Il ricordo di Montagnani – Ciao Renzo “Mitico Guido Necchi”

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Dietro un’ immagine “condannata” alla risata ed alla commedia sexy, il dramma di un figlio malato che richiedeva molte cure.

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“È morto a Roma nella notte fra il giovedì 22 ed il venerdì 23 Maggio 1997 l’attore Renzo Montagnani soffriva da tempo di un male incurabile”. Così citarono i principali giornali.
Attore di teatro, cinema, tv, ha fatto per tutti noi soprattutto parte del cast del film Amici Miei. In tv fu famoso anche attraverso il personaggio di Don Fumino.

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Verso la metà degli anni sessanta un giornale lo battezzò “il Ginecomico” (crasi tra ginecologo e comico) con riferimento ai film scollacciati che interpretava uno dietro l’altro in quel periodo e Renzo Montagnani ne rise non senza però una punta di amarezza.

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Oriundo fiorentino, nato chissà perché ad Alessandria, laureato in Farmacia, balzato sul palcoscenico senza aver fatto alcuna scuola, a far da “spalla” ai grandi della scena, si era poi affermato come interprete dotatissimo di Brecht, Sartre, Miller e altro teatro serissimo.

Nel cinema si era fatto apprezzare per importanti ruoli di composizione, tra i quali il padre di “Metello” nel film di Bolognini.
Inutilmente si era battuto per ottenere il ruolo di Philippe Noiret nel film Amici miei (’75), ereditato da Mario Monicelli in morte di Pietro Germi, riuscendo solo a farsi accettare come doppiatore; salvo poi entrare a pieno titolo negli zingari nell’ Atto II (’82) e Atto III (’85), forse il personaggio in cui meglio si identificò e quello per il quale il pubblico lo ricorda più distintamente.

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Il successo lo aveva però raggiunto inciampando in un filmetto, da molti considerato un filmaccio, intitolato “Peccati di famiglia” (’75), capostipite di una lunga serie di film della commedia sexy all’italiana.

In famiglia, stante la presenza di un figlio che richiedeva cure, c’era sempre bisogno di denaro; e Renzo non se la sentì di voltare le spalle alla fortuna che gli era caduta addosso.
Nelle situazioni scabrose la buttava in ridere; e tentò anche, nelle interviste, di difendere quei film indifendibili. Di sé diceva: “Sono il profeta del sexy – comico” e si sbilanciò fino a bandire “la crociata del sedere contro quella della violenza.

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Però ogni tanto Renzo si riscattava con più innocue sortite in televisione (acclamato il personaggio di Don Fumino, iracondo e bizzarro prete di campagna) o con interpretazioni cinematografiche di tutt’altro rilievo, vedi “La giacca verde” di Franco Giraldi, dove riscosse l’ammirazione dell’autore del racconto originario, Mario Soldati; oppure “Giocare d’azzardo”, in formidabile coppia con Piera Degli Esposti, per la regia di Cinzia Torrini.

Ma tra gli ottanta e passa titoli della sua filmografia c’è da ricordare anche la sua geniale personificazione del protagonista di “La coscienza di Zeno”, nello spettacolo del cinquantenario della morte di Italo Svevo (’78), allestito a Trieste da Giraldi dove Montagnani osò riprendere l’antieroe creato anni prima da Alberto Lionello, dando un piccolo dispiacere all’amico e collega che in un ristorante lo affrontò gridando: “Zeno sono io!”. Fu in quella e altre situazioni che il lavoro dell’attore rivelò il segno di un talento interpretativo di prima grandezza, che con un po’ di rigore e di fortuna (in vita sua, non si può dire che il nostro “Necchi” ne abbia avuta molta, anche considerando gli ultimi anni trascorsi a lottare contro la malattia) avrebbe potuto dare frutti più continuativi.

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A ogni appuntamento fatidico non gli mancò tuttavia il consenso della critica, pronta sempre a perdonare al “Ginecomico” le continue scappatelle nell’universo della commedia sexy che andava così di moda in quel tempo.

Montanelli lo descrisse come “Una bravissima persona, un uomo pulito, ma sfortunato”..
A noi invece piace ricordarlo così.. “Non stia a preoccuparsi, signor Becchi. Per me la questione è chiarita”

CIAO RENZO

Il Conte Raffaello “Lello “ Mascetti

Un pensiero su “Il ricordo di Montagnani – Ciao Renzo “Mitico Guido Necchi”

  1. Enio Drovandi ha detto:

    Scrivo il commento, cosa per me assai rara, perche Renzo lo considero, non un grande, ma un GRANDISSIMO, del nostro cinema!
    Un giorno Steno mi disse: Enio, lui è il piu grande doppiatore italiano….non sbaglia mai un tempo di battuta…E questo regista di attori immensi ne aveva diretti…da Sordi a Totò…ecc ecc…!!!
    E questo la dice tutta sul suo talento……meno considerato di quello che invece avrebbe avuto…Saluti a tutti..
    Enio Drovandi

    Mi piace

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