Nel battito del colibrì – Racchiusi in un istante temporale passato, presente e futuro si scontrano

giuseppe-turchi

Quello di Giuseppe Turchi è un’esperimento letterario abbastanza difficile da gestire e che l’autore ha portato a termine con un discreto successo. Stiamo parlando di “Nel battito del colibrì” una storia dove i tempi dell’esistenza, ovvero Passato, Presente e Futuro, che Turchi identifica con Domani, si dividono le sorti della coscienza di un uomo.

I personaggi in questione ricordano vagamente i fantasmi di “Un canto di Natale” che vanno a fare visita a Scrooge, con l’unica differenza che qui non abbiamo un protagonista caratterizzato come quello di Dickens visto che non è lui il centro dell’attenzione, bensì i vari tempi che costituiscono la mente dell’individuo.

Da una parte il Passato, un vecchio rugoso ed elegante, custode della memoria e della storia. Il Presente, invece, subisce in prima persona ciò che l’uomo vive, è un ragazzino vestito con un pigiama che cambia sempre colore a seconda delle emozioni. Il Domani, infine, è un manichino dalle forme appena abbozzate, sempre triste perché non riesce a dare senso al proprio essere.

Ciò che allontana un po’ il lettore da questo testo è sicuramente la caratterizzazione a cliché dei tre personaggi principali. Volutamente descritti in questo modo per sottolineare la loro parte, probabilmente il lettore si sarebbe aspettato di più nella descrizione delle loro vicende e del loro modo di fare. Questi, al contrario, agiscono seguendo un copione stereotipizzato che alla lunga finisce per distogliere la concentrazione dal già intricato filo della narrazione.

A ciò si aggiunga che i protagonisti osservano il mondo reale all’interno di uno stanzone bianco, cosa questa che se da un lato strizza volentieri l’occhio all’esperimento letterario e alla ricerca più introspettiva della descrizione, finisce per svilire dall’altra parte tutto quello che succede. I personaggi sono tre manichini su un palco che ripetono meccanicamente quanto gli viene sussurrato dal narratore che sembra essere particolarmente vistoso in questo testo.

Passato  diventa ad un certo punto violento, inizia ad essere più grande di quello che dovrebbe essere e sovrasta gli altri due, mentre Presente si annichilisce. Di buono questa storia ha questa forma di contrasto nei confronti del Passato che si erge a padrone assoluto del tempo. Nemmeno gli sforzi continui di Domani riescono a tenere a bada l’ego smisurato del tempo che fu e questo si nutre di una sorta di continuo autocompiacimento che porterà a non riuscire a progettare un futuro sostenibile.

A questo punto, però, sopraggiunge un amore inaspettato che permette a Presente di risollevarsi e colorare nuovamente il suo pigiama ma Passato è di nuovo presente, scusate il gioco di parole, e il vero nemico da battere sono i complessi di inferiorità e la mancanza di autostima.

Le cose si ricomporranno solamente alla fine in una narrazione capace di attrarre quanto di allontanare. Ora non resta che vedere il Domani dello scrittore per comprendere quanto la sua maturazione artistica è riuscita a portarlo lontano.

Mendes Biondo

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