta l’equilibrio altalenante tra amore e dolore, tra bellezza e angoscia, senza che necessariamente ci sia un giusto tempo, senza un adeguato spazio.

C’è sempre posto per tutto nella vita, ma quando è il buio a collocarsi negli incastri che non vorrebbero mai accoglierlo, prima e ancora prima di tante cose e di tutto il resto, è lì che si giunge a morire, momento per momento, come se niente fosse più ricordo, come se niente fosse più futuro.

Morire così tante volte, quando ancora nulla si conosce della vita, quando l’infanzia cancella l’intera meraviglia del suo nome, per imprimersi nell’estremo anelito del suo contrario, non scelto, non voluto. L’amore si frantuma, si dissolve, senza mai essere stato costruito e a rimanere sono solo le spoglie, quasi invisibili, di una delirante solitudine che teme perfino di conoscere sé stessa.

E se niente di tutto questo mai dovrebbe accadere, perché né l’odio, né l’indifferenza dovrebbero sostituirsi alla vita? Quando si è bambini basta poco per stringere la morte, pur rimanendo vivi. Così come, in quell’età, altrettanto rapidamente si risorge, si ritorna ad essere sé stessi o anche chi non si era mai stati.

Non esiste niente che si possa cancellare del tutto, ma è proprio qui che si origina l’estrema forza della vita, quella che non rinuncia, che nonostante le strazianti cicatrici della paura, non serra il cuore.

Occorre avere fede e fiducia, occorre sempre credere per schiudersi e lì rimanere, nell’apertura all’altro. Occorre l’amore, quello puro, incondizionato, che ci ricorda ogni volta il ventre da cui proveniamo. Perché è solo con l’amore che prende forma la bellezza, tutta quella che esiste nello sguardo semplice del cuore che la vede, ogni volta, con uno stupore nuovo.

Sono sempre grandi gli occhi dei bambini, immensi e immersi nella tristezza di una lacrima, così come nell’incontenibile spontaneità di un sorriso che si dona ovunque e a chiunque riesca a riceverne magia.

Sorridono così tanto i bambini e trovano sempre qualunque pretesto per farlo, nell’immediatezza dei gesti e dei pensieri, senza sapere che è solo così che l’uomo potrà salvarsi dal suo io, dalle prigioni del passato, dalla folle attesa del futuro.

Aprono le labbra al mondo i bambini, alla pura gioia di essere e di esistere, perché la speranza di un sorriso sia sempre una bianca distesa di colori.

Laura Bracali

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...