I misteri di Chalk Hill – “Jane Eyre” in chiave moderna

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La Germania fino ad oggi è stata al margine della letteratura gialla e poliziesca. Sembra un paradosso, pensando al fatto che i maggiori telefilm polizieschi di successo sono molto spesso produzioni tedesche (pensiamo a “L’ispettore Derrick”, “Last cop”, “Il clown”, “Tatort” e molti altri ancora), ma fino ad oggi la “crime story” su carta stampata di produzione germanica è stata molto limitata.

A riempire questo vuoto ed a ottenere un grande riscontro di vendite (e di critica) è arrivata Susanne Goga (Mönchengladbach 1967). Dopo aver lavorato a lungo come traduttrice, la Goga si è affermata come autrice di romanzi gialli a sfondo femminile che hanno scalato le classifiche di vendita nel vecchio continente, Italia compresa. I successi più recenti dell’autrice sono stati pubblicati entrambi da Giunti e si tratta di “Il segreto di Riverview College” ed “I misteri di Chalk Hill”. È soprattutto questo ultimo romanzo ad essere particolarmente interessante, e non solo per gli amanti della letteratura gialla.

Con “I misteri di Chalk Hill” Susanne Goga ripercorre, circa un secolo e mezzo dopo, le vicende di “Jane Eyre” il capolavoro di Charlotte Bronte, ovviamente in una versione adattata al linguaggio contemporaneo. La fonte di ispirazione comunque è evidente già dalle prime pagine (nella postfazione è la stessa autrice ad esprimere il tributo e la propria ammirazione per Charlotte Bronte, ndr).

Protagonista del romanzo, ambientato nell’autunno del 1890 e con una storia che si dipana nell’arco di poche settimane, è Charlotte Pauly. Charlotte è una ragazza tedesca, originaria di un piccolo paese della Sassonia che lavora come istitutrice (ovvero insegnante privata per i figli della nobiltà e dell’alta borghesia). Dopo aver lavorato a lungo a Berlino, per una delle più importanti famiglie della nobiltà tedesca, ed essere costretta a lasciare la capitale guglielmina, per motivi che si scopriranno a metà del romanzo, Charlotte Pauly decide di trasferirsi all’estero, precisamente in Inghilterra, anche per la sua ottima conoscenza della lingua inglese.

Charlotte Pauly è quindi una ragazza estremamente emancipata, che ha studiato inglese nonostante le fosse sconsigliato dalla famiglia (la lingua “nobile” dell’epoca era il francese, come dice la stessa protagonista) e che decide, da sola, di andare a lavorare all’estero. Una sorta di “flapper” in anticipo di un quarto di secolo!

Il contratto di lavoro in Inghilterra la porta nel Surrey, a Dorking, piccola cittadina turistica nel sud dell’Inghilterra inizia a fare la conoscenza del luogo ma, quando cita il suo luogo di lavoro, ovvero la magione di Chalk Hill, l’umore della gente del luogo cambia, su quel nome aleggia infatti qualcosa di cupo, inquietante. Gli abitanti della cittadina non vogliono parlare di quel luogo. Vi è forse accaduto qualcosa che deve essere dimenticato?

La magione di Chalk Hill non si presenta agli occhi di Charlotte come un luogo cupo, anzi, e l’accoglienza da parte di Sir Andrew Clayworth, membro della Camera dei Lord e suo datore di lavoro è molto buona. Nella villa farà inoltre la conoscenza di Wilkins, il tuttofare, Miss Evans la governante e Nora, la tata di Emily, la bambina a cui dovrà fare da istitutrice. L’accoglienza da parte dei primi due è ottima, mentre Nora è (apparentemente) molto fredda con Charlotte, perché?

Nel corso delle pagine si scoprirà che, da alcuni mesi, Sir Andrew Clayworth è rimasto vedovo, sua moglie Ellen, è rimasta vittima di un incidente di cui nessuno vuole parlare, né nella villa né nel paese. Cosa è accaduto veramente? Perché aleggia tutto questo mistero?

Ma ad inquietare, sempre di più, Charlotte sarà proprio la piccola Emily. La bambina infatti più di una volta avrà comportamenti strani ed inspiegabili nel corso della notte che, sembrano svanire del tutto durante il giorno. Charlotte durante le notti passate a Chalk Hill a fenomeni di cui è protagonista Emily: incubi terribili, sonnambulismo o, a volte, finestre aperte in pieno giorno. In diverse occasioni la piccola afferma che sua madre era lì e che non stava dormendo…

Tutti questi fatti, uniti alla conoscenza di una donna anziana alquanto inquietante, spingeranno Charlotte Pauly ad investigare sulla morte di Ellen Clayworth. Cosa accadde alla donna? Morì veramente trascinata per un incidente dalle acque del torrente Mole in piena? Ma c’è di più, si scoprirà che la piccola Emily, che appare in ottima salute, da bambina soffrì di diversi problemi di salute, dei quali però il padre non vuole parlarne. Che segreto è nascosto anche in questo caso?

Pensato soprattutto per un pubblico femminile “I misteri di Chalk Hill” è invece un romanzo giallo che coinvolge già dalle prime pagine, grazie anche al linguaggio semplice ed immediato dell’autrice e all’ambientazione storica e geografica molto ben descritta (è difficile non immedesimarsi ad esempio nella sala da thè del paese dove Charlotte più volte si reca e dove assaggia il meglio della pasticceria inglese). Personalmente dico che sono pochi i romanzi letti di recente di cui non vedevo l’ora di arrivare alla fine. Molto consigliato sia al pubblico femminile che a quello maschile.

Fabio Mazzari

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